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Appena ieri

Creato il 26 gennaio 2011 da Atlantidelibri

agnon

 

“Come tutti quei nostri fratelli che ci riscattarono con la seconda ondata immigratoria, anche Isacco Kumer abbandonò il paese e la città che gli avevano dato i natali, per salire in Terra d’Israele, edificarla ed esserne a sua volta edificato”. E’ l’inizio del romanzo che è considerato il capolavoro del premio Nobel Shemuel Yosef Agnon, Appena ieri, da poco pubblicato da Einaudi nella traduzione di Elena Loewenthal, con una prefazione di A.B.Yehoshua. Il romanzo è stato pubblicato per la prima volta nel 1945 a Tel Aviv ed è uno straordinario viaggio tra Galizia e terra d’Israele, sionisti ed ortodossi, Tel Aviv e Gerusalemme.

 

Tanti i protagonisti di questo formidabile e potente romanzo, fortunata opera del premio Nobel per la Letteratura 1966, avvincente e coinvolgente fin dalle prime pagine. Un’opera fondamentale per chi ama la narrativa di origine ebraica, un libro di grande respiro alla maniera dei classici!

 

Shemuel Yosef Agnon , Appena ieri, Einaudi

 

Più di tutti gli scrittori e i poeti di prima e dopo di lui, Agnon è riuscito a stabilire una complessa dialettica fra l’antica cultura ebraica e le tensioni della modernità. La sua opera attinge tanto alla tradizione ebraica quanto ai modelli europei di scrittura nelle sue varie forme, e si dispiega lungo ben sessant’anni. La sua lingua tutta particolare, tanto da essere definita come «agnonica», non è solo un tramite, piuttosto una forma espressiva unica carica di mistero, ricca di voci, humour e ironia, causticità, di frasi composte da un’affermazione e dal suo contrario, di relativismo e uso «sovversivo» delle fonti. Per questo Agnon si rivela sempre un’esperienza eccitante e una sfida per i lettori, gli studiosi e i creativi, e continua a essere una fonte di ispirazione per chiunque.

dalla prefazione di Abraham B. Yehoshua

 

L’epos dell’immigrazione ebraica in Terra Promessa, la Palestina nei primi anni del Novecento. Grandi illusioni, poco lavoro, molta miseria. E più di settanta lingue che si incrociano in un territorio ancora governato dall’impero ottomano. Tra Giaffa (l’odierna Tel Aviv) e Gerusalemme si snodano le vicende di Isacco Kumer, giovane di belle speranze arrivato dalla Galizia, quelle dei suoi amici e dei suoi amori: la russa Sonia, colta ed emancipata, la splendida Shifra, figlia di un rabbino ultraortodosso. E poi c’è Balac: un cane randagio che pensa e sogna come un uomo, uno dei personaggi più belli e originali nella storia della letteratura.

Il tutto raccontato in una lingua sempre inventiva e straordinariamente ironica.

 

Shemuel Yosef Agnon (pseudonimo di Yosef Czaczkes) nasce a Buczacz, in Galizia, nel 1888, figlio di un commerciante di pellicce. Da ragazzo studia la Bibbia, il Talmud e la letteratura tedesca. Pubblica le sue prime poesie in yiddish a soli quindici anni. Nel 1908 si trasferisce in Palestina e scrive i suoi primi romanzi in ebraico con lo pseudonimo di Agnon. Nel 1913 torna in Europa e per una decina di anni vive in Germania. Nel 1924 torna in Palestina dove trascorre il resto della sua vita diventando la figura centrale delle rinate lettere ebraiche.

Appena ieri (Einaudi, 2010), da molti ritenuto il suo capolavoro, viene pubblicato nel 1947. Nel 1966 riceve, insieme a Nelly Sachs, il premio Nobel per la letteratura. Muore nel 1970.

Tutti i più grandi scrittori israeliani lo ritengono il loro maestro indiscusso, citandolo e rendendogli omaggio anche nei loro romanzi. In Una storia di amore e di tenebra Oz racconta quando lo incontrò da bambino.

Yehoshua inserisce la sua casa-museo nel plot della Sposa liberata, oltre ad avere scritto sulle sue opere nella raccolta di saggi Il potere terribile di una piccola colpa. Tre libri di Agnon sono stati pubblicati in Italia da Adelphi: Una storia comune, Nel fiore degli anni e La leggenda dello scriba.



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