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Before midnight

Creato il 31 ottobre 2013 da Ussy77 @xunpugnodifilm

before-midnight-la-locandina-italiana-288520Manifesto di coppia sbiadito. Hawke e Delpy questa volta litigano

Verboso e infarcito di retorica di coppia, il terzo capitolo della trilogia di Linklater raffredda i sentimenti dei primi due episodi e rischia, dannosamente, di scivolare verso un noioso e poco emozionale declino.

Jesse e Celiné sono in vacanza in Grecia. Sono insieme da diversi anni e il loro rapporto sentimentale ha portato alla nascita di due bellissime gemelle.

Si respira aria di continuità e si assiste a una ferma e decisa volontà: raccontare la storia di una coppia nell’arco di circa 20 anni. E il progetto (unico nel suo genere, con precisa cadenza “quasi” decennale e nato da un piccolo film indipendente) è sicuramente pregevole. Tuttavia concentrandosi sulla pellicola in questione, si notano i primi scricchiolii di un programmazione basata esclusivamente sulla sceneggiatura e sulla, necessaria, bravura degli interpreti. Per questo motivo Ethan Hawke e Julie Delpy si ripropongono di fronte alla macchina da presa, cedendo i loro malleabili corpi a Linklater e alle sue mani. La vicenda si evolve e ostenta problematiche di coppia, litigate, ambizioni sopite, parole non dette e l’esigenza di fermarsi un secondo per raccontare (nei lunghi giochi a due, nei dialoghi ripresi in piani sequenza o campi-controcampi) i 9 anni precedenti, costellati da delusioni e vittorie personali e professionali. Una giornata intensa e lungamente baciata dal sole estivo greco e da una soffusa luce di una camera d’albergo.

Eppure il giochino alla lunga diviene effimero e scivola nella boria di un amore passionale, che si tramuta in ordinario e comune battibecco di mezza età. E parlando di sesso si ricordano allo spettatore eventi passati e un deludente presente, che fatica a farsi brillante manifesto di coppia. Linklater, rincorrendo la realtà, la “verosimiglianza da camera”, la passionalità sopita dall’età e la responsabilità personale, riesce a restituire continuità al suo lavoro,narrando l’umanità senza alcun filtro e in modo appassionato. Tuttavia qualcosa si perde nel passaggio emozionale allo spettatore, che assiste a volgari siparietti, a una dimensione comune e riconoscibile, ma che fatica a farsi empatica. Difatti ciò che non convince nel terzo capitolo è quella sensazione di immobilismo. Linklater se in Prima dell’alba fa “incontrare” i suoi personaggi e in Prima del tramonto li fa “confrontare” (con leggerezza e romanticismo rohmeriano), in Before Midnight li fa “scontrare” in una fissità emozionale, che idealmente chiude un cerchio, ma che in realtà apre ad altre interpretazioni e punti di vista.

Infatti Before Midnight lascia la porta aperta e suggerisce un quarto capitolo, che vedrà Jesse e Celinè alla prese con nuove problematiche e scherni. Probabilmente li vedremo intenti (nuovamente) a “vomitarsi” addosso frustrazioni e rabbia repressa in un’unica giornata, tra ragazzi che crescono e l’età che avanza. Perché, se il regista in 20 anni è riuscito a non ripetersi (grazie anche all’analisi di differenti stati d’animo e situazioni sentimentali diverse), in un eventuale quarto episodio scivolerebbe nella ridondanza tematica, un ostacolo difficile da evitare.

Uscita al cinema: 31 ottobre 2013

Voto: **


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