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Ancora contro l’editoria a pagamento

Da Ayameazuma

L’ennesima testimonianza di un’autrice insoddisfatta dopo la pubblicazione a pagamento. Questa volta la casa editrice è la Seneca:

Mi avevano contattato loro, dicendomi che avevano letto qualcosa di mio in rete e che erano desiderosi di valutare un mio testo narrativo. Inviai il testo seguendo le loro indicazioni fornite via mail (impaginazione fatta seguendo il loro modello, ecc) su supporto magnetico. Dopo circa un mese, mi arrivò la loro prososta editoriale: contratto standard, senza obbligo di acquisto opere, né contributi di alta natura, ma la cessione dei diritti d’autore per le prime 2mila copie. Accettai, giovane e ingenua, pensando che non dovendo pagare avrebbero dovuto fare “rumore” e quindi vendere per recuperare l’investimento. In verità, hanno fatto poco e si sono accontentati dei volumi da me venduti attraverso eventi che ho organizzato personalmente.
Pare, comunque, leggendo le vostre testimonianze, che siano andati verso la pubblicazione a pagamento in toto, benché penso fossero “predisposti”.
Se posso, mi rivolgo specilamente a chi è esordiente, non accettate mai la pubblicazione a pagamento. E’ insensato e inutile. Già senza pagare, i piccoli editori faticano a emergere e quindi far emergere, con le spalle coperte, non si impegnano nemmeno un minimo.
Poi, il fatto che Seneca Edizioni pubblichi i professionisti gratuitamente, mi giunge nuova. Salvo 5-6 scrittori, in Italia nessuno vive grazie ai diritti d’autore, ma sperimentando altre forme di scrittura. Con queste premesse, non so chi siano questi professionisti siglati Seneca Edizioni.

Potete leggere molte altre testimonianze e approfondimenti sull’editoria a pagamento qui. Ricordate: pagare per pubblicare significa pagare per lavorare. E nessuno di voi accetterebbe mai di firmare un contratto dove si impegna a lavorare 8 ore al giorno pagando la propria azienda 1200€ al mese…


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