Ha chiuso la Tacheles.
Nessuno ha bisogno di scoprirlo leggendo questo blog. Io non ci ero mai stata. Anche perchè
Berlino ancora manca nel mio zaino.
Non sono mai stata a Berlino! Che vergogna. Lo so. Rimedierò.
Però avrei voluto andarci, alla Tacheles. Era un omaggio alla fanciulla malvestita, piena di sogni e che credeva nell’arte come religione; una che vedevo sempre una volta quando mi guardavo allo specchio. Per questo motivo una foto della controversa galleria berlinese è tra le prime sulla board
“Wishlist” su Pinterest.
Avrei potuto incaponirmi nei mesi scorsi e farci un salto… invece di giocare alla formichina risparmiosa & coscienziosa e passare l’estate a casa. Io ho risparmiato & coscienziato ma uno dei miei piccoli sogni è lo stesso morto di freddo. E allora a cosa è servito?
Oggi mi sento come mi sono sentita nell’agosto del 2005, davanti alle immagini di Katrina che spazzava via
New Orleans. Un nodo alla gola e voglia di piangere. Un posto che avrei voluto vedere e sul quale mi ero costruita tante fantasie, morto così, senza saperlo, senza avermi regalato un ricordo. Mi rendo conto che la tragedia dell’uragano ha recato danni molto più ingenti e oggettivi dell’aborto di un mio ricordo, ma a me hanno suonato in testa le campane.
Lì ho capito che dovevo viaggiare, perchè il mondo cambia, le esperienze finiscono, i grattacieli vengono distrutti, le città spariscono sotto l’acqua (o soccombono sotto il peso del turismo di massa ma lì il discorso diventa articolato…) e io mi chiedo:
“Cosa ci stiamo a fare su questo pianeta se non lo conosciamo?”
fonte: Wikipedia