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La missione Apollo 10 fu bene o male una "test run" in previsione dell'Apollo 11, la missione che avrebbe realmente allunato sul nostro satellite naturale. L'obiettivo era quello di testare le procedure e le tecnologie per lo sbarco, fino ad arrivare ad una manciata di chilometri (15,6) dalla superficie della Luna.
Se vi state chiedendo come mai avete sentito così poco parlare della missione Apollo 10, l'unica ragione sta nel fatto che nessuno dell'equipaggio ha mai posato un alluce sulla Luna. Thomas P. Stafford, John W. Young e Eugene A. Cernan sono di certo meno famosi di Neil Armstrong, Michael Collins e Buzz Aldrin, ma non per questo meno importanti nella storia dell'avventura lunare.
L'Apollo 10 collaudò tutti i sistemi di comunicazione, di propulsione e di supporto vitale del Lunar Module, e contribuì alla scelta dei siti di atterraggio delle future missioni lunari grazie ad una serie di fotografie della superficie del nostro satellite.
L'Apollo 10 fu inoltre la prima missione in cui un equipaggio eseguì tutto il percorso che separa la Terra dalla Luna, ottenendo anche il primato di aver raggiunto il punto più lontano dalla Terra (408.950 km dal Houston, dove stavano le famiglie dei membri dell'equipaggio) fino al nuovo record dell'Apollo 13.
Dopo le operazioni di attracco in orbita, test che avrebbe spalancato le porte alla successiva e gloriosa missione di sbarco, il modulo lunare soprannominato "Snoopy" venne lasciato a se stesso, libero di vagare per lo spazio interplanetario obbedendo alla fisica che regola il nostro sistema solare.
Dopo circa 42 anni, l'astronomo dilettante britannico Nick Howes ha in mente di rintracciare il modulo Snoopy, probabilmente ancora in orbita attorno al sole. Se questo non vi dice nulla sulle difficoltà dell'impresa che questo astrofilo e i suoi colleghi vogliono compiere, è come tentare di rintracciare una roulotte a spasso nello spazio a decine di milioni di chilometri di distanza da noi.
"Per parafrasare il presidente Kennedy, stiamo cercando di farlo 'non perchè sia facile, ma proprio perchè è difficile'. Questo sarà una vera prova per le tecnologie e le persone coinvolte" spiega Paul Roche, direttore del Faulkes Telescope Project e membro del progetto di Howes assieme ad un team del NASA JPL ei membri dell'Osservatorio di Remanzacco.
La sfida potrebbe essere definita titanica. "Il problema chiave su cui stiamo discutendo è l'assenza di solidi dati orbitali fin dal 1969" afferma Howes. "Abbiamo chiesto l'aiuto dello Space Exploration Engineering Corp che ha calcolato le orbite dell'Apollo 13, e lavoriamo a stretto contatto con le persone che all'epoca erano nel team delle missioni Apollo".
Un modulo di allunaggio delle missioni Apollo era uno scatolone di 5,5 x 4,3 x 4,1 metri suddiviso in due blocchi: "Ascent Stage" era la porzione dedicata agli astronauti, con strumentazione, sistemi di supporto e comunicazione, e "portabagagli" per le rocce lunari che alcune missioni future avrebbero dovuto portare sulla Terra; "Descent stage", invece, era il sistema di atterraggio e decollo, che faceva anche da magazzino per il Lunar Rover, le batterie di riserva e l'equipaggiamento da utilizzare dopo l'allunaggio.
L'obiettivo di Howes è quello di rintracciare l'Ascent Stage, dato che il Descent si è schiantato sulla Luna dopo le operazioni in orbita dell'Apollo 10. Si tratta di 2,89 x 4,29 x 4,04 metri di lamiera, circuiti e batterie (ormai defunte), di certo niente di paragonabile come luminosità e massa a qualunque oggetto celeste osservabile dal nostro pianeta.
"Ci aspettiamo un arco di ricerca di circa 135 milioni di chilometri, una grossa fetta di spazio in cui cercare. Siamo consapevoli della proporzione di questa sfida, ma avere i due telescopi gemelli Faulkes ad assisterci, assieme alle scuole e al fatto che faremo di certo molte scoperte su comete ed asteroidi, rende tutto questo un grandioso progetto scientifico".
THE SEARCH FOR APOLLO 10'S 'SNOOPY'
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