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Ambrogio Lorenzetti. Buon governo, cattivo governo e fine del mondo

Creato il 21 marzo 2011 da Aljo


Ambrogio Lorenzetti. Buon governo, cattivo governo e fine del mondo

Ambrogio Lorenzetti. Buon governo, cattivo governo e fine del mondo
La cartina della penisola italica agli albori del 1300 è fatta di mille pezze colorate che stanno per principati, per ducati, per marche… E’ un buon periodo. Si contano eccellenti università, cattedrali che sono meraviglia e un fiorire d’arte, lettere e moderni sistemi giuridici. Tra i molti colori, spicca la terra di Siena. Al governo senese, espresso dalla borghesia guelfa cittadina, dal 1287 sta il Governo dei Nove.

In questo contesto nasce Ambrogio Lorenzetti (1290 ca. / 1348). Di lui si hanno notizie solo a partire dal 1319, l’anno della morte del caposcuola della pittura senese Duccio di Buoninsegna. Sin dalla sua prima Madonna col bambino, un bambino che scalcia al sicuro della presa istintiva e protettiva di Maria, Lorenzetti mostra un naturalismo e una umanità che non gli verranno mai meno. Nel tempo le sue figure si arricchiscono di complesse allegorie. Lorenzetti è un pittore colto e pienamente partecipe alla vita sociale e politica. I suoi sono dipinti allegorici densi di significato e questo è il tratto che in lui rimane insuperato.

Nel 1338, stabilizzatosi a Siena, emancipatosi dal fratello Pietro, facilitato dalla partenza per Avignone dell’altro grande senese del tempo, Simone Martini, mette in opera il suo capolovoro:  le Allegorie del Buono e Cattivo Governo e dei loro Effetti in Città e in Campagna. Un titolo che si dispiega su tre pareti nella Sala dei Nove del Palazzo Pubblico di Siena, lungo ben 35 metri. Lorenzetti rappresenta con figure umane le virtù ispiratrici del buon governo, ne mostra i benefici effetti in città e campagna contrapponendoli di seguito ai nefasti effetti di un cattivo governo. Di fatto, il suo fu uno dei primi messaggi politici. Per il governo cittadino, la Pace rappresenta la perfezione della società e Lorenzetti, nella sua opera, fissa fedelmente questo indirizzo politico. E’ questo un autentico capolavoro universale, carico di concetti morali e di consapevolezza, un dipinto che diventa documento storico e mappa del territorio senese del tempo, rappresentando lo svolgersi della vita in città e nelle campagne. Lorenzetti dipinge, prima di tutti in Europa, e quindi nel mondo, opere di puro paesaggio di grande forza poetica. Molte di queste opere sono caratterizzate da una complessa ed affascinante simbologia.

Con Lorenzetti si conclude la grande stagione artistica senese del XIV secolo, si conclude con la fine di un mondo e, quasi, con la fine del mondo. La Peste Nera assedia Caffa, scalo genovese sulla via per l’oriente, si imbarca per Costantinopoli, per Messina, arriva ovunque e non risparmia Siena. In città non si trova più nessuno che seppellisce i morti. Anche Ambrogio Lorenzetti viene artigliato da


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