10 novembre 2015 Lascia un commento

Spesso parlando di Shyamalan, leggo tra le righe un sadico piacere a smontare tutto cio’ che fa, a prescindere da come lo fa. Cio’ basta a rendermelo simpatico e se e’ pur vero che ha preso delle cantonate spaventose ma chi prova e osa, anche sbagliando, ha comunque la mia approvazione. Entrando nel merito. Il film non e’ propriamente suo, non e’ suo lo script e anche la regia e’ coabitata dallo stesso Smith che l’ha voluto a dirigere. Vuoi vedere che l’ex principe di Bel-Air non aspettava altro per lanciare il figlio nel firmamento hollywoodiano?
Non sono un fan di Smith e per questa interpretazione s’e’ beccato ogni critica possibile, eppure non posso dire che mi abbia deluso, anzi per me il segno e’ piu’. Al contrario il figlio e’ terrificante.
Si dira’ che poverino e’ giovane ma gente anche piu’ giovane ha portato avanti interpretazioni da standing ovation e poi diciamocelo, non e’ che la sua carriera prosegua con chissa’ quale slancio.
In sostanza Shyamalan e’ solo un pretesto, l’operazione cade sul nepotismo pretese piu’ che regia e testo che pure hanno le loro belle colpe, leggi scemenze. Nel complesso mi sento meno severo rispetto altri e se non si raggiunge la sufficienza piena, nemmeno mi sento di stroncarlo senza pieta’. Ci si puo’ fare un giro.
