Bat Sheva/Betsabea

Creato il 07 dicembre 2011 da Alboino
La quarta fu adultera, tradì il marito che venne fatto uccidere dal suo amante. Bat Sheva/Betsabea Qui c’è un adulterio e l’omicidio di un marito tradito e poi mandato a morte. L’autore dei delitti è addirittura Davide, il più eroico sovrano d’Israele, uomo di molte guerre ma pure di versi, canti e musiche nuove, registrate nel libro detto Salmi. Mentre passeggia sul tetto del suo palazzo in Gerusalemme scorge ai lavatoi una donna bellissima. Si informa di lei, viene a sapere che si chiama Bat Sheva/Betsabea, moglie di Uria, guerriero ittita al servizio di Davide. Davide è travolto da un impulso furioso dei sensi. Non è in grado di resistere a quella attrazione e perde ogni prudenza: “E mandò messaggeri e la prese e lei venne verso di lui e giacque con lui e lei è nel purificarsi della sua impurità”. Dopo l’accoppiamento lei ritorna a casa sua e poco dopo informa Davide di essere incinta. Il re pensa al rimedio, convoca Uria dal fronte con la scusa di informarsi sullo stato della guerra. Vuole che approfitti della licenza, vada a casa e copra con la sua presenza la gravidanza della moglie. Ma Uria è insospettito come tutti i mariti di donne bellissime e non va a casa, non ci passa nemmeno. Lo stratagemma è sfumato. Davide ricorre al peggior rimedio. Consegna a Uria un messaggio sigillato per Ioàv il generale in cui c’è scritto: “Portate Uria in punta ai volti della battaglia la più dura e tornate indietro via da lui e sarà colpito e morirà”. Ioàv è un soldato obbediente, esegue l’ordine, lo espone e poi lo lascia solo, Uria muore in battaglia. Poi manda a dire al re: “Anche il tuo servo Uria ittita è morto”. La coppia degli amanti ha aggiunto all’adulterio l’omicidio. Davide ha perso senno e misura per Bet Sheva/Betsabea. La divinità gli manda a dire attraverso il profeta Natàn che dovrà morire il frutto di quell’accoppiamento micidiale. Dopo la morte del figlio, Davide cerca ancora Bet Sheva/Betsabea: “E andò verso di lei e giacque con lei. E partorì un figlio e chiamò il suo nome Shlomò (Salomone) e Iod lo amò”. Dopo la morte del marito e del figlio, Bat Sheva/Betsabea è spenta, Davide si unisce a lei non più sulla spinta di una passione ma per compassione. Il figlio concepito in questo modo è caro alla divinità. Così tutta questa vicenda atroce doveva sfociare nel più raro re d’Israele, che prosperò senza infilare guerre su guerre e che fu degno di edificare il tempio di Gerusalemme. La storia della scrittura sacra si compie in mezzo al sangue e alla miseria, non nella quiete di un convento. Questo amore, la più forte energia della natura umana, rimette i torti e fa salire al trono il più perfetto re della storia d’Israele.


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