Siamo agli antipodi, la prima ha il retrogusto del macabro, in definitiva ci troviamo in un "cimitero" di corpi conservati con questa particolare tecnica di "plastinazione", dove sedicenti signori/e hanno donato il loro corpo per consegnarlo definitivamente alla contemplazione "dell'artista" e dei suoi visitatori. Ora al di là delle considerazioni personali, lo scopo dovrebbe essere una divulgazione scientifica e una rappresentazione visiva sulle conseguenze di vizi ed atteggiamenti che l'uomo assume nel corso della vita, spiegarlo non è semplice leggete il sito ed estrapolate, vederlo e in alcuni casi toccare con mano fa un'altro effetto. Per la seconda mostra, avevo preconcetti sbagliati, perché l'impatto è stato di notevole spessore e trasporto, una mostra fotografica che si distribuisce in un contesto scenografico ed emozionale da non trascurare. Un passaggio di luoghi, similitudini, personaggi e accostamenti da panico fanno il resto. Ok, mi sono immedesimato in un critico post-cazzuto con abbigliamento trendy e barba incolta per infondere un alone di cazzutaggine da capogiro, non ci fate caso, e se siete in zona Roma gustatevi queste mostre con lo spirito giusto. Quale spirito? Ma il vostro ovviamente. Un abbraccio da uno dei miei lati quantici.