
E' un vino rosso prodotto per l'appunto nella zona della Valpolicella in provincia di Verona.
Le sue caratteristiche principali:
- colore: rosso scuro con riflessi violacei
- odore: accentuato e particolare
- sapore: pieno, caldo e avvolgente
- gradazione alcolica: 14%
- all'olfatto: frutta matura, spezie e tabacco
- abbinamenti: carni rosse, selvaggina e arrosti. Veine consigliato anche come vino da dopocena
Il suo nome deriva dalla parola "amaro" perchè nel passato si voleva differenziarlo dal Recioto della Valpolicella. E' vino comunque di giovane produzione poiché secondo i riferimenti storici si parla di Amarone nel 1936 quando Adelino Lucchese, della Cantina Sociale della Valpolicella, assaggiò un sorso di Recioto inavvertitamente invecchiato che presentò delle caratteristiche ovviamente diverse e più amarotiche. Da qui venne coniato l'attuale Amarone della Valpolicella. Nel 1968 ottenne la denominazione DOC ma conquistò un posto di rilievo tra i grandi vini italiani solo negli anni 90, grazie ad un'ottima produzione del 1988.
La sua produzione attuale prevede che le uve raccolte tra settembre ed ottobre vengano messe ad essicare in luoghi asciutti e arieggiati. La sua essicazione dura all'incirca 3 mesi e ed ecco perchè è considerato un vino passito. Successivamente viene messo a fermentare per 3 mesi circa favorendo la trasformazione degli zuccheri in alcool. Infine, viene conservato per almeno due anni in barrique per raggiungere le sue caratteristiche organolettiche.
L'Amarone della Valpolicella è dunque un vino per intenditori e oggi viene prodotto anche in modo biologico, mantenendo tutte le qualità della prodotto più classica.
La scelta di una produzione di Amarone della Valpolicella biologico deriva dalla volontà di dedicare attenzione alla salute e all'ambiente.
Perchè la produzione di vino biologico si basa proprio sull'utilizzo di metodi naturali che non coinvolgono l'utilizzo di prodotti chimici duante la coltivazione e prevedono l'impiego di tecniche e materiali naturali durante la trasformazione. Senza dimenticare che la coltivazione biologica consente di ottenere un basso tenore di solfiti grazie anche alle condizioni climatiche di cui l'Italia gode.
Per garantire che il prodotto finale sia conforme alle normative stabilite viene sottoposto a controlli e verifiche dall'Ente autorizzato che ne rilascia il marchio di idoneità UE.
Il vino biologico dunque si ottiene da vigne e coltivazioni che rispettano le peculiarità della singola zona di produzione offrendo un prodotto unico che giustifica il prezzo il quale, talvolta, può sembrare fuori mercato.

