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TRAMA
Si può vivere solo d’amore e d’acqua
fresca?

No, bisogna lavorare ed è quello che cerca
di fare la protagonista , una 23enne laureata con massimo dei voti in scienze
della comunicazione, che non riesce a trovare un lavoro in cui possa sfruttare
le proprie capacità e quindi cambia continuamente impiego. Anche la sua vita
sentimentale non è delle migliori: va a letto con uomini molto più vecchi di
lei, mai per vero amore.
Finché non incontra un giovane che vive di
piccoli espedienti e la invita a passare con lui un po’ di tempo nel Sud. Inizialmente
rifiuta, poi dopo aver litigato con i familiari.
RECENSIONE
Film diviso esattamente in due parti: la
prima, ambientata a Parigi è una riuscita rappresentazione del condivisibile "disagio generazionale" dei ventenni di oggi alle prese con le difficoltà di trovare un lavoro soddisfacente,
di mantenersi, di seguire o non seguire le orme dei genitori per crearsi una
propria identità.
Sfortunatamente la trasferta campestre che
corrisponde alla seconda parte della pellicola perde completamente ritmo,
mordente e movente, infarinando sesso, crimini e noia (dei personaggi e dello
spettatore).
E la frase finale del film in cui la
giovane dichiara le proprie generalità ammettendo di non avere alcuna
professione, suona tanto programmatica quanto scontata.
Peccato perché le premesse sembravano
molto buone e la protagonista Anaïs Demoustier (Le nevi del Kilimangiaro, Belle épine) è
convincente, oltre che generosa a mostrarsi nuda.
VOTO: 6+
