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Addio a Silvana Pampanini, una tra le più grandi attrici del cinema italiano

Creato il 06 gennaio 2016 da Stivalepensante @StivalePensante

Si è spenta dopo un lungo ricovero presso il Policlinico Agostino Gemelli, Silvana Pampanini. Due mesi fa era stata sottoposta a un complesso intervento chirurgico addominale. Dopo un’iniziale ripresa, tanto da far pensare a un ritorno a casa, sono insorte complicanze che ne hanno interrotto il recupero. I funerali si svolgeranno venerdì 8 gennaio ore 11 presso la Parrocchia Santa Croce in Via Guido Reni 2 Roma.

(toutlecine.challenges.fr)

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E’ morta a Roma Silvana Pampanini, una delle più grandi attrici del cinema italiano. Aveva 91 anni. La Pampanini, si legge in un comunicato del Policlinico Gemelli, “era stata sottoposta più di due mesi fa a un complesso intervento chirurgico addominale in urgenza. Dopo aver lottato a lungo sembrava aver ritrovato la grinta e il sorriso che sempre l’avevano contraddistinta. A una iniziale ripresa, in un quadro clinico sempre molto delicato, inevitabili complicanze ne hanno interrotto il recupero”. La nota, diffusa in accordo con la famiglia, è firmata dal medico personale, professore Francesco Landi, responsabile dell’Unita operativa Complessa di Riabilitazione del Cemi dove la Pampanini era ricoverata.

Bellissima, tanto da diventare Miss Italia a furor di popolo e a dispetto della giuria, spiritosa in tante commedie ma anche nella vita, grande attrice e donna di carattere che resistette alle lusinghe di Hollywood per preferire il cinema francese.

Silvana Pampanini era stata un’incona del fascino italiano assieme a Lucia Bosè e a Silvana Mangano, nei ruggenti anni ’50 che sul grande schermo proiettava le firme di registi come Monicelli, Germi, Comencini, De Sentis, Steno. Con loro e con tanti altri lavorò Silvana Pampanini, lanciata proprio dal concorso nazionale di bellezza che vinse nel 1946. L’aveva iscritta, a sua insaputa, una sua insegnante e furono le ovazioni della platea a imporre alla giuria di proclamarla vincitrice ex aequo con Rossana Martini, che era stata appena incoronata. L’esordio cinematografico in quello stesso anno, con il dimenticato “L’apocalisse” di Giuseppe Maria Scotese. Ne nacque una carriera brillante tanto che nel 1949 era già protagonista di cinque film giranti quell’anno. Tra i questi, “I pompieri di Viggiù” di Mario Mattoli, che la consacrò come star italiana. Tra i suoi partner sul grande schermo, Vittorio De Sica, Amedeo Nazzari, Marcello Mastroianni, Rossano Brazzi, Massimo Girotti, e poi i grandi comici a cominciare da Totò e Peppino De Filippo, e poi ancora Nino Taranto, Carlo Dapporto, Renato Rascel e Alberto Sordi, che firmò il suo ultimo film: “Il Tassinaro”. In quella pellicola del 1983, Silvana Pampanini appare per l’ultima volta sullo schermo, nella parte di se stessa, dopo 12 anni di assenza dal set, senza paura di mostrare le rughe. Come aveva già fatto da giovane, quando si fece invecchiare di 30 anni per un’irresistibile gag di “Un giorno in pretura”.

Protagonista anche del jet-set, Silvana Pampanini ebbe anche moltissimi flirt. Tra i suoi amori, il regista Orson Welles, i divi hollywoodiani Tyrone Power e William Holden, Omar Sharif, il re Faruq d’Egitto, il principe afghano Ahmed Shah. Nonostante la notorietà internazionale e gli amori con stelle del cinema americano, Silvana Pampanini non approdò mai negli studios di Hollywood, per restare invece in Europa, e specialmente in Francia, dove recito al fianco di Jean Gabin, Jean-Pierre Aumont, Henri Vidal.

Una delle oltre 60 pellicole in cui ebbe un ruolo, fu candidata all’Oscar come miglio film straniero nel 1956, “La strada lunga un anno”, di Giuseppe De Santis, che non vinse l’Academy award ma si consolò con il Globo d’oro. Lei, però, la bellissima Silvana Pampanini, non ricevette mai un premio importante. Non se ne fece un cruccio, e si considerò sempre una grande artista, tanto da immaginare nell’autobiogrtafia “Scandalosamente perbene”, uscita nel 1966, suoi dialoghi con i poeti Garcia Lorca, Neruda e Prevert. Al cinema, la Pampanini unì sempre l’impegno anche in televisione, dalle prime trasmissioni Rai del 1951 alle soap made in Italy di Mediaset agli intermibinali pomeriggi nel salotto di “Domenica in”. Dove però dovette annoiarsi perchè abbandonò il divanetto della Venier dopo un paio di mesi. (AGI)


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