Arvedi sempre più vicino alla Ferriera. Peccato per i bilanci 2010-2012 del tubificio, ma si riprenderà

Creato il 12 giugno 2014 da Cremonademocratica @paolozignani

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Sì, ormai è questione di tempo e la Ferriera di Servola farà parte del gruppo Arvedi. Tanta pazienza, trattative, incontri, interventi di sindacati e della presidente della Regione Debora Serracchiani, e alla fine l’acquisto da parte di una società controllata dal gruppo Arvedi di Cremona ha imboccato la via giusta: si compra, ci si espande. Le condizioni della Ferriera di Servola d’altro canto non sono buone da tempo, anche dal punto di vista ambientale, come documentato da un video girato da alcuni operai all’interno della fabbrica. Storie di lavoro e di sofferenza e disagio anche per gli abitanti, colpiti dagli effetti negativi dell’inquinamento. Polveri che spinte dal vento entrano nelle case con le finestre aperte: se questa è industria è in crisi, e l’industriale cremonese interviene con un impegno di rilievo.

Il coro viva Arvedi ha un buon motivo per allietarsi di un’operazione che sta riuscendo e con vantaggio per i posti di lavoro, a rischio da tempo, e per l’ambiente, colpito duramente. Esuberi forse ci saranno, specialmente per la bonifica. La fabbrica però si sta salvando e sarà bonificata: i presupposti sono stati chiariti, non resta che assistere allo sviluppo degli eventi.

Prospettive rosee, ma anche qualche dispiacere, forse già superato e legato al passato. Testimoniamo qui dati positivi e anche negativi: l’intrapresa corre i rischi del settore e li mostriamo, per realismo, ripudiando ottimismo e pessimismo.

Guardando un report disponiibile in base ai dati della Camera di commercio, presso la quale sono depositati i bilanci, si nota il saliscendi del Margine Operativo Lordo, cioè l’andamento altalenante dell’attività caratteristica dell’azienda, produrre tubi. I dati finanziarie, ammortamenti e altre attività non legate direttamente alla produzione non sono contemplate dal MOL, un indice dunque di grande interesse. Questo saliscendi dispiace: i dati si riferiscono come da tabella al triennio 2010-2012 e si spera che siano stati superati. Lo si vedrà dal prossimo bilancio.

(cliccare su report per leggere il documento).

Omar Cattaneo, segretario provinciale Fim Cisl, confermava qualche tempo fa che 15 dipendenti interinali, non dipendenti Arvedi, alla scadenza del contratto non sono stati confermati presso il tubificio: questo non significa però che siano rimasti senza lavoro. Forse sono stati assunti all’Ilva di Robecco o in altro stabilimento di Arvedi.

Si dice inoltre che siano in corso trasferimenti dal tubificio ad altri stabilimenti Arvedi, all’estero, in Brasile. Che il gruppo industriale si stia riorentando? Considerando la crescita della produzione e il buon andamento dei rapporti con la Cina, ad esempio, il gruppo industriale pare in evidente salute.

Restano alcuni problemi, come l’impatto acustico e il trattamento dei rifiuti, aumentati con la produzione. Problemi inevitabili.

Sono stati avviati a Roma i lavori per il nuovo accordo di programma dello stabilimento della Ferriera di Trieste, che sarà sottoscritto anche da parte dall’azienda che ha avanzato la manifestazione di interesse e che presenterà un’offerta vincolante al commissario.

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Ai lavori presso il Ministero dello Sviluppo economico ha preso parte la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, con i soggetti firmatari dell’accordo di programma riguardante l’area di crisi industriale complessa di Trieste sottoscritto il 30 gennaio scorso.

Nel corso dell’incontro, cui erano presenti anche la presidenza dell’Autorità portuale di Trieste, Invitalia e la Provincia di Trieste, assieme al commissario straordinario della Lucchini spa in amministrazione straordinaria, Piero Nardi, è stato analizzato il percorso per giungere alla vendita del ramo d’azienda di Trieste della Lucchini. Sono state quindi affrontate alcune tematiche tecniche.


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