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Arriva il Direttore / Giallo Tanzania

Creato il 09 ottobre 2014 da Marianna06

 

 

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Cos’è tutta questa confusione? –esclama palesemente  irritato l’uomo che con una  apparente certa fretta,da pochi attimi appena, ha varcato la soglia dell’ospedale.

E l’infermiere- guardiano, rispettoso e ossequiente proprio come si deve a un grande capo, gli si avvicina tempestivo per metterlo a parte delle novità.

Polizia?- ripete rabbioso ad alta voce.

Polizia nel mio ospedale? E cosa vogliono ?- aggiunge.

La gente in attesa, un po’ intimorita dal vocione dell’uomo corpulento, ma soprattutto potente (e loro lo sanno bene) s’interroga senza darlo troppo a vedere e trema un tantino.

Sudato nell’abito di fresco lino, che di certo gli sarà costato un patrimonio, il Direttore, la maiuscola per lui naturalmente è d’obbligo, imbocca le scale per raggiungere ai piani superiori l’ufficio di Wung ,il cinese.

E, in mancanza di lui, cercherà senz’altro Zoe, che per lui è sempre stata, e lo è ancora che checché se ne dica in giro, un po’ il suo braccio destro e  quella che spesso l’ha sottratto da situazioni assai complicate.

Intanto parla al cellulare proprio  mentre sta per completare l’ultima rampa.

Sì, signor ministro. Sarà fatto. -dice.

Stia tranquillo-incalza. Metteremo subito le cose a posto. Non c’è niente da temere. E… per nessuno, naturalmente.

E chiude di botto la comunicazione.

S’affaccia nello studio di Wung, dopo aver bussato ripetutamente, ma il cinese è come scomparso.

Avrebbe dovuto esserci, pensa tra sé e sé infastidito. E non sa cosa rispondersi.

Un’altra rampa ed eccolo, adesso, dinanzi alla porta dell’ufficio di Zoe.

Dall’interno provengono voci  come di una conversazione tra amici.

Cerca, allora, di placare la propria stizza.  Bussa. Entra. E si finge tranquillo.

Buongiorno, amici- dice rivolgendosi ai tre presenti.

E non può fare a meno di lanciare uno sguardo alla coscia tornita di Zoe, che s’intravede attraverso lo spacco della gonna a tubino,coperta appena da un camice decisamente troppo stretto per la sua taglia.

-Buongiorno, Direttore.

Rispondono quasi simultaneamente gli altri.

Henning, che lo conosce bene, lo previene e gli spiega il motivo della loro presenza e di quella degli agenti di polizia.

L’uomo pare cadere dalle nuvole, e se non fosse per il suo colorito nero ebano, potresti dirlo assolutamente verde di bile. E puntualizza con enfasi che non ci sono problemi.

Impossibile che certi fattacci accadano, a sua insaputa, e per giunta nel suo ospedale. S’indagherà e salteranno fuori i responsabili.

Questo è il messaggio che intende mandare.

E lo scrittore svedese con furbizia finge di credere alle sue buone intenzioni.

Kurt, che l’osserva attentamente, non beve invece neanche una parola delle sue.

Zoe è visibilmente preoccupata delle conseguenze. Sa bene di cosa è capace il Direttore se non ti mostri suo amico e non stai schierato dalla sua parte.

Porta ancora i segni di una cicatrice sul braccio quando lui, in una certa occasione, in preda all’ira del momento, la strattonò malamente.

I poliziotti intanto tardano a ripresentarsi.

E Kurt l’immagina già sbronzi. Ed è parecchio deluso della piega che la situazione sta prendendo. Ci vuole pazienza, si ripete. Tanta pazienza. Non siamo a casa nostra.

E attende , intanto, che il Direttore lo inviti almeno con Henning nel suo ufficio per approfondire. Ma  questi inspiegabilmente temporeggia.

                                               (Continua...)

  

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                                   a cura di Marianna Micheluzzi (Ukundimana)

         


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