Ambiente: in un anno è cambiato solo il colore ma non la sostanza!

Creato il 19 aprile 2011 da Chit @chit67

Circa un anno fa, nel golfo del Messico, si consumava con il tranquillizzante beneplacito della compagnia petrolifera BP e dei vari organismi di controllo preposti, uno dei maggiori disastri ecologici (di cui siamo venuti a sapere ndr).
Più di 5 milioni di barili di greggio si riversarono in mare con conseguenze e effetti che definire  disastrosi è dire poco. Eppure è bastato buttare qualche cariolata di sabbia “nuova” ed intonsa sulla spiaggia e quasi non se ne parla più.

Eppure noi italiani dovremmo almeno un pochino preoccuparci viste le nostre capacità di gestione e manutenzione delle infrastrutture e visto che recentemente sono state autorizzate le trivellazioni al largo delle isole Tremiti alla ricerca dell’oro nero.

Poche settimane fa, dall’altra parte del mondo, in Giappone è successo quello che tutti sappiamo. In questi giorni se ne parla poco perché come spesso accade passata l’onda emotiva si tende a dimenticare. Eppure anche qui, nonostante le tranquillizzanti notizie della Tepco, sembra che la fuga radioattiva in mare abbia compromesso forse irrimediabilmente flora e fauna marina per parecchi millenni. Per chi avesse memoria un po’ quello che è successo a Mururoa dopo che qualcuno aveva deciso di andare a giocare con petardi nucleari da quelle parti.

Insomma, si è passati con disinvoltura da una marea all’altra, da quella nera a quella gialla dimostrando di aver capito poco o nulla da questi segnali mentre i margini per dare un po’ più di respiro alla salute di questo mondo diventano sempre più esigui.

E se quella dei Maya per il 2012 più che un’apocalisse alla fine fosse solo un’eutanasia annunciata??

BlogBabel Tags: bp petroli, giappone, marea nera, messico, mururoa, nucleare


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