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Bari, ponte fra occidente e oriente

Creato il 18 maggio 2015 da Cultura Salentina

Bari, ponte fra occidente e oriente

18 maggio 2015 di Redazione

di  Lucio Causo

Il porto di Bari in una stampa ottocentesca

Il porto di Bari in una stampa ottocentesca

Bari è stata fondata nel VII secolo a.C. dagli Illiri, all’epoca della Magna Grecia. Si è alleata con i Peuceti contro i Greci; dal V all’VIII secolo nella città si sono insediati Romani, Goti, Longobardi e Bizantini (vedi l’opera del docente leccese Michelangelo Schipa “Il regno di Napoli al tempo di Carlo III di Borbone”, Napoli, 1904).

Dall’840 al 70 la città è stata occupata dai Saraceni fino alla liberazione dell’imperatore Ludovico II, dopo un assedio durato quattro anni. Il Carabellese scrive delle sue ribellioni fino a quella di Melo del 1010. Nel 1071 i Bizantini possedevano la città sottoposta al loro dominio sin dall’815. Essi vengono sconfitti dal normanno Roberto il Guiscardo, e nel 1156 un altro normanno, Guglielmo il Malo, la libererà dagli stessi Bizantini dopo la traslazione delle ossa di San Nicola da Mira a Bari, avvenuta nel 1087, anno in cui fu iniziata la costruzione della Basilica barese per volontà dell’abate Elia e consacrata nel 1197.

Federico di Svevia, dal 1185 al 1266 crea in Bari molte istituzioni con privilegi, costruzioni ed opere di eccezionale sviluppo economico. I principi di Taranto gli succedono, gli Angioini imporranno vessazioni assai onerose fino al 1442, anno del dominio aragonese.

Nel secolo XVIII vi saranno gli austriaci per un trentennio e successivamente i Borbone di Spagna fino alla presenza dei francesi del 1799 che saranno cacciati e ritorneranno nel 1801 per esercitare le loro consistenti rapine.

Gioacchino Murat, re di Napoli, è l’artefice della città moderna di Bari, fino al ritorno dei Borbone del 1815; l’annessione al Regno d’Italia è del 1860.

I rapporti commerciali e politici con Venezia, secondo Carabellese e Zembler furono fiorenti, si può affermare che gli scambi avvenivano con frequenza regolare fra la città mediterranea e Costantinopoli, dove si rifugiavano politici reazionari e personaggi di malaffare che in Bari non avevano movimenti di facili contestazioni.

La Puglia costiera settentrionale non ebbe la possibilità di essere servita dalla via Appia, la regina viarum del 312 a.C., perché essa non toccava Bari, sicché lo sfogo verso l’Oriente levantino si rendeva indispensabile fino al 109 d.C., anno della nuova Appia, che partendo da Benevento, toccava Egnazia e Brindisi verso sud, dopo aver raggiunto Bari attraverso una zona per lo più pianeggiante.

Il 3 febbraio del 1859 il re di Napoli Ferdinando II non fu presente alla convalida delle nozze da parte di monsignor Pedicini per il Figlio Francesco con Maria Sofia di Wittesbach, giunta a Bari nel porto situato nell’area del Teatro Margherita, invece che a Manfredonia, come era stato deciso.

Per la permanenza a Bari di Ferdinando II, secondo quanto si rileva dal protocollo n. 49 dell’Amministrazione Provinciale di Bari, si spesero 6.799 ducati (protocollo del 2.5.1859) per i festeggiamenti alla bellissima principessa Maria Sofia. Il sindaco Giuseppe Capriati, già borbonico, passato poi ai Savoia, fu impossibilitato a deliberare compensi assunti dalla precedente amministrazione.

I profili di Michele Viterbo (Peucezio) iniziano sulla Gazzetta del Mezzogiorno del 28 maggio 1958 ed in essi egli tratta della crisi economica, del colera, della mancanza di acqua : il sindaco Giuseppe Capruzzi viene invocato dalla cittadinanza a seguito del bilancio negativo del 1898, durante la reggenza di Giuseppe Re David.

La convenzione dei fratelli Petruzzelli per la costruzione del grande teatro progettato da Angelo  Messeni, è dei primi anni del ‘900. Il Capruzzi nel 1904 tornò alla Camera dei Deputati e nel 1905 vi giunse come deputato anche Gian Domenico Petroni.

L’acqua dell’Ofantino giungerà a Bari per gli interventi di Capruzzi e di Paolo Lembo.

Nel 1910 Giuseppe Capruzzi per il colera nella città fece fronte alle esigenze profilattiche; quest’ultimo si spegnerà il 25 marzo 1912 ed il Corriere delle Puglie ne darà notizia annotando che la sua dipartita fu accolta con sincero rimpianto nel silenzio dei cittadini che si affratellarono nel ricordo nel ricordo della sua lunga fatica.

Sempre nel 1910, Capruzzi, ottenendo il consenso di Armando Perotti, proponeva la costruzione di un grande edificio a ridosso della Chiesa di San Ferdinando e la costruzione di edifici lungo il corso che si chiamerà Sonnino per anticipare la maestosità del lungomare che conduceva a Mola.

La città di bari irradia ora la cultura della sua Università e diffonde la sua funzione secolare dei rapporti con l’Oriente attraverso la mirabile Fiera del Levante che ospita le genti dei paesi vicini con i quali garantisce alla nazione lo sviluppo di scambi commerciali nell’ottica delle esigenze moderne.


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