
Se potesse parlareQuella pelle graffiata dal tempo,direbbe: “ Strano”non ci sono più i tanti perché.In questa tacita pioggia d’invernoQuasi neve soffice come gli addii.Tu lo sapevi. Tu lo sentiviChe a volteCi si sfiora appena.E’ come un desiderioChe ti resta accanto per sempre.Un capriccio stropicciato dal ventoChe ti gira attornoE non assorbe più nulla.E’ il suono giusto di un silenzioChe ha smesso d’inseguire.E’ l’orizzonte giustoChe segue il domaniAnche se dentro, a volte, piove
Macigni che ti solcano il viso.
