Amici o meteore?

Da Alessia-Mammacongelo @mamacongelo

Al momento è in volo, diretta in Italia. Dovrei esserci abituata ormai, è la terza volta che capita quest’anno, prima Alessandra poi il ragazzo che sussurra ai cavalli e ora lei, la mia amica Martinaginapina.

Conosco qualcuno, diventiamo amici e poi.. poi scade il tempo a nostra disposizione e quel qualcuno riparte e torna da dove è venuto. Praticamente qui non riesco a farmi amici, conosco solo meteore. Entrano un attimo nella tua vita, la illuminano e poi smettono di brillare, fugaci spariscono. E che palle. Devo ricominciare tutto da capo, conoscere nuove persone, capire se vale o meno la pena di passare del tempo con loro, mettermi in gioco. Il gioco vale la candela? E’ una perdita di tempo scommettere su qualcuno che non conosci? Puoi fidarti di chi non conosci? Puoi fidarti di chi conosci?

Degli expat qui non conosci nulla delle loro vite precedenti,  italiane, devi fidarti di ciò che ti raccontano;  vivo come in una trasposizione di 6 personaggi in cerca d’autore, e se tutti stessero recitando solo una parte? Ok ci sono gli amici canadesi, ma con loro alcune battute non fanno ridere come tra noi italiani, possono esserci incomprensioni causate dalla lingua o da diversi atteggiamenti, anche se le barriere culturali giorno dopo giorno diventano sempre meno ingombranti.

E così Martinaginapina, expat a tempo determinato, se ne è andata, portando via il suo luminoso sorriso, il suo modo di parlare ininterrottamente per ore che mi fa tanto ridere. I suoi racconti e le sue avventure, la sua “szeta” da riminese doc così buffa. Mi mancheranno i suoi messaggi, lei non è in grado di mandartene uno, lei  ti invia un decameron di messaggi, non ha il dono della sintesi.  Ha tutto un mondo dentro che vuole far uscire fuori e non riesce a tenerlo a freno. E’ un vulcano di simpatia, la persona ideale con cui perdersi a Montréal dopo un aperitivo a -25°C e rischiare il congelamento. Alla vista del metrò sembravamo due nel deserto che trovano dell’acqua dopo giorni.. E’ quella che per il mio compleanno si fa portare in Cabàne a Sucre a degustare lo sciroppo d’acero. E’ stata un’ottima amica anche se a tempo determinato. Sono contenta di averla conosciuta.

Ci siamo salutate in metrò, le porte si sono aperte e lei e scesa, scomparendo tra la folla. E’ scesa alla sua fermata come doveva essere, non siamo mica in un film, non giriamo Sliding Doors noi. Noi ci salutiamo ed andiamo avanti per le nostre vite. 

Sono scesa alla mia fermata, passeggiando verso casa ho notato che comincia fare freddo a Montréal.


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