Péter Gàrdos racconta la straordinaria storia d’amore fra i suoi genitori, ebrei ungheresi sopravvissuti ai lager.
In libreria dal 26 novembre 2015
Titolo: Febbre all’alba Autore: Péter Gárdos Traduttore: Rényi A. Editore: Bompiani Collana: Narratori Stranieri Pagine: 234 Prezzo: € 17,00 Nel luglio del 1945 un sopravvissuto della Seconda guerra mondiale raggiunge un campo profughi in Svezia. È ridotto pelle e ossa, ormai allo stremo dopo gli anni del conflitto, e nonostante i medici gli dicano che ha pochi mesi di vita, Miklós, questo il suo nome, non si arrende. Sceglie di vivere. Compila una lista di 117 giovani donne, ungheresi come lui, che hanno trovato asilo in un altro campo profughi svedese e invia a ognuna di loro lettere elegantemente scritte a mano. Di una cosa è certo: una di loro diventerà sua moglie... Ispirato dalle incredibili, divertenti lettere del padre dell’autore, Febbre all’alba è una storia meravigliosa sulla speranza e sulla sorprendente forza che ogni uomo, anche nei momenti più bui, sa trarre dal desiderio di vivere e amare.
Péter Gárdos, nato a Budapest nel 1948, è un regista ungherese di film e documentari per cinema e televisione. Tra questi La bambola di porcellana, Crimine Impunito e Coqueluche. Febbre all'alba è il suo romanzo d'esordio.
“Mi ha frainteso. Io sto cercando moglie. Vorrei sposarmi.”Spiegò mio padre, battendo le palpebre, con il sorriso sulle labbra. L’aveva detto, finalmente.Si appoggiò allo schienale e attese la reazione.Il primario corrugò la fronte.“Non avrò saputo esprimermi bene in ungherese. Lei ha circa sei mesi di vita. Questo è il tempo che le rimane, Miklós.”“L’ho capito perfettamente, signor primario.”
