Magazine Cucina

Amo la radio perche' arriva dalla gente

Da Djlara
AMO LA RADIO PERCHE' ARRIVA DALLA GENTE
La radio è diversa da tutto il resto, perché occorre immaginare.
Immaginare che ci siano le pareti foderate dalle copertine dei dischi, dal pavimento fino al soffitto.
Immaginare una ragazzina di vent'anni, con i capelli tagliati corti sulla fronte, e gli occhi sempre in movimento.
Immaginare una maglietta consumata di un concerto lontano, di un gruppo amato e sconosciuto.
Immaginare un microfono sospeso su una postazione comandi, come la plancia di una nave.
Immaginare l'odore di fumo e sudore, stratificato dagli anni.
Immaginare di isolare il resto del mondo, quando si infilano le cuffie, e provare la voce, per sentire come sarà sentita tra pochi secondi.
Immaginare l'adrenalina che corre, tutte le volte, mai uguale a quella dell'altra volta.
Immaginare tutte le persone dall'altra parte, collegate da una traccia invisibile, eppure sparpagliate in ogni angolo di paese, in macchina, a casa, in ogni dove.
Immaginare che tutto questo è solo immaginato, e non conta niente per tutte le persone dall'altra parte: conta solo per una ragazzina, che in quel momento soffia via i capelli dalla fronte, prende a due mani la plancia di comando, dà l'ultimo sguardo al tempo rimanente che scorre sul display.
Immaginare la fine del pezzo, l'istante di silenzio.
Immaginare una sigla.

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Magazine