Dichiara la Arslan: “Il genocidio armeno del 1915 è ormai riconosciuto universalmente dalla comunità degli storici. Anche l’opinione pubblica in Turchia è molto più avanti delle posizioni ufficiali del governo e discute ormai apertamente della tragedia armena e di tutti i danni che l’eliminazione delle minoranze portò anche alla maggioranza turca”. Sì e no. Ha ragione quando sostiene che la società civile (la società civile, non l’opinione pubblica nel suo insieme) ha fatto passi da gigante nel prendere coscienza di un passato tragico e brutale (ne ho parlato in occasione della commemorazione del 24 aprile a Istanbul); ha invece torto marcio quando afferma che esiste un’unanimitò di vedute nella comunità degli storici: c’è ancora molto da fare negli archivi, le interpretazioni sono molto variegate. Tra l’altro, ma perché chi ha scritto questo articolo non ha sentito “l’altra campana”? Misteri del “giornalismo” contemporaneo.