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Ac intervista | ohmyblue

Creato il 09 dicembre 2013 da Arscreativo

AC INTERVISTA | OHMYBLUE ARSENALE CREATIVO

Uno spazio pulito, bianco, essenziale, più simile ad una galleria d’arte che a un negozio di gioielli. Impossibile non notare OHMYBLUE passando per Campo San Tomà a Venezia.

Elena Rizzi, la fondatrice e proprietaria del negozio, mi racconta che i passanti spesso entrano a chiedere se gli oggetti esposti siano davvero in vendita. Un effetto collaterale piacevole, visti la sua passione e i suoi intenti, che vanno ben oltre quelli della semplice vendita.
Sono andata a farle qualche domanda in una splendida mattinata di sole per scoprire che sono il sacrificio e la passione che trasformano una scommessa in successo.

Qual è il tuo background?
Entrambi i miei genitori mi hanno trasmesso una forte educazione estetica e mentre studiavo Pianificazione del Territorio allo IUAV di Venezia ho lavorato per 10 anni nel settore. È durante quel periodo che il mio gusto è andato formandosi ed è iniziato il processo che mi ha portato all’idea di creare un mio negozio.

Come hai cominciato?
Dopo la mia laurea si è creata una sorta di congiuntura favorevole e ho deciso di lasciare il lavoro precedente e avventurarmi da sola nel progetto di OHMYBLUE. Anche lo spazio che avevo trovato era quello giusto. Campo San Tomà è un luogo di passaggio, ma senza essere caotico: ci sono i turisti, ma anche gli studenti e spesso si riempie di bambini che giocano.
Non è stato facile iniziare, con tanti che mi chiedevano se fossi impazzita, specie per il periodo di crisi che stiamo vivendo. Io però avevo voglia di fare qualcosa di diverso, che sentissi davvero “mio”. Considero OHMYBLUE quasi una mia estensione: da quando l’ho inaugurato, 9 mesi fa, non c’è giorno in cui il negozio non sia stato aperto.

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Ho visto che vendi gioielli, oggetti, borse, cappelli di designer provenienti da tutto il mondo. Li selezioni tu personalmente? E come?
Certo. Ogni designer che decido di portare nel mio negozio è qualcuno che ho scoperto e contattato personalmente. Scelgo con cura ogni singolo pezzo perché voglio che si tratti di oggetti di qualità eccelsa. Praticamente tutto quello che vedi qui è un pezzo unico, fatto a mano e curato in ogni dettaglio.
I canali che uso per scoprire nuovi talenti sono diversi: le fiere, le connessioni che si creano andando in giro, le riviste, internet. Qui dentro cerco di creare una collezione in cui i giovani designer convivano accanto ad altri più affermati, come Pieter Stockmans. Con tutti loro ho un ottimo rapporto: talvolta mi hanno ringraziato per aver creduto nel loro lavoro e per aver esposto le loro creazioni nel mio negozio.

Il tuo negozio si distingue tra tutti per l’allestimento, ma anche per il nome. Perché “OHMYBLUE”?
L’allestimento del negozio è stato curato dallo studio Tencalla. L’ho voluto così essenziale e pulito proprio perché si distinguesse da tutti gli altri, dando un’idea di semplicità e purezza. Inoltre, anche se ho una lista infinita di desiderata, decido di esporre solo un numero limitato di pezzi. In questo modo riesco a mettere in risalto ciascun oggetto e a rendere giustizia all’universo creativo da cui nasce.
Quanto al nome, il blu è sempre stato il mio colore preferito e quindi volevo che il nome del negozio contenesse il blu. (To feel) “BLUE” richiama anche la mia passione per il blues e il jazz. OHMYBLUE è una sorta di esclamazione per il leggero senso di vertigine che si prova trovandosi di fronte alla bellezza. Infine, il blu evoca il cosmo: la stella che ho scelto come logo è il dettaglio di un disegno della costellazione delle Pleiadi fatto da Galileo Galilei nel Sidereus Nuncius.

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Qual è il tuo rapporto con Venezia?
Questa è una questione che mi sta particolarmente a cuore. Ho sempre vissuto a Venezia e i miei studi mi hanno portato a conoscere molto bene la città in tutti i suoi aspetti. Nel mio piccolo ho voluto provare a creare qualcosa di diverso in città, qualcosa che ancora non c’era. Un luogo in cui le persone potessero veramente scoprire il gioiello contemporaneo, che non è contemporaneo solo perché prodotto adesso, nel 2013. Venezia avrebbe le potenzialità per diventare davvero il luogo della cultura, ma gli interessi che prevalgono sono altri. Anziché unirmi al coro delle lamentele, per una volta ho voluto provare a fare qualcosa di costruttivo. Anche per questo rifuggo la logica esclusiva della vendita. Mi piace pensare che selezionando ed esponendo questi oggetti posso fare qualcosa per sensibilizzare verso un certo gusto: amo raccontare a quelli che mi chiedono informazioni la storia di ogni pezzo, di chi lo ha creato, come e da dove nasce.

Che progetti hai per il futuro?
Il negozio ha aperto solo da 9 mesi, quindi per ora penso a migliorarlo e farlo conoscere. La novità più recente è che ora è disponibile da OHMYBLUE Current Obession, una rivista tutta dedicata al gioiello contemporaneo che ha un approccio molto moderno e originale.

 

__________

OHMYBLUE di Elena Rizzi
campo san Tomà
sest. San Polo 2865
30125 Venezia

tel. +39 041 2435741
www.ohmyblue.it
facebook

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