Sono seduto sulla mia poltrona ed ascolto il grande Albert Collins.Già
in passato scrissi di lui nel post http://nonsolorock.blogspot.com/2008/11/in-ricordo-di-albert-collins.html,
dove ricordavo un pò la sua storia. Sono qui che ascolto
"Ice Man", eseguire brani come "Black Cat Bone" o "Frosty", lasciandomi
trascinare dal groove che lui e la sua band esprimevano, varcando i
confini del blues per addentrarsi in quelli del swing e del jazz.Anche
Jimi Hendrix, in varie occasioni, asserì che Collins era il migliore
chitarrista in circolazione. Ascoltando le sue canzoni si sente la sua
voce nera fondersi con le note dell' immancabile Fender Telecaster (non
per nulla era soprannominato The Master of Telecaster), con uno stile
che sapeva unire il passato con il futuro, che lo rende tutt' ora così
attuale, tanto da sentire la freschezza dei suoi pezzi, come se fossero
stati scritti oggi. Non è facile restare così attuali nel
tempo, in particolare in questi anni dove tutto passa alla svelta, ma la
musica buona resta e quella di Collins lo è!Vedere le sue
mani suonare con grande naturalezza la chitarra, guidate dalle note che
gli passavano dalla testa senza mai essere banale e/o scolastico, con
quel suono saturato intonato con la sua voce, così penetrante e
trascinante, non ti farebbero mai smettere di ascoltarlo.Improvvisazione
e musica nel sangue, erano gli ingredienti che lo rendevano così
speciale ogni volta che saliva sul palco, come a dirci che per essere
una grande bluesman, per prima cosa devi avere un' anima, per lasciarsi
trasportare ed amare questa musica!
