ArTè: Camille Pissarro e la pittura ‘en plein air’

Creato il 03 maggio 2014 da Candidonews @Candidonews


(autoritratto, 1903)

Il numero di oggi di Artè è dedicato a Camille Pissarro (1830-1903), francese, un altro dei massimi esponenti dell’Impressionismo. Da wikipedia leggiamo:

Dal 1859 inizia a frequentare l’Académie Suisse, dove conosce Claude Monet. Si reca a dipingere en plein air (all’aperto) nei piccoli paesi di periferia e lungo i fiumi. Nello stesso anno partecipa per la prima volta al Salon con un paesaggio di Montmorency.

Nel 1861 diventa amico di Paul Cézanne e Guillaumin. Nel 1861 e nel 1863 viene rifiutato al Salon; per questo decide di esporre al Salon des Refusés.

Come molti altri pittori, è un assiduo frequentatore del Café Guerbois, il locale di Batignolles dove si tengono accese discussioni sull’arte. Per il suo carattere aperto e conciliante, il suo aspetto simile ad un profeta con la lunga barba bianca, e gli incoraggiamenti che sapeva infondere nei giovani artisti (fu lui, infatti, a scoprire il genio di Van Gogh), venne visto da tutti gli impressionisti come l’anima che seppe mantenere unito il gruppo per tanti anni.

Il metodo ‘en plein air‘ consisteva nel dipingere all’aria aperta, per intercettare tutte le sfumature di luce presenti e che generavano dettagli e particolari sui paesaggi o gli oggetti. I dipinti ‘all’aria aperta’ erano solitamente più piccoli dei ‘classici’ quadri pre-impressionisti e venivano realizzati in poche ore o giorni. Lo sviluppo di questa corrente pittorica fu facilitato anche dalla invenzione dei colori ‘a tubetti’ che quindi permetteva ai pittori di portare fuori dallo studio la tavolozza per dipingere.

Antilian landscape,st-thomas 1856 Boulevard Montmartre, primavera 1897 Entrata del villaggio di Voisins 1872 La mietitura 1882 The Chestnut Trees at Osny c. 1873 The Stage Coach at Louveciennes 1870 The road to louveciennes at the outskirts of the forest 1871.


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