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Africa e Migrazioni /Dall'Anatolia alla patria di Lucy

Creato il 10 ottobre 2015 da Marianna06

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“L’Africa fu investita da una potente ondata di immigrazione, ancora più ampia e profonda di quanto si fosse mai pensato, che ha lasciato una traccia genetica indelebile”: a parlare con la MISNA è Andrea Manica, professore dell’Università di Cambridge autore di uno studio che potrebbe contribuire a cambiare la percezione del continente e dei suoi rapporti con il mondo.

Il punto di partenza della ricerca, pubblicata dalla rivista Science, è un osso petroso (situato appena sotto l’orecchio) di quello che gli scienziati chiamano uomo di Mota. Il nome deriva da una caverna dell’altipiano etiopico dove questo cacciatore-raccoglitore sarebbe morto circa 4500 anni fa. Un periodo lontano, precedente all’era delle grandi migrazioni già conosciute. E che per la prima volta, grazie a resti preservati in modo eccellente dalle temperature fresche e dal ridotto tasso di umidità dell’altipiano, è stato possibile studiare.

“Messo a confronto con il Dna dell’africano moderno – sottolinea il professor Manica - il genoma dell’uomo di Mota rivela l’ampiezza e la profondità delle migrazioni dal Medio Oriente e dall’Anatolia che investirono l’Africa circa 3000 anni fa”. Secondo lo studio, a questi spostamenti di popoli è riconducibile circa il 25% del Dna degli africani contemporanei. Una traccia euroasiatica curiosamente simile al genoma caratteristico ancora oggi della Sardegna. “Quest'isola mediterranea – annota Manica – ha conservato l’eredità genetica della colonizzazione degli agricoltori neolitici giunti in Europa dal Medio Oriente e dall’Anatolia circa 8000 anni fa”.

Cinquemila anni dopo furono queste stesse popolazioni a riversarsi a sud del Sahara, per ragioni ancora da chiarire, forse anche per i mutamenti politico-sociali nell’area dell'Antico Egitto. “Circa il 20% del genoma degli etiopici di oggi ha origini euro-asiatiche – sottolinea lo studioso - ma la storia delle migrazioni riguarda anche altre zone: in Africa occidentale o in Sudafrica anche popolazioni ritenute completamente di origini africane hanno un 5 o un 6% riconducibile a questi agricoltori-colonizzatori giunti dall'Eurasia”. (Fonte MISNA)

                     a cura di Marianna Micheluzzi (Ukundimana)


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