Fare la escort non è mai stato facilissimo con tutti questi bacchettoni che saltano fuori continuamente. Anche nell'antica Cina, dove tuttavia queste signorine avevano una posizione di grande preminenza, non ebbero mai vita facile. E pensare che comunque le più belle e/o capaci, potevano aspirare a posti importanti, influenzando il governo stesso dell'impero. D'accordo, non è che potessero aspirare direttamente ad avere posizioni ufficiali di ministro o plenipotenziario come in altre culture, ma riuscivano spesso dalla camera da letto dell'imperatore o di qualche alta carica a far gravare la loro presenza nei provvedimenti concreti. Il periodo Tang, uno dei più fiorenti per ricchezza e sviluppo delle arti, fu caratterizzato da una spiccata tendenza all'apprezzamento delle rotondità femminili. Ammirando oggi le stupende statuette femminili dell'epoca, non si può fare a meno di notare che, pur elegantissime, quelle signorine siano un po' troppo grassocce per i nostri canoni, che oggi privilegiano ahimé, le anoressiche. Uno dei detti di 4 caratteri dell'epoca recitava: "tanta grassezza, tanta bellezza" e Anello di giada, la più famosa prostituta dell'epoca, era, come dicono i documenti di allora, periodo in cui tutto veniva puntigliosamente registrato, di carnagione bianca come il latte, ma decisamente abbondante in ogni direzione.
L'imperatore Ming Huang, però, proprio per questo, non aveva occhi che per lei e amava trascorrere il suo tempo nel Palazzo d'estate, dove aveva appositamente costruito una fonte che eruttava acqua calda, in cui Anello di giada bagnava ogni giorno le candide ed abbondanti carni sotto i suoi occhi compiaciuti e concupiscenti. In breve ne fu talmente conquistato da farla partecipare, nonostante le sue mattane alle più importanti decisioni politiche, inclusa la nomina del suo amante, a generale della guardia imperiale. Il quale naturalmente dopo un po' le fece un bel pacco, cacciando l'imperatore con tutto l'harem imperiale, Anello di giada compresa. Anche i soldati più fedeli allora minacciarono di abbandonare definitivamente l'anziano l'imperatore troppo influenzato dalle grazie femminili e gli imposero di liberarsi della concubina a cui venivano attribuiti tutti i mali dlel'impero, inclusa la perdita di popolarità presso il popolo. L'imperatore pur di non perdere anche l'appoggio dei pochi fedelissimi rimasti, non esitò a sacrificare la povera Anello di giada, a cui consigliò di andare ad impiccarsi all'albero più vicino, cosa che la donna (non si sa bene in quale maniera convinta) fece di buon grado. Così il sovrano riusci a riconquistare il favore popolare e a domare la rivolta, ricostruendo poco dopo un harem ben più ricco di femmine tonde e giovanissime. Grazie ai versi di un grande poeta ci è rimasta questa storia nel famoso poema: Il padiglione dell'eterna giovinezza, uno dei capisaldi della letteratura cinese.
Refoli spiranti da: C. Leed - Storia dell'amore in Cina - SEA -1966
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