Magazine Diario personale

(Anche) Tutto il resto è noia

Da Mcnab75

È il solo discorso trito e ritrito.

Cerchiamo di affrontarlo da un'altra prospettiva (ma non è facile). Partiamo col dire che il mio attuale impegno nel dittico di novelle steampunk/ucroniche è dettata senz'altro da una passione di lungo corso per questi generi. Al contempo però c'è dell'altro, come segnalavo in qualche post precedente. Questo “altro” è una stanchezza sempre più diffusa e perdurante nel leggere/vedere le solite tematiche proposte mille volte con varianti minime.

Non parlerò più dei romanzetti nero-rosa sui vampiri, né dei fantasy con gli elfi effeminati e i nani brontoloni. A dire il vero mi sta stancando anche il resto. Romanzi e film d'azione fatti con lo stampino, con le stesse trame (o quasi) la stessa ricerca estetica, la stessa fotografia (o stile, parlando di romanzi). Per chi, come me, ama questi generi e ne fa uso/abuso, il rischio di avere delle crisi di rigetto è sempre dietro l'angolo.

Mi è successo col fantasy, anni fa, e ora fatico – intendo dire a livello fisico – a toccare un libro di quel genere.

Sento di essere sul punto di rottura anche per quel che riguarda altre stimate categorie. In primis i thriller. Comincio avere la nausea nel vedere copertine tutte uguali, storie molto simili, personaggi a cui puoi intercambiare i nomi: John, Giovanni, Simon, Simone, Marie, Maria... ma a cui non riescono a cambiare la sostanza.

Non essendo mai stato un fan(atic) di un genere specifico, a parte forse gli zombie movie, trovo difficile comprendere i meccanismi mentali che spingono un lettore a spararsi, tutti di fila, trenta romanzi thriller più o meno simili. Non vuole essere una critica, bensì l'ammissione di un difetto: quello di non capire. Ah, a proposito di zombie movie: anch'essi mi stanno venendo pesantemente a noia. Oramai li guardo quasi in full automatic, ma senza gustarli mai troppo.

Buttarmi nell'ucronico/steampunk, mi sta dando la possibilità, come scribacchino, di uscire un po' da questo loop letale. Spero che anche voi, come lettori, amici, o semplici curiosi, possiate apprezzare delle tematiche un po' diverse da quelle che si trovano abbondantemente in qualsiasi libreria.

Non sono nemmeno un fan dell'originalità a tutti i costi. Infatti non credo che esista. Eppure la necessità di variare dentro il genere è un mezzo – forse l'unico – di sfuggire ai due estremi, entrambi nocivi, che si creano in situazioni di ristagno creativo: le mode e l'intellettualismo alternativo.

Non credo negli esperimenti di linguaggio. Non credo nei film/libri sconclusionati e scritti sotto effetti dell'LSD (leggi: senza senso), e troppo spesso acclamati come capolavori da una critica di esteti della domenica.

Non credo in chi mi dice “dovresti leggere/vedere altro”. Io so per certo quali generi mi fanno schifo e rivendico il mio diritto di spettatore/lettore di pretendere il meglio da quelli che invece amo, e non al di fuori da essi.

Chiedo troppo?
 

(Anche) Tutto il resto è noia

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