"Antichi Alieni: dal Black Out Atavico alla PsyOp Globale"

Da Risveglioedizioni
Nella prima decade di questo secolo è rifiorita - prima sul web, poi in televisione ed infine sul grande schermo - la suggestiva ipotesi che in un remoto passato abbiano avuto luogo ingerenze 'aliene', sia sulla creazione che sul processo di civilizzazione della nostra specie...
Il Fatidico 1968 Come vedremo più avanti il concetto è piuttosto antico, tuttavia inizieremo la nostra ricerca nel mezzo della storia, cioè nel 1968, perché fu quello l'anno in cui il tema degli Antichi Alieni dilagò nella cultura di massa, grazie soprattutto al successo editoriale riscosso da Chariots of the Gods? Unsolved Mysteries of the Past (Carri degli Dei? - n.d.r.) dello svizzero Erich von Däniken. Le teorie illustrate nel bestseller di von Däniken attirarono l'attenzione di teologi, scienziati e comuni appassionati di tutto il mondo, sollevarono molte polemiche e nel 1970 ispirarono il documentario Gli Extraterrestri Torneranno, nominato all'Oscar nella relativa categoria. Le principali argomentazioni addotte da von Däniken a supporto della teoria secondo cui in un'epoca remota l'umanità sia entrata in contatto con una civiltà aliena, sono le seguenti: 1 - Antichissimi manufatti e reperti archeologici la cui complessità implicherebbe che i costruttori possedessero cognizioni tecnologiche molto più avanzate rispetto al livello che si presume esistesse all'epoca della costruzione. Von Däniken sostiene che questi manufatti siano stati prodotti sia da visitatori alieni che da esseri umani istruiti dagli alieni con nozioni di alta tecnologia. Grandi siti come le piramidi egizie, Stonehenge e le linee di Nazca e manufatti sconcertanti come la mappa medievale di Piri Reis. 2 - Interpretazione pseudo-scientifica di opere d'arte antica raffiguranti strani oggetti simili a velivoli e tecnologie complesse, e strani personaggi simili ad astronauti. Elementi ricorrenti in opere d'arte antiche appartenenti a culture mai entrate in contatto. 3 - Rilettura in ottica pseudo-scientifica della genesi delle religioni, in base alla quale tutti gli antichi culti e religioni sarebbero sorti come conseguenza dell'interazione umana con antichi visitatori alieni. Secondo von Däniken, gli esseri umani percepirono come sovrannaturali le tecnologie aliene, finendo per deificare gli alieni. Asserisce che le tradizioni orali e scritte di molti antichi culti e religioni (incluso il Vecchio Testamento, ultimamente reinterpretato da Mauro Biglino) contengano riferimenti a visitatori provenienti dalle stelle e a velivoli capaci di viaggiare nello spazio. Immagini da interpretarsi in senso letterale - a suo dire - ma che le traduzioni e gli insabbiamenti nel corso dei secoli avrebbero trasformato in 'allegorie.' In realtà il libro di von Däniken - benché fosse ottimamente articolato e facilmente fruibile - non fu la prima fonte editoriale ad introdurre l'idea che in un remotissimo passato la Terra sia stata visitata da entità aliene. Così come von Däniken non fu il primo ricercatore a ipotizzare che il cammino della nostra specie possa essere stato in qualche modo segnato profondamente dalla interazione con tali ipotetiche entità. Nel primo caso l'autore svizzero fu preceduto di almeno un decennio dai pionieri della paleoufologia (o clipeologia) di cui fu insigne esponente il ricercatore modenese Peter Kolosimo (aka Pier Domenico Colosimo) autore di Non è Terrestre, saggio sugli Antichi Alieni uscito anch'esso proprio nel 1968. Nel secondo caso la teoria di von Däniken - come vedremo - arrivò in ritardo di un'ottantina d'anni. Una di quelle strane 'concordanze' da cui spesso scaturiscono nella 'massima casualità' mode e luoghi comuni volle che proprio nel fatidico 1968 - lo stesso anno in cui il libro di von Däniken diventò un fenomeno editoriale di risonanza mondiale - uscisse un film destinato a diventare un fenomeno cinematografico di risonanza mondiale: quel 2001: Odissea nello Spazio, di Stanley Kubrick, la cui trama sembrò fare da perfetto contrappunto artistico alle teorie di von Däniken. "La prima parte del film si svolge nell'Africa di quattro milioni di anni fa: un gruppo di ominidi sopravvive a fatica in un ambiente arido e ostile. Un giorno davanti alla loro grotta appare misteriosamente un grande monolito nero; gli ominidi, venendovi a contatto, imparano a usare strumenti per cacciare e difendere il territorio uccidendo i nemici." La coincidenza che vide due opere destinate al grande pubblico trattare lo stesso tema 'inedito', nello stesso anno, e diventare entrambe fenomeni culturali di livello globale non può non far pensare. Infatti potrebbe spiegare come mai Chariots of the Gods? benché non trattando alcun concetto originale ma limitandosi a rendere appetibili al grande pubblico una serie di teorie fino ad allora estranee al circuito culturale mainstream, riscosse un così vasto successo. A mio parere furono determinanti due fattori: l'abilità divulgativa dell'autore, ed il fatto che ai piani alti si fosse programmato che da quell'anno il tema della paleoufologia dovesse valicare i ristretti confini specialistici dei circoli 'pseudo-scientifici' e occultistici per raggiungere un target di popolazione quanto più possibile vasto ed eterogeneo. Insomma, come spesso accade in simili casi von Däniken potrebbe essere stato l'autore giusto, con il libro giusto, al momento giusto. Precursori storici Nel 1959 - nove anni prima della pubblicazione di Chariots of the Gods? - l'italiano Umberto Corazzi coniò il termine clipeologia, dal latino 'clypeus', in riferimento agli avvistamenti di 'clypei ardentes' (scudi di fuoco) narrati da diversi autori latini quali Plinio il Vecchio, Tito Livio e Giulio Ossequente. Circa 37 anni prima che Corazzi inaugurasse la nuova branca ufologica, nella cittadina di Providence (Rhode Island) lo scrittore Howard Phillips Lovecraft iniziò a scrivere la serie di storie poi denominata Ciclo di Cthulhu. I racconti visionari di Lovecraft traghettarono la letteratura fantastica dall'Ottocento al Novecento, miscelando con coerenza e genialità diversi elementi narrativi apparentemente incompatibili quali le atmosfere gotiche di Edgar Allan Poe, i miti mesopotamici, l'occultismo massonico e la fantascienza degli 'invasori alieni' del massone H. G. Wells in un unico e irripetibile genere letterario. "Mi ha rivelato che adorano i Grandi Antichi, i quali vissero molti secoli prima della comparsa degli uomini, e che giunsero dal cielo ai primordi del mondo. Tali Antichi oggi sono sprofondati dentro la terra e sotto il mare, ma i loro corpi morti comunicarono i loro segreti al primo uomo, il quale fu incaricato di fondare un culto che non morisse mai. Il nostro è quel culto. Esso è sempre esistito e sempre esisterà, nascosto nelle lande lontane e nei luoghi oscuri del mondo fino al momento in cui il Grande Sacerdote Cthulhu, dalla sua casa buia nella potente città inabissata di R'lyeh, risorgerà a dominare la Terra. Un giorno Esso chiamerà, quando le stelle saranno pronte, ed il culto sarà pronto a liberarlo. Nel frattempo, niente altro deve essere detto. Esiste un segreto che nemmeno la peggiore tortura sarebbe in grado di estorcere. L'umanità non è del tutto sola tra le cose coscienti della Terra; qualcosa è uscita dal buio per visitare i pochi fedeli. Ma non si tratta dei Grandi Antichi. Nessun uomo ha mai veduto gli Antichi. Il simbolo intagliato raffigurava il grande Cthulhu, ma nessuno sa se gli altri Antichi siano fatti nello stesso modo. Nessuno è in grado di decifrare la antica incisione, tuttavia le cose sono state tramandate oralmente. Il rituale cantato non era il segreto, il quale non fu mai affermato, ma solo bisbigliato. Il rituale cantato diceva quanto segue: "Nella sua casa di R'lyeh, il defunto Cthulhu attende sognando." Il Richiamo di Cthulhu (The Call of Cthulhu, 1926) Sette anni prima che Lovecraft pubblicasse Il Richiamo di Cthulhu - nel 1919 - il celebre indagatore del mistero ante litteram Charles Fort scrisse Il Libro dei Dannati, in cui ipotizzò che le storie di demoni che popolavano i racconti di molte antiche tradizioni orali di popoli mai entrati in contatto fossero collegate a "visitatori indesiderati provenienti da altri mondi", suggerendo che civiltà aliene potrebbero avere interagito con la specie umana in un lontano passato e lasciato sulla Terra alcune tecnologie avanzate. Circa 31 anni prima che Fort pubblicasse Il Libro dei Dannati, Helena Blavatsky, fondatrice della dottrina Teosofica, scrisse il testo La Dottrina Segreta, in cui analizzando le antiche speculazioni lasciate in eredità dall'ellenismo classico riguardo la vita extraterrestre, asserì che gli antichi esseri umani siano entrati in contatto con una civiltà extraterrestre. Aggiunse che tali esseri alieni eserciterebbero innumerevoli forme di 'influenza' o 'controllo' sulla Terra e i suoi abitanti, e che avrebbero contribuito allo sviluppo evolutivo della vita terrestre. La retrospettiva potrebbe proseguire fino ad oltre 2000 anni prima, quando si diffuse la dottrina gnostica con il suo mito degli arconti, o a 3000 anni prima, con i veda induisti ed i loro riferimenti ai vimana, mitici mezzi di trasporto capaci di volare nello spazio e nuotare nelle acque. Da von Däniken ai Nostri Giorni Negli anni '70 Chariots of the Gods? fu oggetto di numerose contestazioni, alcune delle quali espresse tramite nuove pubblicazioni scritte con l'esplicito intento di confutare le teorie di von Däniken. D'altro canto la teoria fu supportata da nuovi libri e ricercatori. Nel 1972 Peter Kolosimo pubblicò il saggio Astronavi sulla Preistoria. Nel 1976 il sumerologo azero Zecharia Sitchin pubblicò Il Pianeta degli Dei, saggio in cui affermò - in base ad una personale reinterpretazione di una serie di antichi testi religiosi tra cui il Vecchio Testamento - che esisterebbe un pianeta supplementare nel sistema solare, ignoto in quanto orbitante intorno ad una gigantesca ellissi che impiegherebbe 3.600 anni per completare una rotazione. Sitchin asserì che il nome del pianeta fosse Nibiru, e che i suoi abitatori avessero visitato la Terra mezzo milione di anni fa, incidendo sull'evoluzione della nostra specie. Secondo Sitchin i 'visitatori' sarebbero stati denominati Anunnaki dai sumeri e Nephilim dalla Bibbia. Negli anni '80 e '90 la paleo-ufologia fu oscurata dal ritorno in voga degli 'incontri ravvicinati', che grazie ad opere di enorme successo quali E.T., Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo, Guerre Stellari e Alien riportò nei salotti dissertazioni sui presunti contatti alieni aventi luogo nell'attualità; trend che già aveva spopolato negli anni '50 e '60 dopo il presunto ufo crash di Roswell, anche grazie alla cinematografia di 'serie B' e alla serie tv Star Trek. Il tema si arricchì di nuove variazioni di stampo complottista, che anni dopo grazie al ricercatore Michael Salla sarebbero state raggruppate sotto il nome di 'eso-politica.' La paleo-ufologia tuttavia sopravvisse in una nicchia dietro la cortina del generale calo di interesse. Nel 1980 Sitchin pubblicò il suo secondo testo: Le Astronavi del Sinai, in cui analizzò gli antichi miti sul dono dell'immortalità, a suo giudizio memorie ancestrali di un luogo dal quale si accedeva alle astronavi o perfino al pianeta degli alieni che colonizzarono la Terra in epoca ante-diluviana. Ancora Sitchin nel 1985, con Guerre Atomiche al Tempo degli Dei avanzò una teoria destinata a lasciare il segno, dato che ad un trentennio dalla pubblicazione è ancora oggetto di esami e dibattiti. "Fu proprio con le guerre degli Dei che ebbero inizio le guerre dell'Uomo. Questo è un fatto, non una fantasia." Zecharia Sitchin Secondo Sitchin: "I terribili episodi narrati anche dalla Genesi sono la memoria residua di feroci guerre che gli uomini furono indotti a combattere come pedine da esseri superiori giunti da lontano: gli Anunnaki di Nibiru, dodicesimo pianeta del Sistema Solare. (...) Oggi le foto dai satelliti mostrano chiaramente le tracce di quelle esplosioni e la zona è coperta di nerissime ceneri laviche. Ma nel Sinai non ci sono mai stati vulcani." L'argomento è approfondito in questo documentario di Gianluca Viappiani. La Paleoufologia Odierna Zecharia Sitchin proseguì a pubblicare nuovi approfondimenti sul tema fino alla scomparsa, avvenuta nel 2010. Negli anni 2000 grazie al web e all'informazione alternativa ottenne la notorietà che gli era mancata negli anni precedenti, e proprio grazie ad internet - a cavallo dei millenni - la teoria degli antichi astronauti tornò prepotentemente alla ribalta grazie ad una nidiata di nuovi ricercatori quali Freixedo, Biglino, López Guerrero, David Icke, Claude Vorilhon, Lloyd Pye e Biagio Russo. Se non sbaglio perfino Foster Gamble - produttore e narratore del film Thrive, oltre che proprietario della casa farmaceutica Procter & Gamble - a un certo punto della sua opera dà l'endorsement alla teoria degli antichi alieni. Infine, negli ultimi anni il fenomeno ha tracimato gli argini della nicchia culturale nella quale 'riposava' fin dai tempi di Chariots of the Gods per raggiungere tutte le famiglie occidentali con la serie di documentari Enigmi Alieni (Ancient Aliens), trasmessa da History Channel e giunta alla sesta stagione, e film di cassetta come Stargate e Prometheus. In Italia si è occupata del tema anche la nota trasmissione televisiva Mistero. Insomma, dopo circa 30 anni d'oblio la teoria degli Antichi Alieni è ritornata sulla bocca della gente comune, e lo ha fatto con la prepotenza tipica delle campagne persuasive sistemiche. Una simile potenza di fuoco incrociato multimediale risonante dalla televisione al web, dai documentari alle conferenze passando per il cinema, suggerisce una sola cosa: chi dirige le danze ha interesse che nell'immaginario collettivo si insinui il meme degli antichi alieni. Le Credenze delle Elite La chiassosità di questa psyop non poteva passare inosservata. Ad esempio il giornalista americano Alex Jones, nella recensione del già citato film Prometheus - diretto nel 2012 da Ridley Scott (Blade Runner) - sostiene che l'intero film sia una celebrazione e rivelazione del sistema di credenze coltivato dalle élite globali. Per chi non l'avesse visto, "la sceneggiatura del film è incentrata sull'equipaggio della nave spaziale Prometheus, che usando una mappa stellare rinvenuta da alcune antichissime sculture terrestri, scopre un pianeta che potrebbe essere la chiave dell'origine della vita sulla Terra." Il concetto alla base del sistema di credenze dei cosiddetti 'Illuminati', secondo Jones, è che l'umanità sia stata creata da un gruppo di antichi colonizzatori alieni, e che le élite globali siano i discendenti diretti di tali creatori alieni. "Da 160 anni i globalisti sono ossessionati dall'idea che gli alieni controllino il pianeta e donino loro la conoscenza occulta. Prometheus è del tutto basato sulla religione segreta degli Illuminati, i quali sono convinti di essere destinati a trascendere la loro natura umana e diventare dei supermen." Alex Jones - Recensione del film Prometheus "E' possibile che le elite coltivino una sorta di fede nella vita extraterrestre? Un sistema semi-religioso in funzione del quale giustificherebbero le politiche globali fatte di manipolazione e sopruso che tutti conosciamo? In effetti esistono diverse prove testimoniali a supporto di tale ipotesi. Tra le più eclatanti quella fornita da Cathy O'Brien, autrice del libro-shock Trance-Formation of America (1995) che nella narrazione delle sue presunte disavventure asserisce che l'élite sia del tutto convinta dell'esistenza della vita extraterrestre. Il libro della O'Brien rivela che molti dei politici a cui fu assoggettata coltivassero una fede quasi religiosa nella vita extraterrestre. La O'Brien afferma di non avere mai avuto conferma della reale esistenza di questi esseri divinizzati dai potenti, tuttavia assisté a molti riti ed eventi in cui sembrava sottinteso che i partecipanti si sentissero discendenti di esseri alieni." Cui Prodest? E' possibile che i signori che giornalmente si dilettano a diffondere stupide mode e stimolare reazioni pavloviane collettive - si stiano adoperando per insinuare nella cultura di massa il meme degli antichi regnanti - creatori - istruttori alieni? Non solo è possibile. E' molto probabile. Il seguente brano è tratto dal libro Mysteries and Secrets of the Masons: The Story Behind the Masonic Order, di Lionel e Patricia Fanthorpe (2006): "Un altro aspetto del simbolismo del gufo in massoneria è legato alle strane teorie sulle antiche radici della massoneria, l'idea che segreti esseri volanti giunti da mondi lontani avrebbero fondato la massoneria a seguito di una evocazione avvenuta in un'epoca remota. Il termine 'paleo-contatto' sta a significare che in epoca preistorica la Terra sarebbe stata visitata da esseri extraterrestri chiamati Guardiani (o Vigilanti). Alcuni di essi erano alieni, mentre altri erano esemplari selezionati di umani evoluti; sarebbero stati loro i primi massoni." (pag. 34) Tutto ciò di per se significa poco. Ma assume maggior rilievo se si apprende che Mauro Biglino - tra i principali divulgatori odierni, seppure in maniera implicita e indiretta, della teoria degli antichi alieni - sembrerebbe non estraneo alla massoneria. E l'importanza continua a crescere se si legge questo articolo, secondo cui la prima casa editrice che pubblicò le opere di Sitchin fosse collegata ai Rothschild, e che la serie di documentari Ancient Aliens, di cui si è detto, che sta spopolando in tutto il mondo sarebbe prodotta dalla Bristol Meyyers Squib Company, la quale apparterrebbe indovinate a chi? Esatto: Gruppo Rothschild. E infine diventa un dato fondamentale se si assume come veritiero il video seguente, nel quale sarebbe documentata l'appartenenza alla massoneria di Zecharia Sitchin, addirittura con il 33° grado secondo quanto asserisce l'autrice dell'articolo. https://www.youtube.com/watch?v=1wWxqXashBo Non c'è dubbio che la Massoneria sia una forza rilevante nella società odierna, anche e soprattutto dal punto di vista della comunicazione e dell'ingegneria sociale. Basta prendere atto di come in circa un secolo l'influenza dell'umanesimo progressista abbia stravolto la cultura di massa riguardo a temi quali la religione, l'aborto, la famiglia, l'omosessualità i ruoli sociali dei sessi e messo sotto scacco la libertà d'espressione con la trappola del 'politically correct.' Dunque è lecito chiedesi perché adesso al potere interesserebbe che tra la gente si diffonda il meme degli antichi visitatori - regnanti - creatori - istruttori alieni. Proviamo a fare qualche ipotesi. - In primo luogo per contribuire all'opera di demolizione degli attuali credo religiosi basati sul culto di un Dio trascendente, in funzione dell'instaurazione di un nuovo credo materialistico basato sul transumanesimo (immortalità fisica) e il culto di Gaia, destinato a diffondersi a livello globale. - In secondo luogo per insinuare nell'inconscio collettivo l'idea che se si affermasse una dittatura globale, i sovrani assoluti sarebbero legittimati a governare per diritto acquisito da un'investitura non più divina (il concetto di divinità trascendente è in corso di rottamazione, e sta perdendo l'appeal dei millenni passati) ma di tipo extraterrestre, cioè aggiornata alla religione più moderna su piazza: lo scientismo. - In terzo luogo per allestire un corposo background all'operazione di false flag con cui - si dice - vorrebbero compattare la popolazione mondiale contro un finto aggressore alieno. - Ed in quarto luogo perché fino a prova contraria si tratta di una teoria potenzialmente valida come ogni altra teoria scientifica o religiosa in merito alla raffigurazione dell'alba della specie umana. Non ci è dato di sapere fino a che punto la versione elitarista propugnata dal potere sia fondata (o meglio - conoscendo il modus operandi del potere è probabile che sia stata sensibilmente ritoccata per fini politici) tuttavia nei suoi principi generali non sembra del tutto campata in aria. Di certo non contribuisce in alcun modo ad avvicinarci al mistero di Dio (non alla nostra portata), però a mio parere ravviva un po' il dibattito su un mistero che le false certezze del darwinismo e del dogmatismo ci hanno indotto ad archiviare troppo in fretta. Conclusione La nostra specie non potrà mai ricordare la propria genesi; sarebbe come voler risalire ad un tempo antecedente il (presunto) Big Bang. Come se uno si sforzasse di ricordare i giorni trascorsi all'interno dell'utero materno, o il momento della propria nascita. Magari un giorno qualcuno o qualcosa riuscirà a mostrarci l'equivalente delle vecchie foto con cui a ognuno di noi è concesso per lo meno di vedere - data l'impossibilità di ricordare - il tempo in cui esistemmo al di fuori della nostra stessa memoria. Molti falsi indizi individuati dai sostenitori della teoria degli antichi alieni sono stati confutati da obiezioni quasi sempre convincenti, sia di ordine linguistico e filologico, che archeologico. D'altro canto altri indizi di tipo geologico, biologico, mitologico, sociologico se esaminati con sufficiente distacco lasciano intuire che - non si sa bene in che misura - dietro la teoria propugnata dal Potere qualcosa di vero possa esserci. Resta il dubbio se si tratti di alieni o di altre 'versioni' di esseri umani provenienti da chissà dove, o quando. Sta di fatto che seppure si dimostrasse veritiera, una simile scoperta non contribuirebbe a migliorarci, né a responsabilizzarci, né a far luce sui reali, mentalmente insondabili misteri della realtà che ci circonda. Soddisfarebbe una gustosa curiosità intellettuale, ma di contro rischierebbe di imprimere nell'inconscio collettivo l'idea che si sia sottomessi per un'ottima ragione, in quanto 'schiavi degli dei'; che le persone esistano al solo scopo di compiacere questa arrogante razza di sedicenti dominatori alieni. Il che non andrebbe affatto bene. No, no. Fonte: www.anticorpi.info

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