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>>Baudrillard e l’iperreale

Creato il 09 ottobre 2012 da Felice Monda

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Jean Baudrillard riferendosi alla società contemporanea tecnologica e multimediale introduce la definizione di “iperreale”. L’iperreale è per lui più reale della vita reale: esso è costituito da “simulazione”e “simulacri”, altri termini cari a Baudrillard, immagini multimediali, realtà virtuale e tanto altro ancora .

Secondo il filosofo e sociologo francese i massmedia trasformano il reale in iperreale, coprendo il reale con una “patina” superficiale, patina “predominante” e caratteristica della “società dell’immagine”.

Per molti individui la realtà ha perso significato e attrattiva secondo Baudrillard: la vita reale è molto meno interessante dell’iperreale in cui siamo “immersi” ogni giorno. L’iperreale come dimensione in cui sono immersi individui di tutte le età e di tutte le estrazioni sociali, quindi una dimensione che ci riconduce tutti sullo stesso piano, ossia sul piano di individui “intrappolati” come in una rete “invisibile”, una rete per la nostra mente e per il nostro pensiero.

In questo “universo tridimensionale”, “nell’immenso alveare del cyber-spazio”, come lo definisce Erik Davis, siamo “soggiogati” e perdiamo la nostra facoltà di pensiero e di memoria, “assopiti” in un mondo che non esiste ma che allo stesso tempo è reale per tanti di noi.

Un mondo “fittizio” che quindi si compenetra con quello reale: ne consegue che la nostra vita è sempre più “artefatta” e “superficiale” e noi, “uomini tecnologici”, ci avviamo sempre più verso il “postumano” e il “cibernetico”.

Come “eretici gnostici” cerchiamo di liberarci dei vincoli della materia con la tecnologia: allo stesso tempo però siamo schiavi di essa e di chi la usa come strumento per dominarci in modo assoluto e totalitaristico.


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