La nomina del Governo Letta prima, la successiva presa del potere di Renzi ed infine la crisi nelle fila dei 5 Stelle che sta disintegrando il Movimento, tutto prese le mosse da Flavio Gaggero, il dentista di Grillo che cavò il dente del Governo a Bersani. Nel 2013 il dott. Gaggero racconta, fu contattato dallo stesso allora segretario del PD perché si facesse promotore di una mediazione col leader del M5S. La proposta di confronto però fu respinta da Beppe Grillo ed il dr. Gaggero amico da vecchia data del comico del vaffa, non ebbe l’ardire di insistere per condizionare la decisione di Grillo perché “l’amicizia è una cosa molto seria” dalla quale tiene separata la politica. Beppe è uno che non sa perdere conferma il professore Becchi: va bene fare piazza pulita delle mele marce, ma a decidere le espulsioni sarebbe dovuta essere la rete a 5 Stelle degli attivisti piuttosto che una decisione verticistica che finisce per notificare il fallimento della democrazia cibernetica teorizzata dai pentastellati. Si spiega anche così il colpo accusato alle europee e la diserzione dalle urne alle ultime regionali: una protesta della base movimentista contro Grillo che ancora una volta non si è mostrato all’altezza di un vero capo politico nominando il direttorio dei “magnifici cinque”. Una lunga agonia prevede l’ideologo/attivista Becchi per il M5S, entrato in una fase di consenso minoritaria che inevitabilmente ne ridimensionerà le aspirazioni rivoluzionarie ed innescherà un progressivo processo di omologazione istituzionale. Un destino segnato quello del movimento sembrerebbe di capire, per contrastare il quale non resta che sperare in una scissione chiarificatrice di Pizzarotti il 7 dicembre prossimo che ne recuperi lo spirito e ne prosegua l’azione.
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