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Avvenimenti, passioni, aneddoti e ricette nel risorgimento

Da Meriscarpi
Avvenimenti, passioni, aneddoti e ricette nel risorgimento
Eccomi qua. Buona domenica a tutti. Oggi dovrebbe essere una splendida giornata. Speriamo che si scaldi un pò anche la temperatura. Oggi ho intenzione di ricordarvi che c'è un contest avviato e, visto che la scadenza è abbastanza "avanti" ho deciso che ogni tanto posterò qualche pillola divertente sull'Unità d'Italia. Ieri, vagando per un mercatino ho trovato questo libro che  mi è parso molto divertente.
Avvenimenti, passioni, aneddoti e ricette nel risorgimento Ecco la mia recensione
E' un libro divertente ed originale  che ripercorre la storia del Risorgimento in «chiave gastronomica». Una "cavalcata" attraverso le più importanti tappe che hanno portato all’Unità d’Italia, ciascuna accompagnata da riferimenti culinari e di costume. Il volume è anche arricchito da centoventi ricette da leggere, ma soprattutto da provare, testimonianza di un’epoca e di un proprio gusto nel preparare i cibi e cucinarli. I menu di congressi e matrimoni reali ma anche la tavola di ogni giorno; i trattati firmati in punta di forchetta e la tavola di Cavour; il diffondersi della pasta al pomodoro al seguito dei garibaldini e i maccheroni di Napoli che al nord si fanno spaghetti; le prime casse di bue in scatola tra le vettovaglie in Crimea, le zuppe valdesi per festeggiare la libertà e i pranzi per lo Statuto. Questo e molto altro in un libro particolare che ci aiuterà a conoscere l’origine di molti piatti dell’Italia unita, un modo diverso per raccontare il Risorgimento attraverso gusti e sapori. A me piace moltissimo. 
Le foto che vedete e che vedrete sono tratte dal webA Torino nel 1814 si festeggia la caduta di Napoleone, un tracollo nell'aria da tempo. Risentimenti e delusioni, ben presto mutati in aperta ostilità verso l'occupazione francese, infervorano gli animi per il ritorno dei Savoia. "E perchè così si sente in Piemonte, i forestieri ci hanno sempre fatto corta vita". A parlare è Massimo D'Azeglio. Vittorio Emanuele I, dopo sedici anni di esilio in Sardegna, il 20 maggio entra trionfante in città. Lo accolgono musiche, stendardi e ghirlande alle finestre. Altrettanto è avvenuto al suo sbarco a Genova e nelle tappe del viaggio: Novi, Alessandria, Asti. Di botto le coccarde tricolori si stemperano in azzurro savoiardo.  e fieno se minaccia pioggia; si progetta di bloccare le merci francesi. Il re, impettito, attraversa a cavallo il ponte sul Po. Porta cosino e tricorno, lo circonda un codazzo di parrucche incipriate e tonache.Più che dall'esilio in Sardegna, sembra resuscitare dai secoli precedenti. "Con quella sua faccia, via diciamolo, un pò da babbeo ma altrettanto di galantuomo, girò fino al tocco della mezzanotte, fra gli evviva della folla, distribuendo sorrisi e saluti a dritta e a sinistra" lo pennella ancora D'Azeglio. Il giorno dopo la musica cambia: è restaurazione. L'orologio della storia volge indietro di quindici anni. Con i codini tornano in vigore le commende, i diritti di primogenitura, i privilegi per nobili e clero, il patronato ecclesiastico. A rimetterci è soprattutto la borghesia ridotta a aimpieghi di rango inferiore. Vengono licenziati molti ufficiali, funzionari civili, professori universitari. In una Torino ancora presidiata dalle truppe austriache, un decreto fa tabula rasa dei codici napoleonici, riprendono le discriminazioni a danno di ebrei e valdesi. L'istruzione è di nuovo in mano ai gesuiti, ritornano le pene corporali. Il fanatismo rasenta il grottesco: non si concedono i visti ai mercanti che vogliono transitare sulla via del Moncensio, voluta da Napoleone, dirottandoli sulla tortuosa strada della Novalesa; si vietano i lavori manuali nei giorni festivi, fosse anche ritirare frumento.
In un sottile gioco di diplomazia e cerimoniali, i sovrani delle potenze vincitrici e i loro ministri si riuniscono a Vienna in un congresso che si trascina per sei mesi, dall'ottobre 1814 al giugno 1815. L'obiettivo è cercare un assetto che garantisca un lungo periodo di stabilità all'Europa devastata dalle guerre.Gli incontri si susseguono ritmati da balli, pranzi e divertimenti.
Ecco una pietanza che deliziava i palati dei governanti.
Potage de concombre
Avvenimenti, passioni, aneddoti e ricette nel risorgimento
Dopo avere tornito tre piccoli cetrioli, svuotateli con cura, intingeteli nell'acqua bollente per pochi secondi, rinfrescateli ed asciugateli su di una salvietta; come si sono reffreddati, guarniteli con una farcia di pollo e cuoceteli in un consommè di pollo per renderli vellutati; al momento di servire, scolateli e tagliateli di traverso per ottenere degli anelli di sei linee di spessore, ripieni di farcia; sistemateli, uno dopo l'altro, lungo le pareti della zuppiera ed aggiungetevi un pò di cerfoglio ed il consomè che avete preparato secondo regola.
Si può aggiungere a questo potage un pò di acetosella e di cerfoglio tritati e passati al burro; allora avrete cura di sgrassarlo dopo avere compiuto questa operazione.
(Marie-Antoine Carème, L'arte della cucina francese nel XIX secolo, 1833-34)

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