Guai a chi si costruisce il suo mondo da solo.Devi associarti a una consorteriadi violinisti guerci, di furbi larifari, di nani del Veronese, di aiuole militari,di impiegati al catasto,di accoliti della Schickeria.E ballare con loro il verde allegro dello sfacelo, le gighe del marciume inorpellatoinchinarti dinanzi ai feticci della camorra,come Abramo dinanzi al volere del cielo.Guai a chi sulla terra è sprovvisto di santi,guai a chi resta solo come un re disperatofra neri ceffi di lupi digrignanti.