Sempre presente al Parlamento Europeo, sempre assente al parlamentino di Alessandria. L’euro onorevole Oreste Rossi è anche “deputato” comunale, ma, dati alla mano, si siede poco tra i banchi dell’assemblea, insieme ai ventinove colleghi consiglieri. Saranno gli impegni continentali, o gli appuntamenti di partito, ma sta di fatto che alle discussioni di Palazzo Rosso, nei dieci mesi del 2010, ha collezionato solo il 18,5% delle presenze. Tolti alcuni politici giustifi cati da motivi di salute e quelli che hanno lasciato l’incarico (di solito per uno migliore) in corso di “legislatura”, il leghista è quello con meno presenze a Palazzo Rosso. È uno dei tanti aspetti dei politici “poltronisti”, ovvero collezionisti di cariche politico-amministrative. Va da sé che qualche impegno venga trascurato. Ma Tino Rossi è un’eccezione: la maggior parte dei Consiglieri è invece molto presente alle votazioni ed alle discussioni che riguardano la vita politico-amministrativa del nostro capoluogo; la metà dei rappresentanti alessandrini non si perde un appuntamento con gli ordine del giorno. Un manipolo composto da Barosini, Buzzi Langhi, Di Sette, Grassano (altro super impegnato con il Parlamento, italiano questa volta) e Piccolo si stacca dal gruppo marcando qualche assenza. Questi politici sono rimasti un po’ indietro in classifica. E non mancano le polemiche di chi li rimprovera di poco attaccamento all’incarico. Non mancano quindi le polemiche e le provocazioni, da una parte e dall’altra dei fronti di pensiero. Massimo Piccolo (nella foto), capogruppo della Lista Civica “Prima Alessandria”, è stato presente (in dieci mesi) quindici volte su ventisette. Ma a se viene additato come un assenteista poco presente a Palazzo Rosso, non si scompone, spostando il paino del discorso sulla qualità e non sulla quantità: “Ognuno fa politica a modo suo. Io la faccio tra la gente, dodici ore al giorno”. Un politico a domicilio, insomma, che non si chiude nelle segrete stanze, ma gira per la città – inconfondibile il suo furgoncino – e che devolve in beneficenza il poco che riceve in rimborsi (pro Asilo Monserrato). Non ha bisogno di collezionare i gettoni di presenza, dice lui. Come capogruppo potrebbe presenziare ad ogni commissione, riunirsi prima di ogni Consiglio e racimolare qualche centinaio di euro al mese. Le sue assenze sono un risparmio per il Comune. “Costo all’amministrazione 50 euro al mese, devoluti interamente alle suore”. Giusto o sbagliato, giudicheranno gli elettori. Intanto propone ai pari grado di fare le Cenerentole. “Mi piacerebbe che il Consiglio Comunale venisse anticipato, che venissero rispettati i tempi e che si finisse prima di mezzanotte”. Non solo per non fare tardi a casa, ma anche per ridurre le spese di gestione del consiglio comunale. Ma non è finita qui. “Tante Commissioni (di solito si svolgono al mattino) potrebbero essere accorpate per argomenti, evitando riunioni interlocutorie (e inutili?)”. Anche in quel caso si potrebbe risparmiare qualche euro. Ma non tutti la pensano come Piccolo, che fa politica “aggratis”. C’è chi parla di “missione” da compiere, chi infondo si diverte tutto immerso nel suo ruolo e chi ammette che si, qualche soldo in più fa sempre comodo. Basta frequentare qualche seduta serale del Consiglio per vedere in faccia i “tipi” descritti (c’è quello che entra in aula solo per l’appello iniziale e poi resta tutto il tempo fuori, quello che esce per fumare, quello che manda email dagli scranni…) Ma c’è anche chi vorrebbe avere più tempo da dedicare alla politica. Purtroppo i tempi spesso non sono compatibili ed è inevitabile che si prediliga l’attività più remunerativa.
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