Magazine Cinema

And the Oscar Goes To... Pulp Fiction (1994)

Creato il 28 febbraio 2015 da Babol81

Pensavate che noi del F.I.C.A. ci fossimo ritirati? Giammai! Su suggerimento di Alessandra del blog Director's Cult abbiamo deciso di coalizzarci nella settimana degli Oscar e conferire un premio "virtuale" ai film che, a parer nostro, sono stati trattati malissimo dall'Academy. Potevo forse rinunciare ad affrontare, finalmente, Pulp Fiction, diretto e co-sceneggiato nel 1994 dal mio aMMore Quentin Tarantino ed insignito SOLO di un Oscar per la Migliore Sceneggiatura Originale? Fuck, no! Preparatevi ad un'esplosione di aMMore con le MM MMaiuscole. ENJOY!
And the Oscar Goes To... Pulp Fiction (1994)
Trama: il film intreccia le vicende di Vincent e Jules, due sicari al soldo del boss Marcellus Wallace, della sua problematica moglie Mia, del pugile suonato Butch e dei due delinquentelli Ringo e Jolanda, pronti a rapinare un diner...


And the Oscar Goes To... Pulp Fiction (1994)

Quentin assieme a Roger Avary durante la premiazione per la Miglior Sceneggiatura

Pulp Fiction vince nella categoria Miglior Film, ritira il premio il produttore Lawrence Bender mentre Quentin è già al terzo frappé da 5 dollari con Bourbon, più Bourbon che frappé, e sta intrattenendo i convenuti con la sua aMMorosa logorrea.
Un po' mi spiace per Le ali della libertà, ma tant'è. Pulp Fiction trionfa in questa edizione degli Oscar, sbaragliando il favoritissimo Forrest Gump. L'Academy, per una volta, ha scelto di premiare un film movimentato e divertentissimo, che sposa le regole del Gangster Movie reinterpretandole ed aggiornandole ai tempi moderni. I malviventi sono stilosissimi, logorroici, vanitosi, quasi ridicoli, sicuramente privi di quella dignità Scorsesiana che li rendeva tragici e dignitosi anche nella loro negatività; Pulp Fiction è la naturale evoluzione di quel processo di sdrammatizzazione già cominciato ai tempi de Le iene, dove la risata strappata da un dialogo particolarmente sagace andava a braccetto con l'orrore causato da litri di sangue ed improvvisa violenza. Quentin sa bene di essere adorato dal pubblico e in Pulp Fiction sbriglia liberamente la fantasia, il citazionismo e il suo amore per il Cinema senza mai perdere di vista la storia che vuole raccontare, una storia di cambiamento e redenzione, giostrata da un deus ex machina burlone che non guarda chi è stato buono o cattivo per distribuire premi o punizioni e, ovviamente, non rispetta né le simpatie del pubblico né il tempo effettivo in cui i personaggi sono sullo schermo. Questo irresistibile ed imprevedibile mix di faccia tosta, musica, colori, dialoghi e sequenze già cult ha giustamente conquistato l'Academy e non poteva essere altrimenti visto che Pulp Fiction, almeno per me, è già il film dell'anno!

And the Oscar Goes To... Pulp Fiction (1994)

Le foto della premiazione misteriosamente non si trovano. Il capellone, comunque, è Bender.

John Travolta e Uma Thurman vincono rispettivamente come Miglior Attore Protagonista e Migliore Attrice Non Protagonista mentre Samuel L. Jackson viene battuto da Martin Landau. Jackson, gran signore, si complimenta appena il vegliardo torna a sedere mentre la Thurman e Travolta deliziano il pubblico improvvisando un balletto sulle note di You Never Can Tell.  

Quentin
è solo al secondo film "importante" come regista ma chi si è innamorato come me ha già capito che il ragazzone ne farà di strada, soprattutto per il modo geniale con cui riesce a mettere in piedi un cast. A parte che io avrei dato un premio "corale" (Bruccino adorato nei panni di Butch lo snobbiamo così? Harvey Keitel che risolve problemi? L'esilarante cameo di Christopher Walken? Lo stesso Quentin e il suo gustosissimo caffé?), però i tre attori nominati e i due vincenti meritano tutte le lodi che sono piombate loro addosso. John Travolta, santo cielo. Ma non lo davate per morto? L'ex Tony Manero osa ripresentarsi inchiattito, strafatto, scemo come un tacco e buffone come non mai per uno dei ruoli più splendidi della sua carriera, come se Quentin lo avesse preso per i lunghi capelli svunci e lo avesse tirato fuori dal limbo per riconsegnarcelo tirato a lucido. E come si muove ancora, quest'uomo! Il ballo con Uma Thurman prende a calci ogni scena tra Forrest Gump e Jenny. E, ovviamente, Uma Thurman è bellissima. Ora, io quest'attrice la ricordavo solo per aver interpretato Cécile De Volanges ne Le relazioni pericolose ma Quentin me l'ha riproposta in un'ottica completamente diversa: sexy, divertente, un'icona di stile con quel Rouge Noir sulle unghie dei piedi nudi, le labbra dipinte e il caschetto nero. Miss Thurman, io la odio perché si capisce che Quentin la ama alla follia, tanto quanto io amo lui, e non potrò mai competere con lei, Dea scesa in terra. Quanto a Samuel L.Jackson, la parte "saggia" del dinamico duo Vincent/Jules, era giusto dargli l'occasione di bucare lo schermo (dopo anni passati nelle retrovie) con il personaggio forse più sfaccettato del film, in grado di esplodere in gesti di violenza insensata ma anche di perdersi in profonde, quasi commoventi riflessioni. A lui auguro la migliore delle carriere!

And the Oscar Goes To... Pulp Fiction (1994)

Qui Los Angeles sembra tanto Cannes, vero? Ehi ma.. cos'è quello sguardo lubrico, Quentin???

Quentin Tarantino vince l'Oscar come miglior regista e ringrazia, tra gli altri, Rossellini, Bava, Fellini e ovviamente Sergio Leone! Grandissimooo!!! 
Dai, bisogna dirlo. Largo ai giovani! Zemeckis? Ma sì, Forrest Gump è bello e tutto ma non è innovativo! Kieslowski? Che due marroni! Woody Allen? Ma basta! Robert Redford? Che barba che noia! Il premio andava giustamente all'aMMore mio. Non vi sto neanche a dire quanto sia bello quel ballo che ho già nominato, con Travolta e la Thurman che si dimenano sulle note di You Never Can Tell come facevano già Romeo e Duchessa ne Gli Aristogatti. Volete un elenco delle altre sequenze che non dimenticherò finché campo? La ripresa "di nuca" di Marcellus Wallace, la tachicardica sequenza della rianimazione di Mia, il concitato confronto con Zed e compagno (come usa Bruccino la katana..!), i piedi nudi della Thurman che introducono il personaggio, lo shock del colpo di pistola in macchina, la ripresa "dal bagagliaio", lo "stacco" di Coniglietta e Zucchino che introduce i titoli di testa (ah, ve l'ho detto che Sally Menke ha vinto l'Oscar per il miglior montaggio? Non scriverò nulla sull'argomento perché non ne avrei le competenze ma Pulp Fiction non sarebbe stato lo stesso senza lei a tirare le fila di tutte le riprese e dei timeskip Tarantiniani), il piano sequenza di Butch mentre cerca di tornare a casa e tantissime altre scene sono fulgidi esempi di amore per il Cinema, conoscenza del mezzo, faccia tosta e incredibile bravura. Non ho le conoscenze per parlare in dettaglio della bellezza del cinema di Tarantino, ma mi basta pensarci perché mi batta forte il cuore e questo vorrà pur dir qualcosa. L'unico consiglio che posso darvi, se non avete mai visto un film di Quentin, è di cominciare subito approfittando di questa serata ricchissima di premi in cui l'Academy si è riscattata da tutte le sue cazzate. Sarà mica stato Marcellus Wallace a minacciarli con la promessa di praticare "una cura medievale per il loro culo" in caso di vittoria, che so, di Robert Zemekis? Sarò ingenua, ma credo proprio che l'Academy abbia visto la luce come Jules!

And the Oscar Goes To... Pulp Fiction (1994)

Quentin non si contiene e bacia il neo premiato Miglior Attore Protagonista. Come dite? Dal Chinese Theatre non si dovrebbe vedere il mare? Mah, strano...

Ovviamente, mica è finita qui! Gli Oscar del cuore continuano su questi blog. Seguite i link e... ENJOY!
Mari's Red Room
Non c'è paragone
Solaris
Delicatamente perfido
Director's cult
La fabbrica dei sogni
In Central Perk
Scrivenny
Cinquecento Film Insieme
Pensieri Cannibali

Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :