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Al-gazali e la teologia “pensante”. contro i fondamentalismi antitetici e solidali dell’occidente e dell’islam.

Creato il 02 aprile 2016 da Conflittiestrategie

Scritto da: MauroTozzato

Gli attentati che ripetutamente si sono verificati in Europa ad opera dei fondamentalisti musulmani alimentano la manipolazione mediatica, le allarmistiche, i richiami al ritorno ai "valori fondativi" dell'occidente e il livore e il risentimento nei confronti della tradizione arabo-islamica. Gli islamisti intelligenti e anche in grado di pensare politicamente con la propria testa si oppongono, senza essere più di tanto recepiti dal grosso pubblico, alle semplificazioni e alle volgarizzazioni dei cattivi divulgatori dei temi proposti dalle grandi culture mediorientali e semitiche. Da una parte ci sarebbe l'occidente con la sua scienza avanzata, la sua razionalità e la sua "dottrina" dei diritti umani - la grande ideologia che copre il compimento del nichilismo in occidente - dall'altra parte si assisterebbe all'avanzare dell'oscurantismo, del fideismo, dell'intolleranza e del fanatismo violento. A volte, per fortuna, l'attenzione viene rivolta anche a problematiche e a questioni sociali e culturali più serie con il contributo di studiosi di grande valore. Nell'introduzione al suo commento alla , ad esempio, il prof. Campanini ritorna su quello che viene simbolicamente ritenuto un momento cruciale all'interno del pensiero e della cultura islamica: la polemica tra Al-Gazali e Ibn Rushd (Averroè) si svolge proprio nel periodo che conclude l'età aurea della civiltà musulmana costellata da successi politici e da grandi realizzazione non solo in campo filosofico ma anche architettonico, artistico e scientifico (ad esempio nella medicina). Pur non condividendo le semplificazioni di certi presuntuosi "piccoli maestri" il grande islamista affronta di petto alcune tesi estreme:

Nonostante questa valutazione egli è ben lontano dal sottovalutare la statura di pensatore di Al- Gazali e l'importanza della sua presa di distanza dalla tradizione aristotelica: un elemento che gli ha permesso di sviluppare importanti elementi di originalità. Difatti Campanini ricorda dapprima che

Ma è anche vero che un altro modo di recepire la tradizione filosofica si è però sviluppato all'interno del pensiero più propriamente teologico:

Seppure in un modo del tutto specifico, e in parziale contrasto con la scolastica aristotelica, non mi pare che questo approccio sia così lontano dalla filosofia cristiana medievale che si proponeva di sistematizzare organicamente un rapporto di sostegno reciproco tra fede e ragione nel quale le verità terrene venivano comunque garantite e custodite dalla Rivelazione. In realtà Al-Gazali - oltre ad aver dimostrato in alcuni suoi scritti una grande predisposizione per il pensiero logico - può essere considerato anche uno dei padri fondatori di quella tradizione teologico-politica che ha trovato il suo culmine, durante il XX secolo, nelle grandi elaborazioni di Leo Strauss, Walter Benjamin e Ernst Bloch e nella "decostruzione finale" e nel "nichilismo politico compiuto" di Carl Schmitt.

Vi propongo, a questo proposito, una lunga, ma necessaria, citazione da La bilancia dell'azione - cap.XXXII -Torino, 2005 - di Abu Hamid Al-Gazali (a cura di Massimo Campanini).

Che ne pensi Schopenhauer? Ti saresti aspettato che il servo prediletto di Allah sapesse anche pensare oltre che credere?

Comunque, per concludere, noi confidiamo che il califfo "mal guidato" e i suoi accoliti, come anche i mestatori e fomentatori dell'odio anti islamico alla Magdi Cristiano Allam, nel giorno del giudizio finale saranno severamente puniti dai profeti Isa e Muhammad - siano sempre Benedetti i loro Nomi - assieme ai loro complici, che tirano le fila da dietro le quinte in questo velenoso conflitto strategico globale nel quale si incontrano vettori di potenza variamente dislocati.

Mauro Tozzato 31.03.2016


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