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Attacco al Sud

Creato il 13 agosto 2015 da Trame In Divenire @trameindivenire

L'attacco al sud non è una gran novità. Da secoli ormai il sud della terra è sotto continuo attacco. Predatori e sciacalli, istituzionali e occasionali, purtroppo anche locali, operano con puntuale determinazione, un vero e proprio saccheggio nei confronti di tutto quello che è a sud: terra, identità, colture e culture, risorse e consapevolezze.

Accade nel sud del mondo, in Africa, accade nel sud dell'Europa, in Italia, in Grecia. Accade nel Salento, in Puglia, Italia, sud Europa, con l'emergenza Xylella, le eradicazioni degli olivi secolari, con l'avvelenamento delle terre (uso della chimica in agricoltura e rifiuti chimici nel ventre della terra), con il consumo di suolo, con la progressiva e costante avanzata del cemento e dell'asfalto, con l'industria pesante che sversa veleni e semina distruzione e morte, con i ricatti dell'energia (fotovoltaico, eolico, trivelle, gasdotto), quelli del lavoro che non c'è.

Il Salento, come ogni sud del mondo non è un recinto, non è il sud più a sud, tanto meno l'unico sud sotto attacco. Non è né il primo e purtroppo nemmeno l'ultimo sud ad essere facile preda per il saccheggio.

Bisogna uscire dal recinto ghettizzante e autoreferenziale, dal rifugio nostalgico immobilizzante: l'auto condanna a morte.

Di fatto non sono Salentino, e pur tuttavia sento l'importanza e l'attaccamento alla terra, al mare, e pure al cielo del Salento, del sud e di tutta la terra. Per questo, per l'aggressione violenta che subisce oggi il Salento, non ne farei una questione esclusiva del salentina, perché la portata di quanto sta accadendo ha poco a che fare con i campanili. Tutt'al più è una questione pugliese (per gli eventuali ambiti politici e amministrativi), anzi, meridionale, del sud, italiana e quindi europea.

Il Salento non è l'unica terra attaccata, anzi! Guardatevi attorno, amici e fratelli salentini, e ve ne renderete conto. Ci sono aree della Puglia e di tutto il meridione, molto più sotto attacco del Salento.

Bisogna che tutta la Puglia e tutto il meridione, tutto il sud del mondo, senta come propria la lotta per la riconquista della dignità e della libertà delle terre e delle vite del Salento e della Puglia, poiché è simile alle tantissime altre diffuse in tutto il sud.

Bisogna demolire oltre che i muri di cemento armato, anche e soprattutto quelli ideologici, se davvero vogliamo riconquistare e affermare le ricchezze identitarie di ogni singolo territorio. Tra queste ad esempio la biodiversità, la più grande ricchezza dell'Italia, che è strettamente legata alle singole tradizioni locali.


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