
Serie TV Di Stefania Bergo. Arcane, la serie animata disponibile in due stagioni su Netflix: grafica cel shading che fonde 2D e 3D, impianto narrativo che mescola fantasy scientifico e steampunk, personaggi coerenti e stratificati e una colonna sonora che è drammaturgia pura.
La serie animata Arcane, prodotta da Riot Games e realizzata dallo studio francese Fortiche Production per Netflix, è il primo adattamento videoludico – è tratta dal videogioco League of Legends – a vincere sia gli Annie Award sia i Primetime Emmy Awards. La sua forza risiede senza dubbio nella grafica e nella colonna sonora, firmata da nomi di spicco del panorama musicale mondiale.Dal punto di vista strettamente catalografico, Arcane è animazione per adulti, dato che tratta esplicitamente violenza, dipendenza e morte, che rientra principalmente in tre generi che coesistono senza contraddirsi: azione-avventura, fantasy scientifico – per la fusione di magia ed elementi pseudo-tecnologici – e steampunk – per l'estetica industriale a ingranaggi, vapore e meccanismi ottocenteschi rivisitati. Più propriamente, si può definire Arcane come una prestige drama nella struttura – archi narrativi lunghi, ambiguità morale, ritmo da serialità più che episodico – che pesca dal noir/crime e non rinuncia a momenti di tragedia classica nel rapporto tra le due sorelle protagoniste – che è l'innesco narrativo.
Sommariamente, la trama si concentra su due punti cardinali scenografici.
Piltover e Zaun sono due facce della stessa città: Piltover vive sopra, è la "città del progresso", luminosa e regolata dall'hextech, la magia-tecnologia che ha reso ricca l'élite che la abita; l'undercity di Zaun sopravvive, invece, nel sottosuolo, tossica e dimenticata, grazie a un sistema di canali di ventilazione. In questo scenario, si intrecciano le vite di personaggi principali o apparentemente secondari. Vi e Powder, le due sorelle orfane separate da una tragedia che trasformerà la seconda nell'imprevedibile Jinx – "sfortuna" –, adottate da Vender, in un legame famigliare che nella seconda stagione sarà tragicamente protagonista. Jayce Talis e Viktor, i due scienziati ossessionati dal voler migliorare il mondo. Caitlyn Kiramman, di famiglia nobile e ufficiale di polizia di Piltover, costretta a confrontarsi con le contraddizioni della sua classe sociale. Ambessa e Mel Medarda, madre e figlia, la prima convinta che la forza militare non sia un'opzione ma l'unica lingua che il potere debba parlare, la seconda, consigliera di Piltover, sceglie invece la via della trattativa.Due stagioni, un solo grande tema di fondo: cosa succede quando il progresso e il benessere di pochi viene costruito sulla pelle di molti che non ne beneficiano nemmeno? – Un tema quanto mai attuale, a quanto pare, un ever green...
La forza di Arcane sta anche nel rifiuto di semplificare i suoi personaggi, in balia di sentimenti stratificati come dolore, rabbia, solitudine, disperazione, speranza, amore.
Vi e Jinx, doppiate in originale da Hailee Steinfeld ed Ella Purnell, non sono l'eroina e la sua nemesi, ma due traiettorie diverse dello stesso trauma irrisolto. Silco non è un semplice signore del crimine di Zaun, ma il padre adottivo di Powder che causa e raccoglie il suo trauma e ne controlla la trasformazione in Jinx. Jayce e Viktor incarnano l'ambizione scientifica nella sua ambivalenza più classica, capace tanto di salvare quanto di corrompere. Persino Caitlyn, la più "istituzionale" del gruppo, è costretta a un percorso di disillusione verso la propria classe d'origine. Nessuno, in questa serie, resta uguale a come viene presentato nelle puntate d'ingresso: è una scrittura che tratta l'evoluzione psicologica come motore della trama, non come suo ornamento. Anche un rapporto semplice e casuale come quello tra Jinx e l’orfana muta Isha, diviene rielaborazione di un trauma che può salvare dalla follia.La componente grafica di Arcane, così radicale nelle scelte tecniche, non è estetica decorativa, ma linguaggio narrativo funzionale al racconto.
Arcane è un ibrido di genere tanto quanto lo è di tecnica animativa: la stessa logica di contaminazione che regge la scrittura regge anche l'immagine.Lo studio d'animazione Fortiche non sceglie tra 2D e 3D, piuttosto li fonde in una pipeline ibrida. Il cel shading (o toon shading), che gli addetti ai lavori hanno ribattezzato "Fortiche touch", è una tecnica di grafica non fotorealistica che fa apparire le immagini digitali come disegni a mano. La base è un'animazione 3D, ma ogni texture è dipinta a mano, ogni fondale è un vero e proprio matte painting digitale, e gli effetti – fumo, fuoco, scintille di energia, lacrime – vengono animati in 2D, fotogramma per fotogramma, usando colori piatti e bordi marcati al posto delle sfumature morbide. Propedeutico ai momenti narrativi anche l'uso della sfocatura tra i diversi piani grafici – non solo per rendere la profondità ma anche la distanza umana, l'isolamento – e il glitch che, con i dettagli piatti graffiati nervosamente in superficie e i tagli di montaggio, ben rappresenta l'instabilità mentale dei personaggi.
Gli animatori hanno lavorato in puro keyframe, senza ricorrere al motion capture, una scelta che rallenta e complica il lavoro, ma restituisce ai movimenti un'intenzionalità grafica da tavola illustrata.
Un'altra tecnica utilizzata per la rappresentazione visiva delle emozioni, è l'uso del color script.
Si tratta di uno strumento di pre-produzione che mappa l'andamento emotivo di ogni episodio attraverso la palette cromatica. Piltover è rappresentata con l'oro, le gradazioni d'azzurro e i riflessi cristallini dell'hextech, la tecnologia nata dalla fusione di magia e scienza. Zaun si deteriora nel verde acido e nelle ombre tossiche del chemtech, che unisce macchinari d'offesa complessi e sostanze chimiche mortali – una rappresentazione talmente potente che il colore, qui, pare giudicare l'ambiente, non solo descriverlo.Le scene sono illuminate come nei film dal vivo, aumentando il dramma e l’epicità. A tutto questo si aggiunge la macchina da presa dinamica, con carrellate, profondità di campo simulata, tagli di montaggio serrati.
Il momento più alto di questa fusione tra forma e contenuto resta, a mio avviso, l'uso degli schizzi 2D grezzi che invadono lo schermo nei momenti di rottura psicologica di Jinx: la tecnica smette di essere virtuosismo e diventa racconto della frattura interiore del personaggio.
Agli effetti visivi si aggiunge una colonna sonora che è drammaturgia pura.
Alla guida delle musiche originali ci sono i compositori Alexander Temple e Alex Seaver. Il loro score fonde archi orchestrali e sonorità industrial-elettroniche, riflettendo sul piano sonoro la stessa dualità hextech/chemtech che regge l'impianto visivo.Su questo tessuto strumentale si innesta una selezione di collaborazioni che ha pochi eguali nel panorama seriale contemporaneo. La prima stagione è stata lanciata da Enemy degli Imagine Dragons ft. JID, diventata il manifesto sonoro della serie, e annovera collaborazioni d'eccellenza, come What Could Have Been di Sting ft. Ray Chen. La seconda stagione alza ulteriormente l'asticella con un cast musicale internazionale: i Twenty One Pilots raccolgono il testimone con The Line, Woodkid presta la sua cifra epico-cinematografica a To Ashes and Blood, gli Stray Kids duettano con Tom Morello dei Rage Against the Machine in Come Play, i Linkin Park ci regalano una versione originale di Heavy is the crown, Royal & the Serpent interpreta l'anima spezzata di Jinx con un'intensa Wasteland in uno struggente falsetto sussurrato, mentre Stromae e Pomme firmano in francese Ma meilleure ennemie, un titolo che sembra scritto apposta per raccontare i legami lacerati.
È proprio questa promiscuità di generi – pop, rock alternativo, k-pop, chanson francofona, score orchestrale, country, punk elettronico – a rispecchiare sul piano musicale la stessa logica ibrida dell'immagine: nessun linguaggio prevale sull'altro, tutti convivono al servizio dell'emozione della scena.
Sotto la superficie action-fantasy, Arcane discute apertamente di disuguaglianza sociale, del prezzo del progresso, di dipendenza, di identità spezzata e di resistenza.
Il conflitto tra Piltover e Zaun non è mai solo geografico: è la messa in scena di un potere che si autogiustifica come progresso mentre scarica i propri costi su chi sta più in basso. Lo shimmer, la sostanza che intossica Zaun e i suoi abitanti, è metafora di sfruttamento e deriva sociale, così come lo era l'eroina negli anni '80.Ma c'è anche una forza resiliente che spinge dal basso ed eleva i personaggi, una solidarietà che attraversa la barriera di classe. Emozionante la chiamata a far fronte comune tra tutti i clan "di sopra e di sotto" contro un nemico che non è verticale ma trasversale: non chi è più povero o più ricco, ma chi cede alla violenza e spaccia la guerra per strumento necessario, quasi naturale, per ripristinare un ordine prestabilito minacciato.
In tutto questo si inserisce anche l'amore, declinato su più registri, con accezione salvifica o distruttiva, romantico, filiale, famigliare. Arcane bilancia la sua vena più cupa con un impianto emotivo positivo altrettanto strutturato, solo meno urlato. La sorellanza è probabilmente il cuore pulsante dell'intera serie: il legame tra Vi e Powder/Jinx non è mai trattato come sottotrama sentimentale ma come vera spina dorsale narrativa. È un amore che sopravvive al trauma, alla separazione, al tradimento, è l'innesco della prima stagione, il filo conduttore della seconda.
Arcane è una serie d'animazione in cui la sperimentazione tecnica non resta fine a se stessa ma diventa sostanza. È un mix poetico di stili narrativi, visivi, sonori, che mescola scienza, magia e umanità.
La grafica è il vero punto forte, ridefinisce gli standard dell'animazione, diventa una nuova voce narrativa che veicola in modo democratico la storia e il messaggio, perché l'impianto visivo va oltre il linguaggio. La colonna sonora funziona come una seconda sceneggiatura e sottolinea le emozioni ancor prima delle azioni. La caratterizzazione dei personaggi li rende emotivamente realistici, in balia di sentimenti tanto intensi da influenzare la traiettoria degli eventi, anche quando combattono con appendici tecnologiche fantascientifiche o con agilità, precisione e invulnerabilità al di sopra di qualsiasi legge fisica.Alcuni fan hanno criticato la lore della seconda stagione, risultata meno efficace dal punto di vista narrativo.
In parte condivido: tra le due, la prima stagione è a mio avviso la più riuscita dal punto di vista narrativo, mentre la seconda, se vogliamo trovarle un difetto, pecca nell'avere avuto troppa fretta di arrivare all'epilogo, non riuscendo a chiudere tutte le sottotrame – questo dovuto anche al fatto che inizialmente avrebbe dovuto esserci una terza stagione, non portata a termine per questioni di badget. Tuttavia, non dobbiamo dimenticare che si tratta pur sempre di una serie che mescola scienza e magia e non tutto deve avere per forza una spiegazione plausibile.Al netto di alcuni buchi narrativi, che non necessariamente rappresentano un difetto e forse sono solo un modo per agganciare eventuali spin off, la serie merita di essere guardata: magari una prima volta per godere dell'impianto grafico e audio, mentre un rewatch è d'obbligo per chi, come me, ha bisogno di tornare indietro per comprendere lo sviluppo narrativo.
