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Beethoven: le opere, Arancia Meccanica e facili sinfonie

Creato il 16 dicembre 2013 da Postpopuli @PostPopuli

di Leonardo Masi

“Beethoven: le opere, Arancia Meccanica e facili sinfonie”

Beethoven arancia meccanica 130x170 BEETHOVEN: LE OPERE, ARANCIA MECCANICA E FACILI SINFONIE

Beethoven (da Wikipedia)

Debussy scrisse che la Nona Sinfonia di Beethoven è circondata da una nebbia di verbosità e criticismo. Come la sua musica, la figura stessa del compositore, nato a Bonn 243 anni fa, il 16 dicembre 1770, continua a far sembrare ridicolo ogni tentativo di analizzarla. E, d’altra parte, la moderna musicologia nasce proprio dall’esigenza di capire le opere di Beethoven, così complesse per l’epoca. Già quando era in vita, Beethoven era considerato il genio supremo, un mito vivente. Tutti ne parlavano, ma per ciascuno le sue opere avevano un significato diverso. Sono passati gli anni e si sono moltiplicati i Beethoven, le Sonate al Chiaro di Luna, le None Sinfonie, i film sul Maestro – uno peggio dell’altro! – le biografie, le interpretazioni.

Uno dei Beethoven che ha avuto più successo è stato quello di Romain Rolland, che vedeva nella frase “i migliori ottengono la gioia attraverso la sofferenza” (che il compositore scrisse in una lettera alla contessa Erdödy) il motto per la vita e l’opera del genio di Bonn. L’interpretazione di Rolland, la cui Vie de Beethoven (1903) fu tradotta in tutto il mondo, ha influito anche sul modo in cui la sua opera è considerata in Cina e in Giappone, anche se con esiti diversi. L’interessante saggio di Nicholas Cook sulla Nona Sinfonia (Cambridge University Press, 1993) spiega, fra l’altro, come in Cina quest’opera sia diventata un simbolo della lotta del popolo unito, dopo che per anni si era dibattuto se si trattasse di un’opera capitalista o comunista (“gioia attraverso la sofferenza” come parallelo del motto marxista “vittoria attraverso la lotta”).

 

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La locandina di “Arancia meccanica” (da Wikipedia)

Beethoven voleva evitare, nelle sue composizioni, le facili melodie. Chissà come commenterebbe oggi il fatto che temi sulla carta impopolari, non certo da fischiettare, come l’inizio della Quinta Sinfonia sono universalmente conosciuti e sfruttati in tutte le salse!?

Che cosa direbbe dell’uso che è stato fatto della sua musica nel film Arancia Meccanica? Del fatto che l’Inno alla Gioia è diventato l’inno dell’Unione Europea? Gli piacerebbe ascoltare la versione rock (intitolata Difficult To Cure) che ne hanno fatto i Rainbow nel 1981?

Si stupirebbe del fatto che la gente che non sa suonare il pianoforte quando ne vede uno si accosta alla tastiera e prova a trovare le note iniziali di Per Elisa? E che una certa cantante italiana, Alice, ha cantato una canzone con questo titolo scritta da Franco Battiato? Il quale però, poi, in un’altra canzone, ha detto di preferire l’insalata a Beethoven (e anche a Sinatra)? Che questo Battiato però poi ha fatto un film su Beethoven, scegliendo come protagonista Alejandro Jodorowsky?

Parafrasando a memoria un racconto di Woody Allen contenuto in Effetti collaterali, mi piacerebbe immaginare questa scena: qualcuno va a raccontare queste cose, e anche tante altre, a Beethoven, dimenticandosi del fatto che il Maestro sia sordo. E lui, annuendo, risponde: “Giusto!”

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