Anno 1878, Longines calibro 20 H con ruota a colonne

Creato il 10 aprile 2012 da Cannoletta

Correva l’anno …

Iniziano sempre in questo modo le rievocazioni storiche su argomenti quasi mitici.

E’ il nostro caso se parliamo del Calibro 20 H, un cronografo prodotto proprio in quell’anno da Longines, e che riportava, tra le sue caratteristiche salienti, una funzione, o meglio, un componente, di cui ancora oggi, in avvio di terzo millennio, parliamo con entusiasmo e rispetto: la ruota a colonne.

Il sistema cronografico che animava questo movimento precursore dell’era moderna, fu brevettato da Henry Alfred Lugrin, l’orologiaio svizzero emigrato negli Stati Uniti nel 1868.

Dalle immagini, tratte dall’ottimo sito Calibrilongines, che vi invito a visitare, possiamo già avere un’idea della particolarità del movimento, la cui funzione cronografica è svolta da un’intelligente ruotismo e levismo, raccolti sotto un ponte a forma di “Y”.

La ruota a colonne, fissata al ponte superiore attraverso una vite passante, fa bella mostra di sè in posizione diametralmente opposta al bilanciere di tipo bimetallico con le viti di compensazione, che Longines abbandonerà soltanto nel 1960 con il calibro L340.Le dimensioni erano ovviamente generose, ma di una misura di mm. 45 che oggi sarebbe attualissima.

L’àncora, di tipo laterale, terminava con un estetico anello.

L’oscillazione raggiungeva le 18.000 alternanze orarie, mentre il numero di rubini era di 11.

Come i più esperti tra gli appassionati avranno dedotto dalle immagini, si tratta di un cronografo mono-pulsante, che oggi farebbe la gioia di tutti i collezionisti.

Anche la ruota di scappamento, come tradizione diffusa all’epoca, disponeva di un apposito ponte.

Da notare la particolarità della clessidra alata stampata sul ponte del bilanciere, quasi a rimarcare l’importanza che Longines ha sempre attribuito alla regolazione micrometrica della racchetteria.

Molto razionale anche la disposizione delle basculles.

Sembra quasi impossibile, ma questo movimento a carica manuale beneficiava già di una riserva di carica di 40 ore, a testimonianza dell’alta qualità degli orologiai costruttori del XIX secolo e della grande capacità della maison.

Sopno in effetti pochissimi i marchi che possono vantare l’esperienza di Longines, ininterrotta dal 1832 fino ai nostri giorni.


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