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Alan Moore e la rivoluzione digitale.

Creato il 06 ottobre 2015 da Paradisiartificiali
Alan Moore e la rivoluzione digitale.Nelle settimane passate, abbiamo avuto modo di segnalare tramite il profilo twitter, l'arrivo sulla piattaforma apple, della nuova app Electricomics di Alan Moore famiglia, e del fine  ambizioso, di questo progetto di rivoluzionare ulteriormente il media fumetto.
All'indomani di una intervista rilasciata dal bardo per il sito inglese Wired.uk, sembra chiaro che secondo lo scrittore inglese, il progetto Electricomics, ha un potenziale ancora inespresso.
Era chiaro fin dai primi rumors che Moore e co. attraverso Electricomics, non avessero alcuna intenzione di accodarsi, alle altre iniziative di lettura digitale, e cavalcare semplicemente l' onda della moda dei fumetti digitalizzati.
Se avete avuto modo di visionare i primi timidi lavori nati in seno a questa piattaforma è chiaro che gli autori coinvolti nell'iniziativa, tra cui il co-creatore di Preacher, Garth Ennis, mirassero a qualcosa di più coinvolgente di una semplice esperienza di lettura.
Electricomics si è caricata l'onere di ampliare il significato di narrazione per immagini in sequenza, in un momento in cui sembrava il fumetto, pr quel che concerne le tecniche non avesse più nulla da dire.
D'altronde Moore già in passato ha vestito i panni del pioniere, in più periodi della storia del fumetto, dal revisionismo dei primi anni '80 con Miracleman e Watchmen, al citazionismo  dei lavori con la Awesome o la Wildstorm, come Supreme e Tom Strong, per non parlare dell'ermetismo dei suoi lavori  di stampo cabalistico di notevole impatto visivo come Promethea, o le ultime ricercate sequenze narrative dell'universo della Lega degli straordinari gentlemen, una epopea che ha consacrato l'opera dello scrittore di fantascienza Farmer, come plot narrativo, e che ha generato innumerevoli cloni, anche sul piccolo schermo.
Dalle parole di Moore su Wired.uk, è facile intuire, che le cose sono molto più complesse ed appetibili do come possano apparire ad un primo approccio:



"Soprattutto, con questo format, volevamo mostrare le possibilità del nuovo medium, non solo aggiungere particolari inutili. Ho sempre pensato che la prima cosa che la gente avrebbe fatto applicando la tecnologia digitale ai fumetti sarebbe stata inserire effetti in tavole che non ne avevano alcun bisogno."
"Non sono sicuro che quel che faremo possa ancora definirsi fumetto. Anche dopo un paio d’anni di lavoro su questo prodotto non ho capito se appartiene a un sottogruppo del fumetto o se sia qualcosa di totalmente nuovo. Credo che deciderò tra un altro paio d’anni, quando forse sarà più chiaro in cosa questo medium è diverso dai comics tradizionali."  
"Prendiamo Spirit, di Will Eisner. C’è una scena notturna he mostra una casa vuota, di notte, in cui c’è un rubinetto gocciolante. La tentazione, ovviamente, sarebbe di fare in modo che le gocce siano animate e di aggiungervi l’effetto sonoro corrispondente. Ma Eisner, attraverso il linguaggio del fumetto, fa qualcosa di molto più elegante, mostrando il rubinetto con una singola goccia allungata, il che rende chiaro che sta per cadere. E tutti sappiamo che suono produrrà."
Da questi passaggi è fin troppo evidente che se Moore, non ha ancora ben chiara l'evoluzione  del suo progetto, ha di certo chiara l'idea di non scadere nella banalità, insomma a leggere le parole del bardo è lecito pensare che la regola di sfruttare una nuova tecnologia nel momento in cui questa è a portata di mano, non vale per il team di Electricomics, che al contrario sembra più che mai intenzionato a sperimentare al punto di dubitare che si stia ancora parlando di fumetto.
"Questa tecnologia è nuova e ci offre la possibilità di compiere orribili errori come di raggiungere eterni trionfi. Le ci vuole un po’ di tempo per evolversi, non moltissimo a giudicare dalla velocità con cui si muove il mondo oggigiorno. Forse una decade, prima di capire e decidere."
Interessante questo passaggio in cui Alan Moore parla dell'influenza di Winsor McCay:

Alan Moore e la rivoluzione digitale."McCay comprendeva le dinamiche della pagina a fumetti. Il modo in cui il tuo sguardo si muoveva attraverso i suoi paesaggi, il modo in cui usava le tavole per mostrati qualcosa che diventava più grande o più piccolo, il modo in cui aveva perfezionato tutte le sue splendide tecniche, mai eguagliate dal fumetto sperimentale negli ultimi trent’anni e men che meno superate! Anche Eisner era un genio, ovviamente, ma molto differente. Eisner usava le sue vignette esplose, ad esempio, in cui sono presenti splendidi paesaggi, ma la pagina stessa risponde a una struttura visiva più ampia, che inserisce le singole immagini in quella che lui chiamava Meta-vignetta. L’intera pagina diventava così una vignetta dal punto di vista funzionale, in cui le vere e proprie vignette erano inserite. Una splendida composizione da vedere sulla pagina stampata, ma che non sarebbe affatto adatta al nuovo medium"
Si evnice l' intenzione di intensificare gli sforzi creativi sulla dinamicità della lettura digitale, l'intervista chiarisce anche del tutto, i contenuti del nuovo lavoro di Moore per Electricomics, Big Nemo, un chiaro omaggio al Little Nemo di McCay, con protagonista un Nemo adolescente alle prese con la spigolosa realtà dell' America durante la grande depressione degli anni '30 illustrata da Colleen Doran. D'altronde l'idea che McCay sia un irragiungibile maestro della cinecità delle tavoe a fumetti, Moore lo aveva già ribadito su Bleeding Cool:
"Immagino di aver pensato che, in termini di movimento cinetico all’interno di una pagina a fumetti immobile, non abbiamo mai superato Winsor McCay. Come animatore, come uno dei padri dell’animazione moderna, McCay stava ingenuamente usando la pagina a fumetti per fornire un senso viscerale di movimento, crescita e trasformazione delle forme. Stava prendendo molti elementi che George Melies aveva usato nel cinema poco prima. Così ho pensato che le tecniche di McCay si sarebbero adattato in modo molto interessante a questo nuovo medium."
"È una linea di fumetti molto belli. Se gli avessi dato troppe “migliorie”, sarebbero stati sul punto di diventare film animati economici, e non era questo che si voleva. Bisognava davvero analizzare a fondo il processo da utilizzare. Cercavo di usare ogni pagina del mio fumetto per sfruttare un tipo diverso di storytelling. Sono davvero soddsfatto dal risultato. Penso che, anche se è un leggermente deprimente, l’aspetto sia delizioso."
Alan Moore e la rivoluzione digitale.
Di certo torneremo sull'argomento Electricomics, e sull'impatto che inevitabilmente avrà sul  nostro amato media, nel frattempo il consiglio è di leggere Big Nemo, con una grande prova grafica di Miss Doran.
Baci ai pupi. 




 

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