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Silver Key: la Chiave Argentea del Mondo dei Sogni

Creato il 23 giugno 2015 da Dietrolequinte @DlqMagazine
Silver Key: la Chiave Argentea del Mondo dei Sogni

Da Howard Phillips Lovecraft a Neil Gaiman, passando per Robert William Chambers. Grandi scrittori e una band che parte dal neo-prog anni '80 e '90 per arrivare alla definizione di un sound che, spaziando tra generi diversi, si rivela non scontato e molto personale. Loro sono i Silver Key (vi diciamo subito che il nome viene fuori dal titolo di un racconto di Lovecraft, Through the Gates of the Silver Key), cinque musicisti con una passione evidente per le tante sfumature della letteratura fantastica e la legittima aspirazione di realizzare qualcosa di importante nel mondo delle sette note e di essere ascoltati ed apprezzati da più gente possibile.

Yuri Abietti (voce, testi, chitarra acustica), Roberto Buchicchio (chitarra elettrica, acustica, classica), Ivano Tognetti (basso), Davide Manara (tastiere, sintetizzatori, campioni) e Viviano Crimella (batteria, percussioni) sono i componenti di questa formazione che ha base a Milano e che, nata come tribute band nel 1992, soltanto negli ultimi anni ha raggiunto quella stabilità necessaria per dare vita a materiale originale. Il primo risultato di questo nuovo corso è In the Land of Dreams (2012), disco i cui testi rimandano ancora a Lovecraft e ai racconti di Chambers (in particolare la raccolta The King in Yellow) e in cui l'ascoltatore potrà sicuramente ritrovare l'influenza di gruppi come Marillion, Pendragon o Porcupine Tree. Da segnalare, infine, la suggestiva copertina dell'album che, opera dell'artista Claudio Bergamin, contribuisce a sottolineare quella sorta di magia che attraversa il lavoro dei Silver Key.

Il secondo risultato, o se preferite il secondo sogno da concretizzare, si chiama The Screams Empire, il nuovo disco che, anticipato dal singolo Adrift, racconta una storia di fantascienza seguendo le regole della distopia ed è al centro di una campagna crowdfunding che i Silver Key hanno promosso su Musicraiser (http://www.musicraiser.com/it/projects/4194) con l'obiettivo di raccogliere il denaro necessario per la registrazione, il missaggio e la masterizzazione dell'album, nonché per l'artwork della confezione e del booklet interno per la cui realizzazione è stato coinvolto Daniele Aimasso. Di questa campagna, ma non solo, parliamo con Yuri Abietti che gentilmente si è offerto di rispondere ad alcune nostre domande.

La campagna crowdfunding promossa su Musicraiser per incidere il nuovo album, ad una decina di giorni dalla sua conclusione, può dirsi avviata ad un felice esito (incrociamo le dita, ma manca davvero poco). Vi aspettavate una tale risposta?

"Personalmente ero ottimista. Altri componenti della band erano più scettici in materia. Dopo la campagna di crowdfunding su Musicraiser andata a buon fine l'anno scorso per l'organizzazione del concerto all'Antoniano di Bologna, ritenevo di aver capito meglio il funzionamento di questi meccanismi e, di conseguenza, ero più fiducioso. Sono comunque contento che (sempre incrociando le dita) siamo arrivati al 94% del risultato con ancora due settimane di tempo, anche perché il "tetto" che abbiamo fissato è stato notevolmente conservativo. Se consideriamo le commissioni trattenute in parte da MR e in parte da PayPal o dalle banche per i bonifici e il costo delle ricompense (principalmente CD e t-shirt) per finanziare completamente registrazione, mixing, mastering e artwork, in realtà dovremmo arrivare a 2500 € circa... Ma già anche così è sicuramente un grande aiuto e una grande soddisfazione".

Il crowdfunding può rappresentare il futuro per chi vuole pubblicare la sua musica oppure va considerato una soluzione temporanea in attesa che qualcuno scriva regole nuove che possano rilanciare il mercato discografico?

"Il mercato discografico deve disperatamente aggiornarsi alle nuove tecnologie e a una situazione di fatto che è molto diversa rispetto ai canoni "tradizionali" degli ultimi trent'anni. Ormai è sempre più evidente a chiunque navighi in rete o sui social che la qualità non ha nulla a che fare con la grande produzione di una major. Possono esserci musicisti e autori estremamente validi che si autoproducono o produzioni da centinaia di migliaia di euro che vendono il nulla. È necessario un profondo cambio di paradigma e i primi vagiti di questi nuovi sistemi, i primi tentativi di aggiornarsi, ci sono già stati con il digital delivery, l'ascolto in streaming con inserti pubblicitari, le piattaforme di prevendita e di autoproduzione, eccetera. Penso che il crowdfunding sia una risorsa attualmente molto valida e penso che Musicraiser abbia fatto un ottimo lavoro nella creazione di una piattaforma molto efficace. Cosa riserva il futuro, ovviamente, nessuno lo sa!".

Credo che l'errore più grande delle case discografiche sia stato quello di privare la musica della sua sacralità. In particolare, smantellato il mito dell'alta fedeltà, l'oggetto disco ha perso pian piano quasi del tutto il suo fascino. Pensi che il ritorno al vinile possa essere il segnale di un'inversione di tendenza o si tratta dell'ennesima moda destinata ad esaurirsi nel giro di pochi anni?

"Il ritorno al vinile è il desiderio di tornare ad ascoltare musica come si faceva quando la mia generazione era adolescente, magari in casa con amici, scambiandosi dischi e passando pomeriggi a sentire e commentare quanto realizzato da autori che oggi sono leggendari. Io non credo che la risposta al futuro sia un ritorno al passato - per quanto possa amare il vinile come oggetto fisico, certamente affascinante: viviamo in un periodo di transizione ed è difficile dire cosa potrà accadere anche solo tra sei mesi o un anno, viste le continue innovazioni tecnologiche sia in campo hardware che applicativo. Che le grandi major siano industrie e che, come tutte le industrie, debbano pensare agli utili è pacifico, nessuno sostiene il contrario. Ma non è detto che non si possa pensare agli utili cercando anche di avere una maggiore biodiversità artistica e tenendo in maggiore considerazione la creatività dei musicisti, dei cantautori, degli interpreti. È il meccanismo di base che è deviato: le major, tramite reality e talent e tramite la lottizzazione delle radio e delle TV nazionali, decidono a priori quali fenomeni commerciali spingere tramite le loro produzioni: non è che questa musica è quella che il pubblico vuole sentire, sono i produttori stessi a decidere e definire i gusti del pubblico tramite una sorta di accordo oligarchico in cui si spartiscono gli spazi di presenza sui mass media. Questa cosa è vera in tutto il mondo, certamente, ma è particolarmente vera in Italia dove non esiste nessuna via di mezzo, sostanzialmente: o sei prodotto da una major o sei un indipendente underground. In altri Paesi c'è spazio per il "midground" e talvolta tali vie di mezzo raggiungono un discreto successo che è basato quasi unicamente su una cosa che noi non siamo più abituati a considerare: il merito".

Torniamo alla vostra musica. Puoi anticiparmi in cosa The Screams Empire sarà diverso dal precedente In the Land of Dreams? Più in generale, come si sta evolvendo il vostro discorso musicale e quali strade intendete percorrere in futuro?

"Questo secondo album, pur rimanendo più o meno nei canoni generali di quello che potremmo definire "neo-prog", è stato per noi più sperimentale. Il cambio di lineup ha portato Ivano Tognetti al basso al posto di Alberto Grassi e Roberto Buchicchio alla chitarra al posto di Carlo Monti (peraltro, sia Alberto che Carlo hanno partecipato alla registrazione dell'album con due assolo nelle tracce 2 e 3 del CD). Questo ha inevitabilmente cambiato un po' le influenze e il sound della band. Questo nuovo lavoro, quindi, ha subito influssi provenienti da vari generi musicali, dal pop-rock all'hard-rock, dal jazz alla fusion, dal metal al prog più classico, dal folk alle tipiche "ballad" più orecchiabili. Il nostro tentativo (e la nostra speranza) è quello di rendere questo "melting pot" omogeneo grazie al collante del nostro stile complessivo e agli arrangiamenti che abbiamo studiato. Per quanto riguarda l'aspetto tematico, il primo album era ispirato ai lavori di autori come Lovecraft e Chambers, a un "horror-fantasy" basato sul Re in Giallo e sui racconti delle Terre dei Sogni. La suite del primo album era un viaggio intimo e personale del protagonista. In The Screams Empire i riferimenti sono a Philip K. Dick, a Isaac Asimov, alle grandi saghe distopiche e post-apocalittiche, da 1984 con il suo "Grande Fratello" (mi auguro che ci sia ancora gente là fuori che sappia che si tratta di un personaggio di un romanzo di Orwell e non solo di un reality show...) al film di Lucas THX 1138 o a Fahrenheit 451. Sicuramente, la storia della suite è fortemente ispirata a pellicole come Essi vivono, capolavoro di Carpenter. In questo caso il viaggio, la storia che ascoltiamo, è meno personale e più sociale, collettivo. Ci sono risvolti politici che la fantascienza, allegoricamente, permette di fare senza essere didascalici e senza avere un atteggiamento da "predicatori". A quello, ci pensano già i Serpenti... Ma ne saprete di più ascoltando l'album!".

Come nascono i vostri brani? Partite dai testi oppure dalla parte strumentale per poi aggiungere le parole?

"Generalmente, partiamo da un'idea musicale che viene poi sviluppata insieme. Nel frattempo io scrivo i testi e le linee melodiche vocali e le propongo agli altri. Questo modifica la struttura del brano a seconda delle esigenze dei versi e della storia che voglio raccontare. Ci sono stati casi, tuttavia, in cui testo e musica sono saltati fuori insieme e sono stati in seguito arrangiati da tutta la band (è il caso di Adrift, ad esempio, o di Dim Carcosa nel primo album). Il cambio di lineup dal primo al secondo CD ha comportato anche un cambiamento nelle proposte musicali fatte. In ItLoD la stragrande maggioranza delle idee di partenza è stata merito di Davide Manara, il nostro tastierista. In TSE Roberto alla chitarra ha dato un contributo sostanziale ed è stato uno dei principali compositori delle idee originali alla base delle canzoni del disco. Davide e Roberto rimangono le due fonti principali delle idee iniziali da cui partire, con qualche piccolo apporto da parte mia, di Ivano e di Viviano. In ogni caso, ogni spunto proposto viene poi rielaborato collettivamente dalla band, cercando il più possibile di dare a tutti uno spazio espressivo ma tenendo sempre ben presente l'equilibrio della canzone e la sua riuscita complessiva".

Per un musicista oggi l'attività live si configura come la principale fonte di guadagno. Come trovate, e quali opportunità offre agli artisti emergenti, la scena musicale lombarda?

"A dir la verità, anche sul fronte live, complici questi ultimi anni di crisi economica e una politica estremamente miope da parte delle autorità locali, i concerti sono diventati più difficili, così come è molto più difficile ricavare un guadagno dalle date. Molti locali hanno chiuso e quelli che sono rimasti aperti spesso non possono permettersi di pagare un "gettone" alle band che non abbiano dietro le spalle produttori e manager. Nella maggior parte dei casi, ci si limita a un rimborso spese ed eventuali guadagni possono nascere dalla vendita in loco di CD o merchandising. Non aiuta il fatto che, culturalmente, il pubblico italiano va raramente ad ascoltare musica dal vivo di band originali nei locali. Se si muove lo fa o per formazioni che già conosce bene o per sentire "tributi" e "cover". Anche in questo caso, spesso all'estero le cose sono diverse: è molto più presente l'abitudine di andare in un locale che presenta band originali proprio per conoscere nuovi gruppi e nuovi stili. Per questo e per altri motivi capita spesso di riunirsi con altre band con il tentativo di creare un qualche tipo di sodalizio per ovviare al problema e creare nuove occasioni di farsi ascoltare. Abbiamo un po' di idee in merito, che cercheremo di mettere in atto in questa stagione estiva o in autunno... Speriamo che le cose migliorino in futuro e che ci sia più spazio per chi non fa musica unicamente "mainstream"".

Per saperne di più

http://www.silver-key.it (sito web ufficiale)

https://silverkeyprog.bandcamp.com/ (pagina Bandcamp con il primo disco ascoltabile in streaming e acquistabile online)

https://www.facebook.com/pages/Silver-Key/199566720070000


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