Ah, l’Olanda! La terra dei tulipani, dei canali e dei mulini a vento!
Amsterdam è la Venezia del Nord Europa, una città strappata al mare, che ha fatto del progresso e della tolleranza la propria bandiera e il proprio stile di vita.
Arrivo a Schiphol una mattina presto, con KLM il viaggio e’ diretto e dura pochissimo: in un’oretta, sono già in Olanda. Le ruotine della mia valigia rossa mi seguono ronzando.
Per arrivare in centro citta’ si prende il treno direttamente dall’aeroporto. Entro una mezzora sono in citta’, pronta per cominciare la mia avventura.
Appena uscita dalla Stazione Centrale seguo la strada principale, il Damrak e da li arrivo al mio hotel, il Best Western Dam Square (conosciuto anche come Tulip Inn Dam Square), in Gravenstraat. Centralissimo, confortevole e, se prenotato con un po’ di anticipo, con un costo abbastanza ragionevole. Non potevo desiderare di meglio.
Da questo punto posso visitare la città da tutti i suoi lati senza particolare sforzo: basta programmare bene le tappe. Ho due giorni, sufficienti per godermi la città e tutto quello che mi offre.
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Mi godo il paesaggio: i battelli che scivolano sui canali, le biciclette che sfrecciano manco fosse il Tour de France, le case strette strette ed altissime ed un profumo di patatine fritte. Già. Perché le patatine fritte e soprattutto la maionese sono due dei tre cibi di cui gli olandesi vanno orgogliosi. Per un olandese non esiste altra maionese se non la maionese olandese. Il terzo cibo è una specie di polpettina di carne fritta in pastella, una crocchetta insomma. Infatti, con sconfinata fantasia, si chiama kroket. Ne vanno cosi’ fieri e ne mangiano talmente in quantità che addirittura McDonalds ci ha fatto un panino apposito, il McKroket appunto. Ricordo ancora lo sguardo del mio collega olandese quando a Maastricht mi portò ad assaggiare queste delizie: patatine, maionese e crocchette. Nei suoi occhi, la speranza di vedere l’approvazione di un’italiana alla sua cucina locale. Devo dire che nonostante le patatine siano patatine ovunque, la maionese e’ davvero buona e le crocchette, beh, sono da provare.
Quanto parlare di cibo, ma è il profumo che mi avvolge che mi costringe!
Scatto qualche foto e poi mi sposto verso il Bloemenmarkt, il mercato dei fiori, la via coloratissima sulla Singel. Oltre ai fiori, ci sono molti negozietti che vendono il gouda, il formaggio olandese più amato.
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Sono nuovamente carica di energia e decido di spingermi ancora più in la: seguo la strada che mi porta dapprima agli Orti Botanici fino ad arrivare a Zeeburgedijk, l’argine ad est della città, dove mi aspetta la vista del mulino a vento di Amsterdam, De Gooyer. Imponente, fuori dal tempo, decisamente spettacolare. E poi, a due passi c’è un birrificio artigianale, la Brouwerij ‘t IJ… Si può forse andare via senza assaggiare? ;)
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Ma davvero Amsterdam è solo tulipani, mulini e biciclette?
Ovviamente no, ad Amsterdam non c’è solo questo: quello che si sviluppa attorno alla Oude Kerk, la chiesa e l’edificio più antico della città, e’ un quartiere che ci ricorda che Amsterdam è anche una città trasgressiva e alternativa, che non nasconde l’ovvio anzi, lo mette in mostra e ne fa folklore. Avventurarsi nel Red Light District, il quartiere a luci rosse, è un’esperienza diversa e accattivante: le ragazze che ballano in vetrina, i sexshops e la Condomerie, il primo negozio al mondo specializzato in preservativi, i coffeeshops come il Bulldog e il Bluebird, pieni di turisti giovani e meno giovani, e qualche chitarrista della domenica che racimola qualche spicciolo strimpellando sui ponticelli. Come dire, sesso, droga e rock’n’roll.
Sono seduta sui gradini del monumento in Piazza Dam: osservo la città ancora pochi minuti prima di rientrare nel mio hotel e sprofondare nelle morbide coperte del letto e concedermi una sana e meritata dormita.
Domani sarà un’altra lunga giornata. Non vedo l’ora!
Un abbraccio,
Valigia Rossa