“Se tu sei Alabama, io chi sono?”
“Monroe”.
Alabama Monroe-Una storia d’amore, il film tratto da una episodio vero che ha rischiato di strappare l’Oscar a La grande bellezza di Sorrentino, è un dramma del fiammingo Felix Van Groeningen tratto dalla pièce teatrale di Johan Heldenbergh, l’interprete maschile di questa meravigliosa ed avvincente pellicola.
La storia è ambientata nel Belgio dei nostri giorni ed ha per protagonisti Didier, suonatore di banjo in un gruppo country e ammiratore del sogno americano, e Elise (una dolcissima Veerle Baetens), romantica tatuatrice che usa il suo corpo come una tavolozza sulla quale dipingere ogni traccia della vita. I due si innamorano ed Elise, entrata a far parte della band di Didier, rimane incinta della piccola Maybelle, la quale purtroppo si ammalerà di un male incurabile e morirà a 7 anni, evento che cambierà ineluttabilmente il rapporto tra Elise e Didier.

Ad una prima occhiata la trama di Alabama Monroe (improbabile traduzione italiana del più poetico The Broken Circle Breakdown) potrebbe apparire come la descrizione dell’ennesimo film melenso e strappalacrime, ma in realtà la vicenda, nella quale si alternano flashback e presente, si mostra fin dai primi minuti lontana da questo cliché: il linguaggio della pellicola è realistico, mai esagerato, intriso del dolore immenso della malattia di una figlia. Una malattia che appare come la condanna che il destino riserva ad una famiglia, seppur anticonvenzionale, colma di gioia ed allegria.

Van Groeningen e il direttore della fotografia Ruben Impens ci mostrano le immagini calde di un meraviglioso Belgio rurale che si fondono con una bellissima colonna sonora in chiave country, o meglio bluegrass (una delle ramificazioni del genere di Johnny Cash). “Il bluegrass” ha commentato il regista “è parte integrante del film, ne costituisce il filo che lega tutte le questioni chiave: la vita, la morte, la nascita, l’America, la maternità e la paternità, il trovare consolazione, la vita dopo la morte. Il bluegrass è ciò che unisce la coppia. Abbiamo provato a far sì che i brani musicali trovassero il loro posto nella scena in modo organizzato, cercando di dar loro l’impatto più drammatico possibile. Talvolta una canzone è puramente narrativa e aiuta a raccontare la storia, in altre situazioni invece, un certo brano viene scelto perché sostiene le emozioni”.

Alabama Monroe è un film che racconta come purtroppo non sempre l’amore riesce a vincere tutto, come la voglia di cambiare (anche nome, come fa Elise ribattezzando sé stessa Alabama e Didier Monroe) non sempre ci salva, ma lo fa con una tale soavità, con una dolcezza e, a tratti, un’ironia che ci fanno accettare persino l’eutanasia.

Alabama Monroe è in definitiva uno dei film più belli che abbia visto recentemente, di quella bellezza che fa male, che tocca l’anima, il cuore, e li lascia più pesanti, perché consapevoli che la vita è anche questo: un dolore nel quale germoglia la speranza.
Di Ilaria Pocaforza.
