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Anniversario della nascita di Oscar Wilde

Creato il 16 ottobre 2013 da Ilariagoffredo

Oggi 16 ottobre ricorre l’anniversario della nascita di Oscar Wilde, centocinquantanove anni fa.

Oscar Wilde

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Oscar Wilde (Dublino 1854 – Parigi 1900), scrittore irlandese, è stato uno dei maggiori esponenti del decadentismo (vedi approfondimento in fondo all’articolo).

La vita

Dopo gli studi classici al Trinity College di Dublino, Wilde frequentò l’università di Oxford, dove subì l’influsso della poetica di Walter Pater e John Ruskin. Spirito eccentrico e dandy di rara eleganza, cominciò a far parlare di sé negli ambienti mondani e fu preso di mira dalla rivista umoristica ‘Punch’, che ne mise in ridicolo vezzi e atteggiamenti. Per il suo acume e il fascino della sua conversazione brillante, ebbe tuttavia anche numerosi estimatori.

Alla pubblicazione del primo volume di poesie nel 1881, seguì un fortunato ciclo di conferenze negli Stati Uniti. Tornato in Inghilterra, Wilde si stabilì a Londra e nel 1884 sposò una facoltosa irlandese, dalla quale ebbe due figli. Nel 1895, all’apice della carriera, fu al centro di uno dei processi più chiacchierati del secolo, quello che lo vide imputato di sodomia, uno scandalo senza pari nell’Inghilterra vittoriana. Condannato a due anni di lavori forzati, ne uscì finanziariamente rovinato e psicologicamente provato. Trascorse gli ultimi anni della vita a Parigi sotto falso nome (Sebastian Melmoth) e, poco prima della morte, avvenuta per meningite, si convertì al cattolicesimo.

Dorian Gray

Alla prima fase produttiva di Wilde appartengono due volumi di fiabe scritte per i figli (Il principe felice, 1888; La casa dei melograni, 1891) e la raccolta di racconti Il delitto di lord Arthur Savile (1891). Il suo unico romanzo, Il ritratto di Dorian Gray (1891), è una storia melodrammatica di decadenza morale che si distingue per il brillante stile epigrammatico. Wilde non risparmia al lettore alcun particolare del declino del protagonista verso un abisso di corruzione, ma il finale rivela una presa di posizione dell’autore contro la degradazione dell’individuo; ciononostante, la critica lo accusò di immoralità.

Il teatro

Le opere teatrali più interessanti di Wilde sono le quattro commedie Il ventaglio di Lady Windermere (rappresentato per la prima volta nel 1892), Una donna senza importanza (1893), Un marito ideale (1895) e L’importanza di chiamarsi Ernesto (1895), tutte contraddistinte da un intreccio abilmente congegnato e dialoghi brillanti. Pur senza una solida preparazione drammaturgica alle spalle, Wilde dimostrò con queste opere un autentico talento naturale per la tecnica teatrale e una felice predisposizione alla farsa: le sue commedie sono un fuoco d’artificio di trovate e paradossi divenuti celebri. A queste si contrappone Salomé, dramma serio sul tema della passione ossessiva, originariamente scritto in francese, che, censurato in patria, fu rappresentato a Parigi nel 1896, con l’interpretazione della celebre attrice Sarah Bernhardt. Nel 1905 il compositore tedesco Richard Strauss ne trasse l’opera omonima.

Le ultime opere

Durante la prigionia, Wilde compose l’epistola De Profundis (pubblicata postuma nel 1905), amara confessione delle sue colpe passate. La ballata del carcere di Reading (1898) fu scritta dopo il rilascio e consegnata alle stampe in forma anonima. Considerata il suo capolavoro poetico, essa descrive con lingua magnificamente cadenzata la crudezza della vita dei reclusi e la loro disperazione. Per molti anni ancora dopo la morte, la figura di Oscar Wilde dovette portare il marchio infamante impostole dal puritanesimo vittoriano.

Curiosità

Oscar Wilde fu anche scrittore di fiabe per bambini, raccolte nei volumi Il principe felice e La casa dei melograni.

Cronologia opere

 

1878 Ravenna Poema

1880 Vera o i nichilisti Dramma romantico; rappresentato per la prima volta nel 1883

1881 Poesie Raccolta di poesie

1883 La duchessa di Padova Dramma romantico; rappresentato per la prima volta nel 1893

1888 Il principe felice e altre fiabe Raccolta di fiabe

1889 La decadenza della menzogna Saggio

1891 La casa dei melograni
L’anima dell’uomo sotto il socialismo
Il delitto di Lord Arthur Savile e altri racconti
Il ritratto di Dorian Gray
Intenzioni Raccolta di fiabe
Saggio politico

Racconti

Romanzo
Raccolta di saggi

1892 Il ventaglio di Lady Windermere Commedia

1893 Una donna senza importanza Commedia

1894 Salomé Dramma; rappresentato per la prima volta nel 1896

1895 Un marito ideale
L’importanza di chiamarsi Ernesto Commedia
Commedia

1898 La ballata del carcere di Reading Poema

1905 De Profundis Epistola; pubblicata postuma e solo in parte, pubblicata in versione integrale nel 1949

Leggiamo alcuni versi…

 

Ballata del carcere di Reading

Narratore, poeta, commediografo, Oscar Wilde sostenne il principio dell’indipendenza dell’arte da ogni scopo estraneo all’arte stessa. I versi qui riprodotti sono tratti dalla Ballata del carcere di Reading (1898), poema dell’amarezza e del rimpianto, ispirato dall’esperienza della prigionia.

 

E il lancinante rimorso e i sudori di sangue,

nessuno li conobbe al pari di me:

perché colui che vive più di una vita

deve morire anche più d’una morte.

Approfondimenti

 

Decadentismo

Corrente letteraria europea che ebbe origine in Francia e si sviluppò in Europa tra gli anni Ottanta dell’Ottocento e il primo decennio del Novecento. Trova un corrispettivo nella corrente artistico-architettonica che prese nomi diversi a seconda del paese in cui fiorì: Liberty in Italia, Art Nouveau in Francia, Jugendstil in Germania. Il termine ‘decadentismo’ nacque con l’accezione negativa di ‘decadenza’, sentita come il declino non soltanto letterario di un’intera civiltà, e ancora prima di diventare il titolo di una rivista letteraria francese (‘Le Décadent’, fondata nel 1886) era stato utilizzato dalla critica per definire l’opera di quegli scrittori che manifestavano un’insubordinazione al gusto e alla morale della borghesia, divenuta classe egemone e garante dello statu quo dopo l’esaurirsi della spinta rivoluzionaria del 1848. Due opere, in particolare, avevano suscitato grande scandalo in Francia a metà Ottocento: I fiori del male di Charles Baudelaire e Madame Bovary di Gustave Flaubert, entrambe del 1857.

Le radici filosofiche del decadentismo

Nato in un’epoca di spinte materiali e intellettuali contraddittorie, che vide rinnovamento del sistema produttivo e stagnazione economica, repressione delle masse popolari e attenzione per la questione sociale, il decadentismo ha radici filosofiche nelle correnti irrazionalistiche che, alla fine dell’Ottocento, convivevano con il razionalismo positivistico dal quale era nata la letteratura naturalistica (la raccolta collettiva Le serate di Médan fu pubblicata nel 1880). Due i grandi nomi della riflessione sulla componente irrazionale dell’agire umano: Henri Bergson, che conferì nuovo valore all’intuizione e concepì il tempo non come unità di misura dello scorrere dei fatti ma come dimensione soggettiva e psichica; e Friedrich Nietzsche, che nella Nascita della tragedia (1871) diede risalto e visibilità alla dimensione ‘dionisiaca’ (in opposizione a quella ‘apollinea’) dell’uomo, cioè a quanto vi è di cieco, irrazionale, animale nel comportamento umano.

Il culto della bellezza

In netto contrasto con i processi di democratizzazione contemporanei sostenuti dai socialisti (e in Italia, in ambito letterario, con le posizioni democratiche degli scapigliati milanesi, che pure partivano dallo stesso spirito antiborghese), il decadentismo ha aspirazioni aristocratiche, che si esprimono nel gusto estetizzante. Sul piano artistico l’estetismo si traduce nella ricerca di raffinatezza esasperata ed estenuata, non di rado con incursioni nel mondo antico o in paesi lontani per attingervi la bellezza che manca nel mondo circostante. D’altra parte l’idea della superiorità assoluta dell’esperienza estetica induce l’artista a tentare di trasformare la vita stessa in opera d’arte, dedicandosi al culto della bellezza in assoluta libertà materiale e spirituale, in polemica contrapposizione con la volgarità del mondo borghese.

C’è un libro che si può considerare il manifesto del decadentismo: Controcorrente (1884) di Joris-Karl Huysmans. Il romanzo racconta lo squisito stile di vita del protagonista, Des Esseintes, un sofisticato e perfezionista intenditore d’arte che vive in campagna isolato dal mondo. In Inghilterra Oscar Wilde costruì un personaggio altrettanto individualista nel Ritratto di Dorian Gray (1891), dove un cultore delle apparenze, innamorato della propria eccezionale bellezza, tenta di conservare per sempre la gioventù. L’elemento estetizzante è fondamentale anche nei Ritratti immaginari (1887) di Walter Pater.

In ambito poetico, il movimento trova dei precursori nei parnassiani, fautori in Francia di un classicismo estetizzante e di un’arte fine a se stessa, ed ebbe alcuni maestri riconosciuti: oltre a Baudelaire, Stéphane Mallarmé, teorico di una poesia simbolista pura e astratta, ‘perfetta’; Paul Verlaine, che nel 1873 rivendicò in un sonetto il fatto di essere egli stesso ‘l’Impero alla fine della decadenza’; e Arthur Rimbaud, incarnazione del ‘poeta maledetto’, che tradusse nelle sue forme più estreme l’opposizione alla società circostante.

Fonte: Encarta

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