Azor Ahai

Creato il 11 giugno 2015 da Martinaframmartino

Chi è Azor Ahai? Il passato, ne Le cronache del ghiaccio e del fuoco di George R.R. Martin, è importantissimo. Io ne ho parlato brevemente (mica tanto brevemente, in realtà sono 8 pagine, ma per sviscerare davvero l'argomento servirebbe un libro intero) nel sesto numero di . Il passato... può essere passato da un diverso numero di anni, ma essere ugualmente forte. Se non ci credete provate a leggere Ysabel di Guy Gavriel Kay, con una storia costruita sull'importanza del passato e sulla sua influenza sul presente, che i fatti siano trascorsi da venticinque secoli o da venticinque anni.

Il passato di Martin è quello della guerra che ha portato sul trono Robert Baratheon quindici anni prima ma anche quello leggendario della Lunga Notte di ottomila anni prima. In entrambi i casi, e in tutti gli avvenimenti che Martin ci narra, c'è un margine d'incertezza, noi non sappiamo davvero cosa è avvenuto e ci dobbiamo basare su informazioni incomplete e frammentarie, magari integrate da nuove informazioni incomplete e frammentarie fornite qualche centinaio di pagine più avanti.

Il drago ha tre teste, questo lo sappiamo. Rhaegar parlava del principe che fu promesso. E Azor Ahai? Non è detto che il principe che fu promesso e Azor Ahai siano la stessa persona, non sappiamo neppure chi sarà importante e chi no. Intanto diamo uno sguardo al simpaticone che ha combattuto gli Estranei con le parole dello stesso George R.R. Martin. La foto accanto a ogni brano è un'indicazione del libro da cui sto facendo uno spoiler, e qua dentro ce ne sono parecchi. Arrivo fino a La danza dei draghi, libro e serie televisiva, e forse pure oltre. In fondo David Benioff si è lavato le mani dichiarando che l'idea non è sua.

Melisandre era vestita in satin scarlatto e velluto rosso sangue e i suoi occhi parevano essere avvolti dalle fiamme come il rubino rosso che scintillava alla sua gola. "Negli antichi libri di Asshai sta scritto che verrà il giorno, dopo la lunga estate, in cui le stelle sanguineranno e il respiro gelido delle tenebre scenderà a incombere sul mondo. In questa ora terribile, un guerriero estrarrà dal fuoco una spada fiammeggiante. Quella spada sarà la Portatrice di luce, la Spada rossa degli eroi, e colui il quale la impugnerà sarà Azor Ahai reincarnato. E di fronte a lei le tenebre fuggiranno." La Donna Rossa parlò a voce più alta, facendosi udire da tutti. "Azor Ahai, prediletto di R'hllor! Guerriero della Luce, Figlio del Fuoco! Vieni avanti, la tua spada ti attende! Vieni avanti e sollevala in pugno!"

Stannis Baratheon avanzò come un soldato che marci in battaglia. I suoi scudieri andarono a mettersi ai suoi lati. Davos rimase a guardare suo figlio Devan che faceva scivolare un lungo guanto imbottito sulla mano destra del re. Il ragazzo indossava un farsetto color crema con un cuore fiammeggiante ricamato sul pettorale sinistro. Bryen Farring, l'altro scudiero, addobbato nello stesso modo, annodò i lacci di una rigida cappa di pelle attorno alla gola del sovrano. Alle proprie spalle, Davos udì un vago suono di campanelle: cling-a-dang, bong-dong, ring-a-ling.

"Sotto il mare, il fumo sale a bolle. E le fiamme ardono nere e verdi e blu." Era Macchia che cantava da qualche parte. "Lo so io, oh-oh-oh."

Re Stannis andò a immergersi nel fuoco, mascella serrata e cappa di cuoio stretta al petto per tenere lontane le fiamme. Puntò dritto verso il simulacro della Madre, afferrò la spada con la mano guantata e la estrasse dal legno che bruciava con un unico, deciso strattone. Poi si ritirò, la spada alta sopra la testa, fiamme color verde giada che si attorcigliavano sulla lama incandescente. Le guardie si precipitarono a soffocare i piccoli focolai d'incendio che avevano cominciato a fumare sugli abiti del re.

"Una spada di fuoco!" gridò la regina Selyse. Ser Axell Florent e gli altri uomini della sovrana si unirono al suo grido. "Una spada di fuoco! Brucia, brucia! Una spada di fuoco!"

Melisandre alzò le mani sopra la testa, gridando: "Guardate! Un segno era stato promesso e noi ora abbiamo assistito al suo realizzarsi. Guardate la Portatrice di luce! Azor Ahai è risorto! Salutiamo tutti il Guerriero della Luce, salutiamo tutti il Figlio del Fuoco!".

Quelle parole furono seguite da urla caotiche. Proprio in quel momento, il guanto di Stannis si mise a fumare, generando corte lingue di fuoco. Imprecando, il re conficcò la spada nella terra umida e picchiò furiosamente il guanto contro la gamba, soffocando le fiamme.

"Signore, fa' scendere la tua luce su di noi!" invocò Melisandre.

"Perché la notte è oscura e piena di terrori" fecero eco Selyse e i suoi cortigiani.

"Devo pronunciarle anch'io queste parole?" si domandò Davos. "Devo davvero tanto a Stannis? E questo dio di fuoco, è davvero il suo nuovo, vero dio?" Sentì le sue dita mutilate che formicolavano.

George R.R. Martin, Il regno dei lupi, pagine 153-154.

"Quella spada, amico mio, non è la Portatrice di luce."

"Spada?" L'improvviso cambio di argomento mise Davos a disagio. "Quale spada?"

"Quella estratta dalle fiamme, ricordi? Gli uomini mi raccontano tutto, forse sarà per il mio sorriso accattivante! In che modo una spada bruciata aiuterà l'ascesa di Stannis?"

"Non una spada bruciata, Salladhor" lo corresse Davos. "Una spada che brucia."

"Bruciata" insistette Salladhor Saan. "E tu, mio buon amico, sii grato che sia così. Conosci la storia di come venne forgiata la Portatrice di luce? Permetti che t'illumini. Era un'epoca il cui il mondo era avvolto in profonde tenebre. Per opporsi all'oscurità, un eroe deve avere una spada degna di un eroe, oh sì, una spada come non ne è mai esistita l'eguale. E così, per trenta giorni e trenta notti, Azor Ahai si sfinì nella forgia del suo tempio, creando dai fuochi sacri una lama prodigiosa. Calore e martello e piegatura, calore e martello e piegatura, oh sì, fino a quando la spada non fu finalmente pronta. Eppure, quando Azor Ahai immerse l'acciaio nell'acqua per temprarlo, questo si spezzò in mille frammenti.

"Essendo lui un eroe, non era certo tipo da lasciar perdere e andare alla ricerca di ottima uva come questa. Per cui ricominciò tutto dal principio. La seconda volta, gli ci vollero cinquanta giorni e cinquanta notti, e la nuova spada sembrava addirittura più prodigiosa dell'altra. Azor Ahai catturò un leone: intendeva temprare la lama immergendola nel cuore della fiera, ma ancora una volta l'acciaio andò in mille pezzi. Grande fu il suo disappunto e altrettanto grande fu il dolore, perché ora Azor Ahai aveva capito ciò che andava fatto.

"Per cento giorni e cento notti lui rimase curvo sulla terza lama, e quando i fuochi sacri l'ebbero portata al calor bianco, Azor Ahai chiamò sua moglie. "Nissa Nissa" le ordinò, perché quello era il suo nome. "Scopriti il seno, e sappi che ti amo più di qualsiasi altra creatura a questo mondo." E lei obbedì. Perché lo fece non saprei dire, e Azor Ahai affondò la spada incandescente nel suo cuore pulsante. Si racconta che il grido di Nissa Nissa, un grido di angoscia e di estasi a un tempo, fu talmente terribile da aprire una crepa sulla faccia della luna. Ma il sangue di Nissa Nissa, e la sua anima e la sua forza e il suo coraggio, tutto questo penetrò nell'acciaio. Tale è la storia di come venne forgiata la Portatrice di luce, la Spada rossa degli eroi.

"E ora, mio cavaliere, comprendi ciò che intendo? Sii grato due volte che è solo una spada bruciata quella che sua maestà ha estratto dalle fiamme. Troppa luce fa male agli occhi, amico mio, e il fuoco brucia."

George R.R. Martin, Il regno dei lupi, pagine 159-160.

"Il vecchio maestro guardava Stannis, ma tutto quello che vedeva era un uomo. Tu vedi un re. Entrambi vi sbagliate. Lui è il prescelto del Signore della Luce, lui è il guerriero del fuoco. Io l'ho visto guidare la lotta contro l'oscurità, l'ho visto nelle fiamme. E le fiamme non mentono, diversamente tu non ti troveresti qui dentro.

"Quando la stella rossa sanguinerà e le tenebre si faranno più fitte, Azor Ahai nascerà di nuovo dal fumo e dal sale, per risvegliare i draghi dalla pietra. La stella che sanguina è arrivata ed è andata, e la Roccia del Drago è il luogo del fumo e del sale. Stannis Baratheon è Azor Ahai nato di nuovo!"

George R.R. Martin, Tempesta di spade, pagina 388.

Nella mente di Davos era tornata la storia che gli aveva raccontato Salladhor Saan, di come Azor Ahai aveva temperato la lama di Portatrice di luce affondandola nel cuore di Nissa Nissa, la moglie che amava. "Ha ucciso la moglie per combattere le tenebre. Se, come sostiene Melisandre, Stannis è Azor Ahai risorto, che questo possa significare che Edric Storm dovrà giocare il ruolo di Nissa Nissa?"

George R.R. Martin, I fiumi della guerra, pagina 386.

"Tu sei l'eroe che dovrà affrontare il dio Estraneo. Tu sei l'uomo la cui venuta venne profetizzata cinquemila anni fa. La cometa rossa era il tuo araldo. Tu sei il principe che venne promesso al mondo, e se tu dovessi fallire, il mondo fallirebbe con te." Melisandre era a faccia a faccia con Stannis, le labbra dischiuse, il rubino rosso alla gola che mandava lampi. "Dammi il ragazzo" sussurrò "e io ti darò il regno."

"Non può darti il ragazzo, Melisandre" intervenne Davos. "Edric Storm è partito."

"Partito?" Stannis si girò. "Che cosa stai dicendo?"

(...)

"Il ragazzo si trova dove io non posso più raggiungerlo" disse Davos. "E nemmeno tu, mia lady."

"Avrei dovuto abbandonarti nelle tenebre di quella segreta, ser." Gli occhi rossi di Melisandre gli fecero entrare il gelo nelle ossa. "Ti rendi conto di quello che hai fatto?"

"Il mio dovere."

"C'è chi lo chiamerebbe tradimento."

(...)

"Maestà, tu mi hai fatto giurare di darti onesto consiglio e rapida obbedienza, di difendere il reame contro i tuoi avversari, di proteggere la tua gente. Forse che Edric Storm non fa parte della tua gente? Non è forse uno di coloro che ho giurato di proteggere? Io ho solo mantenuto la mia promessa. Per quale motivo questo sarebbe tradimento?"

Stannis digrignò nuovamente i denti. "Io non ho mai chiesto la corona dei Sette Regni. Sul capo, l'oro è freddo e pesante. Ma fino a quando io sono il re, ho anch'io un dovere da compiere... E se dovrò sacrificare un ragazzo alle fiamme pur di salvarne un milione dalle tenebre... Il sacrificio... non è mai una cosa facile, Davos. Altrimenti, non sarebbe un vero sacrificio. Diglielo, mia signora."

"Azor Ahai temprò la lama di Portatrice di luce nel sangue sgorgato dal cuore della sua amata moglie Nissa" dichiarò Melisandre. "Se un uomo che possiede mille vacche ne dona una a dio, questo non ha nessun significato. Ma l'uomo che dona a dio l'unica vacca che possiede..."

"La Donna Rossa parla di vacche" disse Davos al re. "Io parlo di un ragazzo, amico di tua figlia, figlio di tuo fratello."

"Figlio di un re, con il potere del regno nelle vene." Il rubino alla gola di Melisandre era una rossa stella brillante. "Credi davvero di aver salvato questo ragazzo, Cavaliere delle Cipolle? Quando la lunga notte cadrà, Edric Storm morirà assieme a tutti gli altri, dovunque sarà andato a nascondersi. E anche i tuoi figli moriranno. Le tenebre e il gelo ricopriranno tutta la terra. Tu ti stai immischiando in cose che non comprendi."

"C'è molto che non comprendo, è vero" ammise Davos. "Ma non ho mai preteso il contrario. Conosco i mari e i fiumi, la forma delle coste, la posizione degli scogli e delle secche. Conosco insenature nascoste in cui uno scafo può approdare senza essere visto. E conosco anche un'altra cosa: un re che non protegge la sua gente non fa il suo dovere di re."

George R.R. Martin, Il portale delle tenebre, pagine 125-127

Ci sono altre menzioni di Azor Ahai ne Il portale delle tenebre, alle pagine 330 e 349, ma sono meno significative, se non come promemoria del fatto che Azor Ahai è necessario nella battaglia contro gli Estranei e che Melisandre è convinta che il guerriero del fuoco sia Stannis. Stesso discorso per la citazione a pagina 185 di I guerrieri del ghiaccio, mentre a pagina 198 torna il racconto relativo a Nissa Nissa. In Essos qualcuno pensa che Azor Ahai sia Daenerys (pagina 369) anche perché le profezie non sono particolarmente chiare sul sesso del salvatore, ma non è la prima volta che un medesimo segno è interpretato in modi diversi. Andando avanti nel capitolo di Melisandre la Donna Rossa è impegnata nel cercare risposte dalle sue visioni.

Molti sacerdoti e sacerdotesse prima di lei erano stati rovinati da false visioni, perché vedevano ciò che desideravano vedere anziché ciò che il Signore della Luce aveva inviato. Stannis stava marciando a sud, verso il pericolo, il re che portava sulle spalle il destino del mondo, Azor Ahai che ritorna. Di sicuro R'hllor le avrebbe concesso una visione fugace di ciò a cui il re stava andando incontro. "Mostrami Stannis, Signore" pregò Melisandre. "Mostrami il tuo re, il tuo strumento."

George R.R. Martin, I fuochi di Valyria, pag. 119.

I fuochi però sono sfuggenti:

Eppure, adesso le pareva di non riuscire a trovare il suo re. "Prego di avere un'apparizione di Azor Ahai, e R'hllor mi mostra solo Snow."

George R.R. Martin, I fuochi di Valyria, pag. 121.

"Lo sapresti, se il re fosse morto?" chiese Jon alla sacerdotessa rossa.

"Non è morto. Stannis è il prescelto del Signore, destinato a guidare la lotta contro le tenebre. L'ho visto nelle fiamme, ho letto di lui nell'antica profezia. Quando la rossa stella sanguinerà e le tenebre s'addenseranno, Azor Ahai rinascerà tra il fumo e il sale per risvegliare i draghi dalla pietra. La Roccia del Drago è un luogo di fumo e di sale."

Jon aveva già ascoltato quella profezia. "Stannis Baratheon era il lord di Roccia del Drago, ma non è nato lì. È nato a Capo Tempesta, come i suoi fratelli." Corrugò la fronte. "E che cosa mi dici di Mance? Che cosa mostrano i tuoi fuochi?"

"Lo stesso, purtroppo. Solo neve."

George R.R. Martin, La danza dei draghi, pagine 35-36.

Questa, almeno al momento, è l'ultima menzione di Azor Ahai (a meno che non mi sono persa qualcosa, ipotesi da non escludere mai totalmente). Melisandre, che sbaglia e che prende Alys Karstark per Arya Stark, è convinta che Azor Ahai sia Stannis, anche se al momento tutto quello che Stannis ha non è una spada che brucia ma una spada bruciata. Certo, ha sbagliato, ma la Donna Rossa ha anche potere. Dov'è la verità? Quante volte è stata posta questa domanda? E quante volte siamo in grado di rispondere? Per Melisandre Stannis è Azor Ahai, ma Azor Ahai pur essendo per ora solo un personaggio leggendario non è privo di quelle ombre che hanno tutti i personaggi di Martin. Dovrei cercare le frasi relative alla luce e all'ombra, ma mica posso citare qui le intere Cronache del ghiaccio e del fuoco, altrimenti Mondadori si arrabbia per violazione dei diritti d'autore e ha pure ragione. E poi serve tempo per cercare ogni singolo episodio che mi viene in mente. Mi limito solo a ricordare che non può esistere l'ombra senza la luce, e che tutte le luci proiettano un'ombra. Per David Benioff

"It's obviously the hardest choice he's had in his life, and what it comes down to is just ambition versus familial love. And for Stannis, sadly, that choice is ambition. When George first told us about this, it was one of those moments where I remember looking at Dan and was just like, "God that's so horrible and so good in the story sense because it all comes together." From the beginning, from the very first time we saw Stannis and Melisandre, they were sacrificing people, they were burning people alive on the beaches of Dragonstone." (da 1'25").

https://www.youtube.com/watch?t=11&v=NfLScJVXBHQ

Il problema, per me, è che ancora una volta Benioff e Weiss hanno sbagliato mira. Benioff parla di ambizione, e questa sarebbe una colpa gravissima. Ma se le cose stessero in un altro modo?

È vero, avrei dovuto venire prima. E se non fosse stato per il mio Primo Cavaliere, forse non sarei venuto affatto. Un uomo di umili natali, lord Davos Seaworth, ma quando tutto quello cui riuscivo a pensare era il mio retaggio, lui mi ha ricordato qual è il mio dovere. Stavo cercando di conquistare il trono per salvare il regno, mentre avrei dovuto cercare di salvare il regno per conquistare il trono. Là..." Stannis indicò verso nord. "È là che troverò il nemico che sono nato per combattere."

"Il nome di questo nemico non può essere pronunciato" intervenne Melisandre a bassa voce. "È il Dio della Notte e del Terrore, Jon Snow. E quelle forme che vagano nella neve sono le sue creature."

George R.R. Martin, Il portale delle tenebre, pagine 327-328.


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