Magazine Europa

Bardufoss

Da Dario
BardufossE' il villaggio più popoloso della vallata, vi è infatti l'aeroporto e la base militare. Qualche settimana fa, in esclusiva per voi, sono andato a visitarlo.
Bardufoss è circondato da montagne e da boschi verdeggianti e lo si raggiunge percorrendo strade scarsamente trafficate. Qui l'ora di punta consiste in sei macchine in fila.
La struttura è diversissima dai nostri paeselli di campagna o di montagna. Non esiste la piazza principale con la chiesa, il municipio e il bar sport. Quella che potrebbe essere la piazza è un'area asfaltata con funzione di parcheggio che dà accesso alla zona commerciale.
C'è un grande supermercato che durante l'inverno funge anche da centro di aggregazione giovanile (immaginate con quali effetti sociali), un negozio di articoli sportivi, una libreria i cui libri esposti in vetrina hanno le copertine scolorite dal sole, un negozio di casalinghi, la centrale della polizia e alcuni uffici pubblici.
Quando visitai Bardufoss era domenica pomeriggio e il paese si presentava pressoché deserto.
I norvegesi  durante i week end hanno l'abitudine di raggiungere i loro cottage sulle rive dei laghi per dedicarsi al relax, alla pesca e all'alcol. Chi non possiede un cottage è senz'altro fornito di roulotte o camper per potersi dilettare nei medesimi svaghi.
Quella domenica quindi passeggiavo solo. Mi imbattei in quelli che potremmo definire locali pubblici. Uno era un club “Artic club”, discoteca e topless bar. L'entrata consisteva in un'ampia porta di legno da cui si intravvedevano delle scale. Vicino c'era una bacheca con il programma delle prossime settimane. A pelle, mi pareva un locale da soldati dove per un'energica salassata di stipendio potevi ubriacarti in un locale assordante e sovraffollato in compagnia di soldati marci intravvedendo qua e là tette di ragazze russe. 
Passai oltre.
Vidi poi quello che poteva essere un baretto. Fuori c'era un unico tavolo di plastica e gli avventori, tre tizi guardinghi, parevano tutto eccetto norvegesi.
Diedi un'occhiata al "Kiosk" locale che un negozio tipico del nord Europa. Nella filosofia assomiglia ad un piccolo autogrill. Si possono infatti comprare giornali e riviste, bevande, cibo confezionato ed altri oggetti come fazzoletti, occhiali da sole, souvenir ecc. Anche il kiosk era chiuso.
Non c'era altro.
Mi addentrai allora nella zona residenziale. Oltre alla strada carrabile, gli abitanti di Bardufoss possiedono una pista ciclabile in ottimo stato e il marciapiede. Strada, pista ciclabile e marciapiede erano pulitissimi.
Nei tre o quattro chilometri di passeggiata che feci incontrai (standoci attento) tre o quattro mozziconi di sigaretta. 
Quanto alle case, la maggioranza erano villette di legno di uno o due piani. I colori delle case nel nord della Norvegia sono verniciate esternamente sempre con le stesse tinte. Possono essere: crema, giallo ocra, violetto o rosso. 
Ogni casa era circondata da un piccolo giardino perfettamente curato con il praticello all'inglese e vasi di fiori. Qualche volta si scadeva nel kitsch scegliendo come decorazioni miniature di carretti, casette degli gnomi o, orribile, statue dei sette nani.
Insomma le case trasmettevano un'immagine di grande serenità, sembrano le abitazioni di famigliole felici e contente del proprio stato. Passeggiando per la zona residenziale ho incontrato qualche sportivo che faceva jogging e un paio di ragazzine biondissime che se ne andavano in montain bike confidandosi i soliti segreti di teenager.
Riconobbi la scuola, l'asilo e un centro sportivo. Poi finì il paese e ricominciarono i boschi.
Andresti a vivere a Bardufoss?

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