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BASTA MASCHERAMENTI! di Giellegi, 10 gennaio

Creato il 09 gennaio 2015 da Conflittiestrategie

 

LAGRA21
E’ senz’altro ancora troppo presto per scrivere dell’attentato a Paris. Accenno solo a poche cose, comunque complicate, e girerò intorno al fatto in sé. E’ ovvio che quanto potrei dire sarebbe subito superato dagli avvenimenti che si vanno susseguendo in queste ore. Intanto dico subito che sono fra i pochi che non hanno pensato all’attentato alle “Due Torri” (11 settembre 2001) né come semplice atto terroristico di islamici settari e fanatici (così pensa la moltitudine dei disattenti o ritardati) né ad una sorta di autoattentato (come sostenuto da pochi critici, altrettanto banali della maggioranza del “popolo occidentale”). Nemmeno ho pensato Bin Laden come un diabolico capo di Al Qaeda (a quei tempi presunta organizzazione chiave degli islamici fanatici, oggi sostituita dall’Isis; entrambe ampiamente finanziate e sorrette da Stati arabi legati agli Usa) né quale agente dei Servizi americani.

Nemmeno quest’attentato è semplice opera di fanatici né di agenti dei Servizi occidentali, di origine araba o meno che siano. Sono comunque personaggi un po’ diversi dai soliti attentatori suicidi o che comunque sparacchiano nel mucchio e non si precostituiscono alcuna via di fuga, venendo trucidati o catturati. Si tratta sicuramente di individui ben addestrati militarmente, con un piano preciso, con una buona analisi del “terreno” in cui agivano e con un piano di “allontanamento” dal luogo della loro operazione preparato almeno nelle linee generali e attuato senza concitazione né troppa fretta. Veri professionisti, ma non tanto del crimine quanto piuttosto di azioni “belliche”. Adesso, per consegnare i colpevoli all’“opinione pubblica”, non so se alla fin fine non verranno scovati individui “altri”, accerchiati e magari eliminati dopo un convenientemente propagandato scontro a fuoco. A seconda della soluzione escogitata (più difficilmente avvenuta per bravura delle forze investigative), forse sarà possibile (ma solo forse) avanzare ipotesi più precise sull’accaduto. Adesso i due pretesi attentatori sono asserragliati e circondati; e dichiarano di essere pronti a morire da martiri. E se ciò avvenisse, sapremmo ben poco della verità. La canaglia che governa e quella giornalistica disinformeranno come hanno fatto in tutti questi anni. In ogni caso, l’azione condotta l’altro ieri non fa minimamente pensare a individui che vogliono morire da martiri. Puzza di imbroglio a distanza di miglia.

Una ipotesi potrebbe essere che settori (islamici o meno), dediti al doppio gioco in una situazione internazionale tanto caotica da consentire appunto giochi a “geometria variabile”, abbiano trovato convenienza (anche pagata, ma non comunque con solo denaro) di assoldare dei veri professionisti, che hanno approfittato di “disattenzioni molteplici” (non è tanto facile che certe azioni sfuggano completamente alle informazioni dei Servizi, magari senza precisare adeguatamente giorno e obiettivo, ma mettendo in ogni caso sull’allerta) per attuare qualcosa che serviva a dati “ambienti”. E’ su questi ambienti che è difficile l’indagine puntuale. Si può solo capire un certo orientamento generale.

Apparentemente l’azione scatena l’odio contro gli islamici e si mette alla gogna un certo buonismo che ha consentito un eccesso di immigrazione non affatto controllata e accolta troppo benevolmente. Dovrebbe quindi uscirne avvantaggiata una certa “destra” che chiede maggiore severità. Non è così. Perché si è messa subito in moto la corrente opposta, sostenendo che i fanatici sono una minoranza, mentre i più sono islamici moderati e tanto buoni da piangere sulla sorte dei loro “fratelli” cristiani uccisi. E questi islamici “buoni” si sono gettati a pesce sull’occasione loro offerta (anche dal Papa, tutto impegnato a farsi credere un uomo di grande religiosità mentre è un vero politicante furbone). Ovviamente, questa azione ha anche una ricaduta “minore” (si fa per dire) assai utile in futuro. Tra i “buoni” si infiltreranno alcuni “fanatici” che prepareranno altre azioni efferate; e così si mette in moto un bel circolo vizioso.

E allora non sono i “sinistri” a perdere consensi. Non sono loro e non sono nemmeno i “destri” del tipo dei forzaitalioti e della UMP in Francia (con Sarkozy che si rimette in campo). A dir la verità, i “destri” di questo tipo stanno un po’ con il piede in due scarpe; perché a volte attaccano l’islamismo tout court, ma comunque sempre con pronta una certa buona volontà di dialogare se anche dall’altra parte “si ragiona”. L’islamismo “fanatico” (e assassino) unisce in qualche modo i vari partiti che si dicono difensori della nazione; in realtà di una cultura, di una civiltà (ovviamente cristiana) che si considera eminentemente superiore in quanto tollerante e aperta alla fratellanza umana. I cristiani non uccidono, ma si dispongono al dialogo aperto con tutti. Questa la maschera ideologica di questi fottuti ipocriti. E con questa si rivolgono agli islamici “moderati”, che accettano di fatto una subordinazione – che è di potere e non solo culturale – pur di sopravvivere in ambiente europeo ostile perché impaurito e stordito dal battage dei furbastri di cui sopra. E chi cede alla tentazione di criticare il buonismo di simili ipocriti, senza apportare qualificazioni più approfondite, ha già perso poiché entra nel famoso “giro” dello scontro antitetico-polare, di cui i “buoni”, i “tolleranti”, gli “aperti al dialogo fra civiltà diverse”, si avvantaggiano perché giocano in casa, in mezzo a popolazioni di quella data cultura. E gli islamici moderati, anche pietosi e piangenti sulle uccisioni commesse dai loro “fratelli fanatici”, non possono che rinsaldare la vittoria di questi ipocriti.

 

2. Bisogna uscire dal circolo antitetico-polare. Nessuna tolleranza verso chi ti uccide. Solo una comprensione maggiore di che cosa è in gioco e del perché si è in questo tipo di gioco; si deve capire chi lo sta conducendo e per il momento con successo, pur scontando che spesso tale gioco sfugge di mano, ma su questioni ancora secondarie. Ci sono morti, certo, ma che importa se alla fine si può vincere. Vincere significa conquistare il potere; ma non lo si vince se non con l’ipocrisia, cioè con la finzione di avere sentimenti, convinzioni, credenze, idee “alte”, ecc. Io non ho una grande conoscenza delle religioni (anzi molto carente); tuttavia, credo che il cristianesimo (“di maniera”, quello di fatto praticato) sia abbastanza adatto a chi vuol conquistare il potere. Non vinceranno gli islamici nella nostra area, e fra un decennio o al massimo qualche anno in più ci si accorgerà quale altra “verità” – lo scontro policentrico via via più acuto – si nasconda dietro lo “scontro tra civiltà”.

Non si tratta di dimostrare buoni sentimenti e capacità di dialogo con gli islamici, confidando che la loro maggioranza si pieghi alle esigenze ipocrite dei governi europei (e “occidentali” in genere); anche perché questi governi si avvantaggiano del fanatismo islamico che uccide, e dunque lo favoriscono in molti casi. Si tenga inoltre presente che la tolleranza massima verso un’immigrazione del tutto indiscriminata (l’unico elemento su cui giocare per contrastare i governanti felloni) esiste sostanzialmente solo in Italia. Ma qui esiste non per particolare volontà di dialogo e buonismo pernicioso. Nemmeno tale tolleranza è dovuta principalmente alla necessità di trovare lavoro a buon mercato e che accetta compiti piuttosto “bassi” (questo scopo è perseguito in tutta Europa). Bisogna, ripeto, andare al fondo della questione. Vediamo.

Intanto, sarebbero da picchiare coloro che continuano a cianciare di imperialismo Usa. L’imperialismo è una situazione di policentrismo con acuto conflitto tra un certo numero di potenze che si dividono il globo in sfere di influenza. Gli Stati Uniti perseguono semmai un fine imperiale; credevano di averlo conseguito infine con il crollo del “campo socialista” e dell’Urss, ma si sono trovati di nuovo a dover combattere per mantenerlo o perfino riconquistarlo. Con Governi repubblicani o democratici, il fine è lo stesso; mutano strategia e tattica e lo abbiamo evidenziato (e analizzato) molte volte. Quanto avviene oggi nel mondo è dovuto alla politica americana tesa allo scopo in questione.

Non ha efficacia voler semplicemente criticare e combattere l’eccessiva condiscendenza dei governi europei verso l’islamismo (solo quello “moderato”). Si potrà forse, in determinate contingenze, conquistare qualche favore in più presso la propria popolazione con annesso consenso elettorale. E, lo ripeto, non ha alcun senso manifestare alcuna tolleranza verso chi ti ammazza con particolare ferocia; è inaccettabile in tutti i sensi! Il problema è un altro: i fanatici possono ucciderti perché di fatto il gioco delle potenze – che nei prossimi anni si avvierà realmente verso una fase maggiormente policentrica e dunque imperialistica – si sta facendo particolarmente caotico ed oscuro. Al di sopra di tutte ce ne sta però una: gli Stati Uniti. Non dirlo, continuare a tacere su questo punto è sostanzialmente vile e comunque perdente. Tuttavia, notate quali sono le forze che più si trovano in difficoltà in tal senso; proprio perché tentano di svicolare dalla necessità di dire la verità a chiare lettere. Il Front National in parte la dice, manifesta qualche simpatia verso la potenza concorrente, la Russia. La Lega italiana è assai meno chiara in proposito (anche perché non è unita); in altri paesi, mi sembra di constatare ancora minore lucidità. In definitiva, chi attacca di più l’islamismo è chi si batte contro questa Europa asservita agli Usa.

E’ almeno dalla sedicente “primavera araba” che tale paese – ancora principalmente potente e di cui non si nota al momento, se non nelle fantasie di qualcuno, il vero declino – sta giocando tutte le carte possibili, ivi compresa la divisione in seno agli islamici. Qual è il suo scopo principale? Mettere in difficoltà la Russia certamente. La ritiene il principale ostacolo al suo predominio imperiale? Sì, anche qui diciamo certamente, ma con una qualificazione. La Russia è un pericolo perché potrà fare sempre più da sponda a quei paesi europei che volessero infine conquistare una sovranità nazionale. L’Europa sarà in decadenza, ma soprattutto culturale, politica, sociale. Non è però un nonnulla dal punto di vista economico e come area decisiva per il controllo di buona parte dell’Africa, del Medioriente e di tutta una fascia di paesi che si lancia verso l’Asia, nella sua parte più occidentale ovviamente. E qui vi sono pure subpotenze della portata di Turchia ed Iran ad esempio. L’Europa non deve scappare al controllo statunitense. Ci sono però forze tendenzialmente, talvolta fortemente, sovraniste. Bisogna bloccarle, isolarle, diminuire la loro efficacia.

Queste forze sono abbastanza miopi – o forse un po’ paurose – da tenere in sordina la polemica contro gli Usa, si astengono dal dire senza più peli sulla lingua che tale paese dalla seconda guerra mondiale è governato da gruppi politici in fondo criminali, sanguinari, distruttori di interi paesi diffondendo il mito della democrazia. E quando dico distruttori non sostengo che sempre vengono annientate le capacità economiche dei paesi assoggettati; l’importante è che queste siano subordinate al loro controllo. Inoltre, il paese ancora più potente ne impedisce l’indipendenza politica, ne distorce profondamente la cultura, altera la loro composizione sociale, ecc. L’Europa è soggetta a questa forza distruttiva della società americana. La nostra decadenza da qui parte. Bisogna liberarsi della presa statunitense. Non è l’islamismo il nemico principale; è uno strumento, di cui vengono utilizzate sia le componenti dette moderate sia, e soprattutto con gli “ultimi” Usa, quelle estreme e fanatiche. E cosa fanno coloro che in qualche modo si accorgono di tale ruolo mondiale della potenza imperiale?

 

3. Parlano e dibattono, organizzano convegni (e da dove vengono i soldi?), per cianciare di tutto salvo che del primo obiettivo di “verità”; oggi, il nemico assoluto dell’intera umanità sono gli Stati Uniti. Bisogna unirsi per resistere alla loro nefasta azione criminale in tutto il mondo. Lasciamo perdere i triti e ormai cervellotici residui sessantottardi, i veri artefici della terribile involuzione culturale italiana. Oggi comunque non si parlerà esplicitamente – salvo i residui in questione – di imperialismo, di multinazionali, di una classe sociale trasversale e transnazionale; per quanto questi reperti archeologici abbiano ancora una discreta diffusione assieme all’altra sciocchezza (o anche peggio) della fine degli Stati nazionali.

La sciocchezza più diffusa – e anche qui mi chiedo: è incapacità di pensare o connivenza aperta pur se non dichiarata? – è oggi quella dei grandi poteri finanziari che dominano il mondo. Anche coloro che, timidamente, accennano al maggiore potere degli Stati Uniti, li fanno apparire quasi uno strumento in mano alla finanza internazionale. Poi ci sono quelli che urlano contro l’Europa e l’euro. Alcuni vogliono uscirne, altri chiedono la rinegoziazione degli accordi sulla UE e sull’euro. E perché tutto questo? Perché la Germania è divenuta “padrona” delle sorti dell’Europa. Il nostro malefico nemico è tale paese, che ormai mostra il suo vero volto, quello già presentatosi in numerosi periodi della sua arrogante prepotenza nel mondo. L’euro è stato senza dubbio un disastro, la UE è sempre stata influenzata dal patto militare della Nato, le cui funzioni dovrebbero essersi esaurite con la fine del mondo bipolare. In realtà, non serviva solo a prepararsi ad un eventuale scontro con l’Urss (assai poco probabile), bensì ad assicurare agli Usa una rilevantissima area di influenza; come già rilevato, importante per la consistenza della sua economia ma ancor più per il contenimento dell’avversario pur sempre principale (la Russia) e il controllo delle altre zone già citate in precedenza.

In sé e per sé non serve a nulla uscire dalla UE e dall’euro o, ancor peggio, voler ridiscutere le clausole dei trattati istitutivi. Ci si consegnerebbe deboli alla micidiale preponderanza statunitense. Gli obiettivi debbono essere diversi. Potrebbe anche tornare utile uscire dalla UE; come minimo non accettare ulteriori riduzioni di sovranità per i singoli Stati in nome di una presunta unità (federale, come fossimo gli Stati Uniti e l’Europa avesse la loro misera storia di nemmeno due secoli e mezzo, diciamo). Le forze, che si battono per una maggiore sovranità, lo debbono però fare con riferimento intanto al loro paese; poi si cercherà l’unione con i raggruppamenti simili, ma che si tratti di somiglianze vere, non certo come quelle che qualcuno riteneva unissero la Le Pen e l’inglese Farage. Non ci si comporti come nel “Deserto dei tartari” (Buzzati); i due “amici” erano convinti di nutrire gli stessi ideali, le stesse aspirazioni, quindi anche di perseguire lo stesso obiettivo. Delusione tremenda, e soccombe il più debole, il più idealista e sincero. Ed è sempre così: soccombe comunque il meno “figlio di p…..” di fronte al più ipocrita, maggiormente freddo, controllato e capace di ingannare.

Oggi si presenta un nuovo mascheramento. L’attacco dell’integralismo islamico. Senza dubbio, nessuna tenerezza né volontà di dialogo; se ti uccidono, uccidi anche tu. Comprensione però di che cosa sta dietro questo “terrorismo”. Non è incisivo perché fanatico e portato alle estreme conseguenze. Lo è perché esso, in questa speciale fase (che può anche mutare, sia chiaro), è sfruttato contro ogni possibilità di unione di paesi vari contro gli Usa. Ci si butta sull’obiettivo più facile da odiare. Anche coloro che sono per la sovranità nazionale di dati paesi credono sia più facile – per conquistare pezzi di opinione pubblica spaventata e pronta all’odio contro chi turba la sua calma pluridecennale, ma che non capisce nulla di ciò che si gioca, di come si gioca, di chi sta giocando approfittando della carta islamica – mettersi alla testa di questa paura e di questo odio. Non si farà nulla così, si forniranno altri “assi di briscola” agli Usa.

E qui debbo ancora augurarmi che vengano picchiati in testa altri bacati. Chi è contro l’imperialismo Usa è anche ossessionato da quello “sionista”; alcuni scemi patocchi pensano anzi che sia “la coda (Israele) a muovere il cane”. Non ci si accorge che la “primavera araba” ha fatto cadere regimi chiaramente filo-occidentali (filo-atlantici, cioè proni passivamente agli Stati Uniti) e morbidi verso Israele. Questo paese non può più essere il privilegiato gendarme degli Usa in Medioriente. Un appoggio troppo smaccato ad esso può spingere, ad es., l’Iran troppo verso “est” (Russia); e anche la Turchia può sentirsi meno appartenente nei fatti alla Nato. E un certo vantaggio per la Russia comporterebbe che quest’ultima avrebbe qualche carta in più per giocare di sponda con alcuni paesi europei, particolarmente importanti nel complesso della UE, che così verrebbe indebolita nella sua funzione di pedina degli Stati Uniti proprio all’approssimarsi di un periodo probabilmente policentrico.

Missili imprecisi sparacchiati a caso su Israele, attentati vari di poco significato tattico-strategico, sono utili per aizzare l’odio della popolazione contro gli arabi (magari senza fare troppa distinzione tra essi così come invece lo si poteva con l’egiziano Mubarak e il tunisino Ben Alì; e perfino con Gheddafi). E l’odio generalizzato che cresce così nel popolo spinge ad atti compulsivi come le aggressioni a Gaza, ecc. Una simile spirale rende più difficoltoso a settori governativi israeliani, che forse magari capiscono il gioco “sporco” degli Usa, di tentare qualche approccio diverso verso, ad es., la Russia. Credo che dei contatti in realtà ci siano, ma doverli attuare con più che grande prudenza li rende meno significativi e meno produttivi di autentiche svolte, che segnerebbero la fase in modo assai diverso.

In definitiva, l’estremismo islamico è in questo momento ben utilizzato dagli Usa. Certamente, non è strumento da usare senza pericoli e senza accettare dosi massicce di odî reciproci, con ammazzamenti vari, facili appelli buonisti per farsi seguire da alcuni, incitamenti a risposte sanguinose per farsi seguire da altri. Tutto avviene nell’ambito della via tracciata dagli attuali centri strategici americani. E se tutti continuano, per paura delle loro reazioni, a non dire “pane al pane, ecc.”, è ovvio che le manovre degli Stati Uniti riusciranno a tenere ancora a lungo l’Europa alle loro dipendenze, a ritardare la crescita della potenza russa – e anche di altre potenze concorrenti – con logico rallentamento del processo che condurrà al policentrismo.

Bisogna rompere questo silenzio e attaccare esplicitamente il potere criminale al vertice degli Usa. Ciò comporta che le forze sovraniste in Europa debbano, al più presto, affrontare il problema dei Servizi, nella nostra area (e credo pure in Israele) fortemente “influenzati” (eufemismo) dal paese ancora preminente sul piano mondiale. Sappiamo bene i pericoli – anche in riferimento alla propria vita – che debbono correre eventuali personaggi eminenti capaci di prendere in pugno la situazione, indicando i giusti obiettivi, il reale nemico. Ripeto: abbiamo a che fare con veri criminali, come d’altronde lo sono sempre gli uomini di Stato dotati di potere effettivo e di una certa lungimiranza politica. I quaquaraqua nostrani non possono che soccombere, riducendo a strame i nostri paesi.

Se le forze interessate alla sovranità dei loro paesi (tipo il FN in Francia) vogliono veramente ottenere l’obiettivo agognato devono indirizzarsi nel modo giusto. Senza certamente offrire “l’altra guancia” ad alcun nemico offensore. Nessun dialogo, massima durezza; nel contempo smascheramento del potere criminale americano e dei suoi disegni. Tutto qui.

 

PS. Le teste di cuoio li hanno ammazzati, dopo che erano tornati verso Paris e si erano barricati. E l’ostaggio è salvo; proprio un’operazione riuscitissima. E prima, come già si sapeva da tempo, avevano dimenticato la carta d’identità in auto, ecc.

Scusate, so che è questione drammatica. Ma mi viene egualmente da ridere. Sono proprio scadenti, non hanno alcuna fantasia. Sempre la solita minestra. Sono morti e non sapremo mai la verità (ma la immaginiamo). Beh, non l’avremmo magari saputa nemmeno se li catturavano, ci sono mezzi convincenti per far tacere chi hai tra le mani. Comunque, così è più sicuro. Che cialtroni (e anche un’“altra cosa” ovviamente). Domandina da 5 euro di premio: dove stanno i peggiori criminali? E quanti farabutti scriveranno domani sui giornali e cianceranno da adesso in TV


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