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A.A.A. Offresi schiava del sesso prezzi modici

Da Consumabili
A.A.A. Offresi schiava del sesso prezzi modici
Sto leggendo da un po' di tempo"Sex trafficking" di Kara Siddarth, una interessante inchiesta molto ben documentata sulla tratta a scopo di sfruttamento sessuale, fenomeno di dimensioni mondiali e in continua crescita.
Nel libro c'è anche un capitolo dedicato all'Italia di cui tornerò senz'altro a parlare nel blog.
Tra le mille contraddizioni di un Paese che non fa praticamente nulla per combattere lo sfruttamento della prostituzione pur sulla carta perseguibile penalmente, Kara si è imbattuto, grazie all'amica Daniela Mannu dell'associazioneTampep, negli annunci personali (cuori solitari, amicizie, ecc..) presenti sui principali quotidiani. Secondo la Mannu, questi annunci sono una miniera per scovare lo sfruttamento della prostituzione indoor (in appartamenti, club, centri massaggi e simili) molto più invisibile ovviamente di quello di strada.
Scrive Kara:
In annunci come "Susy bellissima ventenne, appena arrivata, dolce e sexy" Daniela mi ha fatto notare la parolina magica "appena arrivata" che spesso significa "fresca vittima di tratta". Un'altra espressione come "no stop tutto il giorno" significa che nell'appartamento/bordello lavorano diverse ragazze. "

In effetti, ho potuto constatare di persona quanti annunci di questo tipo ci siano sui quotidiani con la cronaca della mia città, scritti incredibilmente in perfetto italiano a nome di ragazze dei più svariati paesi del mondo. La nazionalità viene infatti sempre riportata, come se si trattasse di una varietà di prodotto da supermercato.
In Spagna - incontrando non poche polemiche - il governo Zapatero ha proposto una legge che vieta gli annunci "hot" sui quotidiani, proprio perché dietro di essi si nascondono non di rado crimine e violenza contro donne e ragazzine che fruttano profitti enormi a sfruttatori e trafficanti. E' interessante notare come, oltre che da alcuni collettivi di prostitute, la reazione negativa sia venuta dagli stessi giornali, che in Spagna su questo tipo di annunci guadagnano in entrate pubblicitarie la non modica cifra di 40 milioni di euro l'anno.
Senza entrare nel merito dell'utilità o meno della proposta spagnola nella lotta alla tratta di donne, mi chiedo però come è possibile dare per scontato e pacifico che possa essere permesso pubblicizzare dei crimini in modo tra l'altro anche abbastanza evidente. E che spesso e volentieri lo stesso quotidiano che ospita quegli annunci e ci guadagna disquisisca poi di diritti umani.

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