
Il fatto che si chiami “primo maggio” mi ha sempre fatto pensare che poi viene un altro maggio. Ma poi non viene mai un altro maggio. E in fondo si chiama “primo maggio” proprio per questo, perché anche l’anno prossimo sarà di nuovo il “primo maggio”, e anche l’anno dopo ancora. Il primo, sempre il primo. E noi fermi senza progresso, senza mutamenti, al palo delle rappresentazioni.





