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Flavin ha iniziato ad incorporare le luci nei suoi lavori all'inizio del 1960 con la sua prima serie di opere illuminate Icons. Ci ha messo pochissimo a capire che la luce era il suo mezzo di comunicazione: l'anno seguente abbandonò la pittura completamente, concentrandosi su opere luminose per il resto della sua carriera, e venendo riconosciuto come uno dei pilastri fondamentali del minimalismo americano, insieme ad artisti del calibro di Sol LeWitt, Robert Mangold e Robert Ryman.
Flavin ha sempre negato che le sue installazioni hanno alcun legame con una dimensione trascendente o simbolica, affermando che la sua arte "è quello che è e non è niente altro", specificando anche che le sue opere sono semplicemente luce fluorescente posizionata specificamente in modo di rispondere ad una cornice architettonica. Flavin è stato riconosciuto con come artista maturo attraverso la sua opera del 1963, Diagonal of Personal Ecstasy, un singolo neon giallo appeso al muro con un'inclinazione esatta di 45gradi da terra, l'opera è dedicata all'artista minimalista Constantin Brâncuși. Flavin ha realizzato la sua prima installazione completa, Greens crossing greens (to Piet Mondrian who lacked green), per una mostra al museo Van Abbemuseum a Eindhoven, nel 1966.
Nel 1968, Flavin aveva sviluppato molte sue sculture più famose, lo stesso anno ha creato una intera galleria di luce ultravioletta a Documenta 4, una delle più importanti manifestazioni internazionali d'arte contemporanea europee, che si tiene con cadenza quinquennale nella città tedesca di Kassel. Nel 1992, Flavin ha usato lo stesso concetto che aveva utilizzato per un pezzo 1971 per creare un'installazione che riempiva tutta la rotonda del Guggenheim Museum di New York in occasione della sua riapertura.
Ad oggi Flavin è riconosciuto come uno dei pionieri dell'arte del neon, che, con il passare del tempo sta diventando una cosa sempre più mainstream. Flavin ha detto "una parte di parete può essere disintegrata visivamente e separata in un triangolo immergendo una diagonale di luce da un bordo all'altro della parete", e da questa semplice citazione è riuscito, negli anni, a dare alla tridimensionalità dell muro più dimensioni, grazie a dei giochi di luce.
Immagini di Dan Flavin
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25 giugno 2015
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